Trump, account YouTube sospeso

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Trump dovrà fare a meno dell’account ufficiale YouTube per almeno sette giorni. I gestori della popolare piattaforma hanno annunciato di aver adottato il provvedimento dopo aver riscontrato la violazione delle linee guida per incitazione alla violenza. Più nel dettaglio in base al recente provvedimento si dispone:

  • Sospensione dell’account ufficiale Donald J Trump per non meno di 7 giorni
  • Rimozione del contenuto che ha violato le linee guida della piattaforma
  • Blocco dei commenti a tempo indefinito su tutti i video ancora presenti nel canale

YouTube ricorda che si tratta del primo strike – il sistema di moderazione dei contenuti prevede che un secondo strike inviato entro 90 giorni determina la sospensione dell’account per due settimane, e che un terzo (sempre entro 90 giorni) la definitiva chiusura del canale. I gestori della piattaforma sottolineano:

Dopo un’attenta revisione e alla luce delle preoccupazioni legate a potenziali nuove violenze, abbiamo rimosso il contenuto caricato nel canale di Donald J. Trump e inviato un avvertimento per aver violato le nostre linee guida incitando alla violenza […] Il canale ora non può caricare nuovi video o livestreaming per un minimo di sette giorni, termine che potrebbe essere prolungato


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Dopo l’assalto al Congresso del 6 gennaio scorso anche YouTube ha intensificato i controlli sui contenuti pubblicati sulla piattaforma, ha rimosso un video nel quale il Presidente parlava espressamente di elezione rubata, e ha promesso l’adozione di nuovi provvedimenti che stanno puntualmente arrivando senza risparmiare il Presidente uscente.

YouTube si unisce agli altri social network che stanno facendo terra bruciata intorno a Trump: si ricorda che l‘account Facebook resta sospeso a tempo indeterminato, così come quello di Twitter. Amazon, Google e Apple hanno inoltre bloccato la piattaforma Parler usata dal Presidente e dai suoi sostenitori più violenti come alternativa alle più note piattaforme social. Queste misure sono adottate mentre gli occhi delle autorità restano puntati sul passaggio formale di consegne tra Trump e Biden previsto per il 20 gennaio prossimo: si temono nuovi scontri e ridurre la diffusione di messaggi di incitazione alla violenza è una misura utile per non alimentarli. Tutto quanto sopra mentre resta sullo sfondo il dibattito su un tema di non facile soluzione: il ruolo dei gestori delle piattaforme social nel dibattito politico e più in generale nel libero scambio di opinioni.