Vietato il tennis nelle strutture al coperto (e i club annunciano battaglia)

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No al tennis al chiuso, a meno che non sia a livello agonistico. Non è una novità ma adesso col freddo e la neve in molte regioni del Nord è impossibile praticare tale sport all’aperto. Così alcuni circoli hanno deciso di presentare ricorso al Tar contro il DPCM.

Gli appassionati, i soci non agonisti e le scuole di tennis dovranno rimanere ferme alla luce del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che ormai da mesi, esattamente da ottobre, ha chiuso i rubinetti dell’attività sportiva. Ma alcuni circoli del Nord Italia, e in particolare della Lombardia, del Piemonte e dell’Emilia Romagna, hanno deciso di presentare un ricorso al TAR del Lazio, chiedendo la sospensione delle restrizioni attualmente in vigore.

Per contrastare la diffusione del coronavirus, il Governo in autunno ha imposto una serie di misure che stanno penalizzando il settore sportivo. Oltre a chiudere palestre e piscine, sono sospese tutte le attività sportive. Fanno eccezione

“gli allenamenti degli atleti, professionisti e non professionisti, che devono partecipare a competizioni ed eventi riconosciuti di rilevanza nazionale con provvedimento del CONI o del CIP”.

Ma non è tutto. Il DPCM consente anche di

“recarsi presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati per svolgere esclusivamente all’aperto l’attività sportiva di base, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall’Ufficio per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (FMSI), con la prescrizione che è interdetto l’uso di spogliatoi interni a detti circoli”.

Quest’ultimo punto ha precluso a molti appassionati di tennis di praticare tale sport nei circoli al chiuso. Il meteo ha fatto il resto visto che risulta impossibile giocare all’aperto sotto la pioggia e la neve.

Il ricorso al TAR

Sarà il TAR a decidere se accogliere le istanze dei circoli del Nord, che chiedono di ripartire:

“Come operatori del tennis vogliamo far presente che il nostro sport, da sempre, è stato considerato il più sicuro, anche nell’attuale condizione di emergenza e ingenti sono stati gli sforzi, di natura non solo economica, per adeguarci alle richieste statali relative ai presidi medici e all’adozione di tutte le misure necessarie volte a garantire la sicurezza sanitaria. Proprio in virtù di queste premesse, l’intenzione è far ripartire l’intero movimento, non sono quello prettamente agonistico, con il placet delle autorità competenti affidandoci alla legge e alla scienza. A ridosso delle festività natalizie abbiamo quindi proposto un ricorso al TAR del Lazio per ottenere la sospensiva del DPCM attualmente in vigore che consente ai circoli e alle società sportive lo svolgimento dell’attività all’aperto per tutti gli amanti del nostro sport, ma limita ai soli giocatori agonisti quella al coperto (all’interno dei palloni pressostatici e delle strutture fisse) equiparati a veri e propri locali chiusi” si legge nel comunicato diffuso da uno dei principali circoli promotori, il Tennis Club Lombardo.

Gli sportivi chiedono che

“venga posta l’attenzione sulla profonda e marcata diversità strutturale che intercorre tra un generico luogo chiuso, accessibile da molte persone nel medesimo momento, e le strutture pressostatiche. Le metrature cambiano profondamente, il circolo dell’aria cambia profondamente, la frequentazione cambia profondamente. Tutto è diverso tranne, al momento, l’impianto normativo che ne regola la disponibilità di utilizzo. La scienza ha già evidenziato come il tennis sia uno sport sicuro, anche se praticato al chiuso. Lo è per sua natura e caratteristiche – con i giocatori distanti decine e decine di metri l’uno dall’altro – ma lo è persino di più grazie alle misure cautelative e ai protocolli che sono stati attuati; nel corso dei mesi”.

Si potrà tornare nei campi di gioco al chiuso? La decisione spetterà al Giudice amministrativo che si esprimerà sulla vicenda il 27 gennaio prossimo.

Fonti di riferimento: Tennis Club Lombardo

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