tv-8k-e-upscaling:-l’ia-fa-la-differenza-anche-senza-contenuti-nativi?
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Quando si ha a che fare con un televisore ad elevata risoluzione nativa del pannello, e a maggior ragione con un 8K, ci si imbatte inevitabilmente nel processo di upscaling, che consiste nell’adattare la risoluzione del contenuto di partenza alla risoluzione nativa.

L’attuale grande limite dei pannelli 8K è la sostanziale mancanza di contenuti e sorgenti a risoluzione nativa 8K Ultra HD. 8K che corrisponde a una risoluzione di 7680 x 4320 pixel, ovvero un totale di circa 33 milioni di pixel, contro i circa 8 milioni di pixel dei televisori e relativi contenuti in 4K Ultra HD.

UPSCALING – COS’È E COME FUNZIONA

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È qui che entra in gioco l’upscaling, ovvero l’elettronica di bordo del televisore, con il suo processore e i suoi algoritmi. Passare dal 4K all’8K, ma tutto sommato anche dal Full HD all’8K, è un processo di interpolazione piuttosto facile e lineare. Discorso ben diverso quando si parte da sorgenti di qualità inferiore, come l’SD, o anche l’HD 720p, in cui la proporzione tra pixel orizzontali e verticali del contenuto non corrisponde più perfettamente. A quel punto l’interpolazione si fa decisamente più complessa e non ci si può più accontentare di classici algoritmi bilineari o bicubici, pena brutti difetti di aliasing, anche dette scalettature.

Oltretutto non sempre il contenuto di partenza risulta particolarmente nitido, vuoi perché è presente grana (vedi vecchi filmati in pellicola, ad esempio), rumore o anche semplicemente artefatti di compressione. Il tutto riproposto in upscaling a risoluzione più alta apparirebbe decisamente meno nitido, posticcio e poco gradevole alla vista.

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Ecco quindi che è entrata ormai in gioco l’intelligenza artificiale con i suoi algoritmi predettivi, il machine learning e le reti neurali artificiali, cercando di “ricostruire” e simulare il comportamento percettivo del cervello umano per rielaborare il contenuto applicando gli interventi di upscaling più efficaci e “naturali” possibili. Il tutto dando l’impressione di visualizzare un contenuto a risoluzione nativa, benché in realtà non lo sia.

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È ciò a cui stanno lavorando tutti i produttori di televisori e, in particolare, Samsung ormai da diversi anni, prima con l’avvento dei modelli a risoluzione 8K e ormai estendendo l’approccio anche ai modelli a risoluzione 4K Ultra HD, che integrano oggi giorno gli stessi processori “Quantum Processor AI” dei fratelli maggiori.

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Abbiamo quindi deciso di verificare quanto siano davvero efficaci questi algoritmi di upscaling, realizzando un nostro video demo a risoluzione nativa 8K, utilizzando una fotocamera Canon R5 (per cui dobbiamo ringraziare la stessa Canon), capace di effettuare riprese fino a risoluzione 8K. La stessa clip l’abbiamo poi downscalata in 4K, in Full HD e anche a 720p. A questo punto possiamo confrontare la resa dalle varie versioni e capire fino a che punto l’upscaling renda effettivamente indistinguibile o meno il nativo dall’upscalato. Vi raccontiamo in video com’è andata.

CLIP DEMO 8K – LAVORAZIONE

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Per non essere condizionati dal girato di partenza, che potrebbe essere stato realizzato per facilitare in qualche modo l’elaborazione di upscaling, abbiamo realizzato una nostra clip demo a risoluzione nativa 8K. Clip che è stata girata per le vie di Milano in diverse condizioni di luce e con diverse focali obiettivo per poter contare su materiale non omogeneo da dare in pasto all’elettronica del televisore.

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Le riprese sono state effettuate con una fotocamera Canon R5, con obiettivi 35mm f/1.8 e 24-70mm f/2.8, in 8K RAW 4:2:2 10 bit @25fps (la massima cadenza consentita dalle schede di memoria in nostro possesso). Tutto il girato da 1,3Gbps è stato poi caricato su un Apple Mac Studio e tramite il software DaVinci Resolve Studio 18 di Blackmagic abbiamo montato la clip, applicato la LUT, effettuato la color correction in REC709 10 bit ed esportato il tutto nelle versioni ProRes 422 10 bit in 8K (risoluzione nativa 7860 x 4320 pixel), 4K Ultra HD (3840 x 2160 pixel, Full HD (1920 x 1080 pixel) e 720p (1280 x 720 pixel).

Le quattro versioni in ProRes (i nostri “master”) sono state poi codificate in H.265 / HEVC rispettivamente a circa 120 Mbps (8K), 60 Mbps (4K Ultra HD), 30 Mbps (Full HD) e, infine, 15 Mbps (720p).

L’APPROCCIO DI VALUTAZIONE

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Una volta in possesso delle nostre clip, le abbiamo caricate su un hard-disk e date in pasto al media-player integrato del televisore 8K Samsung QN900B da 65 pollici. Ci siamo seduti a circa 1,5 metri dal display e tutte le impressioni che vedete nel video sono in “presa diretta”, siamo andati – come si sul dire – a braccio e nulla è stato “filtrato” da visioni precedenti fuori onda.

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Ovviamente avendo effettuato e lavorato le riprese, con Davide Fasola sapevamo dove soffermare, in particolare, il nostro sguardo e cosa aspettarci. Per questo motivo abbiamo voluto coinvolgere in questo esperimento anche Elena Toni, mai presente in alcuna fase delle lavorazioni delle clip e quindi assolutamente a digiuno da possibili condizionamenti.

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Per chi volesse valutare la qualità dell’upscaling del proprio televisore o della propria sorgente di riproduzione, la nostra clip demo realizzata per questo esperimento è disponibile su YouTube in 8K (che verrà quindi eventualmente downscalata in automatico in funzione del vostro sistema di riproduzione) o scaricabile in 8K nativo, 4K Ultra HD, 1080p e 720p (tutti in Mp4) ai seguenti link:

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Ulteriori informazioni sulla tecnologia usata da Samsung per l’upscaling a questo link.

VIDEO

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Contenuto in collaborazione con Samsung