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Abito di un popolo è la sua cultura, sostentamento le sue tradizioni, vanto ed orgoglio la sua identità.

Parte da questo assunto il progetto lanciato da CulturaIdentità con la creazione della Fondazione Città Identitarie, all’interno della quale borghi e città si battono per conservare e difendere le proprie tradizioni.

Ottima l’intuizione del suo presidente Edoardo Sylos Labini, rilevante ad oggi il numero dei Comuni, oltre cento, che hanno già aderito all’iniziativa.

Da ogni dove dell’Italia si sta levando forte la voce di chi si oppone alla contaminante globalizzazione ed indica nel binomio cultura e identità l’antidoto migliore, la cura più efficace per il riscatto, nel segno della continuità e della memoria, del nostro patrimonio storico.

E’ questo anelito alla salvaguardia di un patrimonio spesso misconosciuto, racchiuso all’interno dei nostri borghi millenari, l’elemento distintivo della Fondazione Città Identitarie e la forza intrinseca dei Comuni che entrano a farne parte.

Platone ci ha insegnato che siamo in grado di assorbire ogni energia derivante dal tessuto storico culturale del luogo in cui nasciamo, fino a generare un legame indissolubile tra terra e comunità. Tale consapevolezza non può non stimolarci a difendere le nostre storie fatte di saperi e sapori, proprio quelli che in ogni parte della penisola costituiscono quell’unicum chiamato Italia.

E se l’amor patrio è sentimento autentico non possiamo continuare, come spesso accade, a derubricare tutto ciò che il passato ci ha tramandato, come pure non possiamo restare indifferenti alla coltre di incuria che sulle antiche vestigia aleggia indisturbata: sono esse materia viva, tessere del fantastico mosaico realizzato dai nostri Padri che abbiamo il dovere di conservare, valorizzare e tramandare.

Sono anima, sono cuore d’Italia i segni di una cultura che attendono chi ne narri l’importanza, estraendone forza per affrontare il futuro, in controtendenza con un modernismo che continua a generare i miti più falsi.

Quanto tempo potranno resistere ancora i nostri centri storici, mura e cattedrali che, oltre all’indiscutibile estetica, colpiscono per creatività d’ingegno? A tale interrogativo molti territori stanno rispondendo, mettendo a rete energie che proprio dalla lettura del proprio passato trovano linfa e rinnovato slancio. Saranno lo straordinario pluralismo culturale che possiamo vantare e la sua sedimentazione storica ad ispirare amministratori illuminati nell’intento di rendere giustizia al nostro passato, in Italia più che altrove testimone di arte e di bellezza.

A tutto questo aspira la Fondazione. Come ha scritto Marcello Veneziani sulle nostre pagine, “Le Città Identitarie sono le città che hanno una loro personalità spiccata. Sono città che conservano viva l’impronta della loro storia, della loro arte, della loro tradizione civile e religiosa. Sono città che hanno un’anima, uno spirito civico, dove gli avi sono presenti e gli invisibili si palesano nella bellezza delle opere . […]I centri storici, gli insediamenti preistorici, le cattedrali e le mura sono gli ultimi recinti, le estreme vestigia, che resistono strenuamente ai barbari di fuori e di dentro”.

Ecco che allora CulturaIdentità ha creato negli ultimi anni questa Rete di Città, volta a creare un nuovo circuito di promozione che racconti l’identità storica, culturale ed economica dei Comuni italiani aderenti, con articoli e approfondimenti e l’organizzazione di importanti Festival nazionali, che nel 2022 sono giunti alla sesta edizione. Serate d’intrattenimento sempre all’insegna della musica, dell’arte e dello spettacolo, con grandi protagonisti del mondo della cultura, insieme per promuovere e valorizzare i simboli delle Città Identitarie e il Made in Italy.

Ecco la sua storia in breve: tutto ha avuto inizio nell’agosto 2018 con la prima edizione del Festival al Castello Dentice di Frasso di San Vito dei Normanni in provincia di Brindisi, nel cuore del Salento. Un luogo carico di storia, con quell’affascinante torre merlata che ha spesso ospitato set di film italiani. Il racconto delle radici normanne di questa terra e dei simboli salentini conosciuti del mondo ha caratterizzato la kermesse.

L’anno dopo il secondo Festival si sposta a La Spezia. TurismoèFuturismo nella città che ha ispirato l’Aeropittura Futurista, con Filippo Tommaso Marinetti che compone l’Aeropoema del Golfo della Spezia: arte e poesia e le provocatorie serate futuriste, che proprio nella cittadina ligure scaldarono gli animi e la stampa nel 1933 al Teatro Civico, in quella memorabile “Sfida a tutti i Poeti d’Italia”.

Nemmeno il covid frena il Festival nel 2020! La terza edizione, che si svolge nel nome del recupero delle proprie radici storiche e religiose, è dedicata alla storia e alla fede ad Anagni, splendido borgo della Ciociaria, “città dei Papi” e “dello schiaffo” dato a Papa Bonifacio VIII da Giacomo Colonna .

Nell’estate 2021 l’edizione numero IV del Festival di CulturaIdentità è dedicata all’amore per la Patria: a Casale Monferrato in provincia di Alessandria nel segno del Risorgimento, visto che la cittadina piemontese ha dato i natali a Giovanni Lanza,Presidente del Consiglio che sposta la Capitale a Roma nel 1871 e a Natale Palli, che insieme al Vate d’Annunzio sorvola il cielo di Vienna guidando il glorioso SVA.

Dal grande successo di queste edizioni nel 2022 il Festival si “sdoppia” e dopo due edizioni nel nord Italia e due al sud , arriva a giugno nelle Marche nella storica Senigallia, fondata nel 389 a.C., cuore pulsante del Rinascimento. Il V Festival invade le piazze facendo un viaggio nella storia dai Borgia fino al racconto delle spiagge che si affacciano sull’Adriatico simbolo del turismo italiano. E in agosto a Vibo Valentia, per la VI edizione dei Festival per ricordare le radici della Magna Grecia di questo splendido territorio che un tempo si chiamava Hipponion e che oggi produce un cibo prelibato del Made in Italy che il mondo ci invidia: la nduja.

Visita il sito della Fondazione Città Identitarie