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Secondo l’ultimo rapporto Istat 2021 il 45% delle PMI è a rischio fallimento

Massimiliano De Toma è deputato della Repubblica Italiana in Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo. Nell’intervista a CulturaIdentità fa il punto sulle iniziative legislative da mettere in atto per aiutare soprattutto le piccole e medie imprese ad affrontare il periodo economico più buio per l’Italia dal Dopoguerra.

I fondi del PNRR destinati al MITE ammontano a 34,6 miliardi di euro. Qual è, secondo lei, la strategia da seguire per non perdere le opportunità legate alla transizione energetica e allo sviluppo del settore?

La transizione energetica è un percorso graduale che va programmato anche con le aziende, ma non può essere procrastinato. Il rischio tangibile è che le produzioni nazionali vengano delocalizzate là dove vi sono normative ambientali più blande, provocando danni irreparabili ai comparti nazionali della produzione. Il settore dei carburanti, ad esempio, necessita di essere accompagnato nel processo di riordino attraverso la ristrutturazione e la razionalizzazione della rete della distribuzione che tenga conto dei nuovi prodotti e delle nuove tecnologie. Sono fondamentali la consultazione e il dialogo con tutti gli operatori del settore energetico, soprattutto in questa fase preliminare. Il percorso di crescita sostenibile del Paese, coerentemente con gli obiettivi di decarbonizzazione del sistema energetico al 2030, deve essere accelerato e a tal fine risulta strategica la meticolosa attuazione delle misure previste dal PNRR in materia di energia da fonti rinnovabili. Per far sì che l’Italia non perda le opportunità legate alle nuove energie, come già successo in passato con il fotovoltaico, è necessaria la creazione di una filiera industriale, come nel settore dell’eolico offshore, in modo che i finanziamenti investiti creino un moltiplicatore di risorse. Ci sono dei poli industriali che per caratteristiche, know-how e storia nel settore metalmeccanico si prestano per la realizzazione di tali impianti, pertanto è imprescindibile il ruolo del MITE nell’individuare i territori e le opportunità ad essi legate.

Il Governo ha varato la legge quadro sulla disabilità. Qual è il suo punto di vista al riguardo?

La legge quadro sulla disabilità varata dal Consiglio dei Ministri andrà valutata attentamente. Dopo anni di annunci e di attese la proposta del Governo non affronta quei nodi centrali che toccano da vicino le persone con disabilità e le loro famiglie, tra cui più assistenza domiciliare, più inclusione occupazionale, scolastica e universitaria, più accessibilità, l’indennità per i care giver familiari e l’aumento delle pensioni di invalidità. La riforma proposta sembra scollegata dagli obiettivi della strategia dell’UE per il 2021-2030, dalla Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità e dallo stesso PNRR. Servirà tantissimo lavoro per rendere la proposta del Ministro Stefani più trasversale e integrata con tutti i temi toccati nel PNRR e quindi con una visione strategica utile al raggiungimento degli obiettivi indicati nella convenzione ONU.

Il 45% delle PMI italiane sono a rischio fallimento, complice la pandemia e le scelte dei Governi che si sono succeduti. Come andrebbe gestita la ripresa economica?

Durante la pandemia le Camere di commercio hanno continuato a fornire i servizi essenziali alle imprese. Per essere competitivi e attrarre investitori non possiamo farci cogliere impreparati dalle sfide della digitalizzazione e della semplificazione, strumenti essenziali per evitare tutti quegli adempimenti farraginosi che ritardano la ripresa economica. Il processo di riforma delle Camere di commercio è un passaggio nodale da concretizzarsi al più presto perché le imprese necessitano di una governance definita. Dobbiamo far tesoro di queste realtà, mettendo al centro le imprese italiane virtuose per la ripresa e il rilancio dell’intera nazione.

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