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Barista aderisce a “Io Apro” dopo essere stato sospeso e multato: “Un sopruso: io non chiudo!”

Il titolare del bar Diez di Budrio, Yuri Garavina, ha deciso di aderire alla protesta “Io apro”. Lo avrebbe fatto comunque, ma ora ancor più convintamente dopo che le autorità hanno inflitto una multa da 400 euro per due clienti trovati nel suo locale e la conseguente sospensione dell’attività di cinque giorni da ottemperare. Come racconta a Il resto del Carlino, stanco delle restrizioni che “stanno danneggiando” il suo e altri locali, il barista vuole lanciare un segnale: “Il mio bar, che prima della pandemia era aperto 24 ore su 24 – racconta – ha subito forti ripercussioni a causa dei Dpcm del Governo”.

Attacca: “Ho dovuto diminuire i dipendenti, che comunque sono rimasti in sei. Prima incassavo 1.800 euro al giorno, ora con l’asporto arrivo a malapena a 200 euro. L’altro giorno poi sono stato multato perché i carabinieri hanno trovato all’interno due clienti che stavano prendendo l’asporto. Una sanzione da 400 euro. Ho spiegato che stavano per uscire ma non è bastato”. Poi il barista ci tiene a precisare: “Comunque la colpa non è delle forze dell’ordine, ma di questi Dpcm che stanno affossando un intero settore”.

Il bar Diez sulla Trasversale di Pianura è un approdo per i camionisti che si riposano dopo ore e ore alla guida. “Eravamo sempre aperti a qualsiasi ora – continua Garavina – e davamo un servizio a chi voleva riposarsi nell’area di servizio con ristorante e bar”. Domani, quindi, aderirà alla protesta: “Aprirò il bar e il ristorante dalle 6 del mattino fino alle 18. Se verranno i carabinieri ovviamente mi faranno un verbale, che poi porterò al mio avvocato. Contesterò anche questa sanzione, come quella precedente”, rincara il barista.

Poi conclude: “Noi baristi e ristoratori chiediamo soltanto di poter lavorare. Il mio locale è stato inaugurato un anno fa, poco prima della pandemia con investimenti importanti. Ci abbiamo creduto e vogliamo continuare a crederci. Va bene la sicurezza e la salvaguardia della salute, ma senza lavoro nessun italiano può stare bene. Il Governo deve tenere conto delle nostre esigenze – conclude – e spero che la protesta serva a lanciare un messaggio forte e chiaro di un settore ormai al collasso, così come quelli delle palestre e delle altre attività duramente colpite”.

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