un-robot-chirurgo-finanziato-dalla-nasa-sbarchera-sulla-iss-nel-2024

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Si chiama MIRA ed è un piccolo robot chirurgo pronto ad accorrere in soccorso degli astronauti in missione sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) in caso di urgenze mediche. Perché, per quanto addestrati fisicamente e mentalmente per affrontare una permanenza nello Spazio sicura, oltre a essere monitorati in tempo reale da un team di esperti, gli astronauti rimangono pur sempre esseri umani.

Ad accelerare il progetto dell’Università del Nebraska-Lincoln e della startup Virtual Incision, che ha alle spalle diciassette anni di implementazione, è la NASA, che ha di recente predisposto un finanziamento di 100.000 dollari per raggiungere un obiettivo piuttosto sfidante: far compiere all’assistente robotico miniaturizzato il primo volo spaziale verso la ISS per una missione di prova nel 2024, che faccia da apripista a successive operazioni ufficiali in cui si punta a raggiungere la piena operatività.

In origine, MIRA non era stato progettato per essere impiegato nello Spazio, bensì come strumento d’assistenza chirurgica robotica destinato alle sale operatorie “terrestri”, al pari di dispositivi simili che stanno già dando buoni risultati anche in Italia, dimostrando come la chirurgia eseguita con l’ausilio dei robot non sia più solo il futuro della medicina, ma anche il presente. Tra i suoi vantaggi, quello di poter essere inserito attraverso una piccola incisione, comportando dunque un’invasività minima, e di essere manovrato a distanza. Questi, uniti agli ultimi sviluppi della tecnologia, hanno convinto il team di scienziati a capo del progetto di sperimentare l’utilizzo del robot anche in microgravità.


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