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Sono moltissime persone che per periodi di tempo più o meno lunghi accusano difficoltà nell’addormentamento, frequenti risvegli durante le ore notturne, episodi di insonnia più o meno importanti, risvegli precoci nelle ore mattutine.

Secondo i dati più recenti dell’AIMS (Associazione Italiana per la Medicina del Sonno) sono circa 12 milioni gli italiani che riferiscono di avere un disturbo del sonno; circa il 25% degli adulti soffre di insonnia (cronica o transitoria); il 60% circa dei soggetti affetti da problematiche riguardanti la qualità del sonno sono di sesso femminile.

La pandemia da Covid-19, per di più, ha peggiorato un quadro che già di per sé non era confortante. Bisogna inoltre tenere conto che, in diversi casi, una volta che l’insonnia ha fatto la sua comparsa, ha la tendenza a trasformarsi in condizione permanente.

Le conseguenze di un riposo di cattiva qualità sono note a tutti: sonnolenza diurna, difficoltà di concentrazione nello studio e nel lavoro, affaticamento, cattivo umore, irritabilità, nervosismo; tutte manifestazioni che hanno un impatto molto negativo sulla qualità della vita di una persona.

Spesso, a chi sperimenta lievi disturbi del sonno, si suggerisce l’assunzione di pastiglie per dormire a base di melatonina e altre sostanze naturali. Cerchiamo di capire perché.

Il ruolo della melatonina nella fisiologia del sonno

La melatonina è ormone prodotto principalmente da una piccola ghiandola che si trova alla base del cervello, l’epifisi, nota anche come ghiandola pineale; quantità inferiori di melatonina sono prodotte anche dall’ipofisi, detta anche ghiandola pituitaria.

Varie sono le funzioni che tale sostanza svolge nell’organismo, ma quella principale è la regolazione del ciclo sonno-veglia; la sua secrezione è regolata dalla luce: la retina riceve stimoli luminosi e l’epifisi lo interpreta come un segnale che inibisce il rilascio della sostanza (e l’organismo tende a stare sveglio); il buio, invece, stimola la secrezione (e l’organismo si predispone al riposo).

L’importanza della melatonina è quindi notevole per gli esseri umani dal momento che si tratta di una sostanza che ha un ruolo determinante nella fisiologia nel sonno e nella regolazione del ciclo sonno-veglia.

I livelli di melatonina nell’organismo dipendono da vari fattori fra cui l’età del soggetto; nei bambini molto piccoli (fino a circa tre mesi di vita), i livelli di quest’ormone sono molto bassi; dopo i sei mesi di età cominciano a innalzarsi per raggiungere il loro apice verso di tre anni circa.

Con l’avanzare dell’età, a causa della lenta, ma progressiva calcificazione dell’epifisi, i livelli di melatonina cominciano ad abbassarsi.

Molte altre possono essere le cause di un abbassamento dei livelli di melatonina (fra cui lo stress, il lavoro turnista, la sindrome da fuso orario, l’assunzione di sostanze eccitanti, un’attività fisica troppo intensa nelle ore serali, l’assunzione di determinati medicinali ecc.

Bassi livelli di melatonina sono una delle cause di disturbi del sonno, principalmente l’insonnia.

In sostanza, una regolare integrazione di melatonina, riporta ai corretti livelli la quantità di questo ormone nell’organismo favorendo un corretto ripristino del ciclo sonno-veglia con conseguenze positive sul benessere psico-fisico della persona.

Melatonina e alimentazione: i cibi che possono aiutare

Oltre all’assunzione di un integratore a base di melatonina, un aiuto per incrementare le scorte di questo prezioso ormone può arrivare dall’assunzione di determinati cibi fra cui si ricordano principalmente riso integrale, mais, avena, lenticchie, fagioli, banane, frutta secca, pomodori, ravanelli, uova e salmone.