Tim Cook questa sera presenterà tutte le novità di Apple sui nuovi prodotti.

Nuove tecnologie e nuovi prodotti arriveranno dalla conferenza di questa sera.

(BRITTANY HOSEA-SMALL/AFP/Getty Images)

Parafrasando un politico italiano della prima Repubblica, a dare ascolto ai rumors si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. E allora, quali sono le voci, le più attestate e le meno probabili, per quanto riguarda il keynote di questa sera che darà l’avvio ufficiale alla Wwdc 2020? La Worldwide Developer Conference, la conferenza mondiale degli sviluppatori software di Apple, è alla trentaquattresima edizione, la prima completamente via internet, a soli quattro anni dal ritorno al San Jose Convention Center. L’annuncio che sarebbe stato un evento solo online è stato fatto il 13 marzo scorso: una delle prime cancellazioni di eventi dal vivo agli esordi del coronavirus che non aveva ancora toccato gli Usa in maniera pesante. La data del keynote, che si terrà questa sera alle 19 ora italiana, è stata annunciata invece il 5 maggio scorso.

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Tim Cook salirà nuovamente sul palco della Worldwide Developers Conference, questa volta virtuale (Foto: Apple)

Azzeccare i pronostici sugli annunci ai keynote di Apple è da anni il gioco di società della rete: tutti hanno un’opinione e, nei tempi più recenti, molti hanno scoperto di avere anche ragione. Infatti i rumors si sono rivelati anno dopo anno sempre più esatti e quasi “telefonati”. Questo, nonostante gli sforzi di Tim Cook e dei suoi per cercare di arginare le indiscrezioni che giungono soprattutto dalla filiera (ma anche da qualche scivolone tecnico, come vedremo fra un attimo), ci sono indiscrezioni ogni anno sempre più particolareggiate. E quest’anno dicono: nessun nuovo hardware alla Wwdc.

Addio Intel, benvenuta Arm

Per l’edizione 2020 della Wwdc l’indiscrezione che oramai tutti danno per scontata è quella della transizione dei Mac dai processori Intel a quelli Arm, la serie Axx che Apple sviluppa su licenza per i suoi apparecchi post-pc. L’hanno detto tutti gli analisti che contano, lo hanno confermato anche i soliti bene informati, e quindi si potrebbe dare per certa. Quel che tutti si chiedono, però, è quando arriveranno i primi Mac con processore Axx e soprattutto quali saranno. C’è chi dice metà 2021, perché la Wwdc serve solo a presentare la transizione agli sviluppatori dandogli il tempo di preparare le loro app. Forse a loro verrà fornito un incrocio tra un Mac mini e una Apple Tv come “Developer Kit” per testare il software su un hardware sanzionato da Apple.

Per noi comuni mortali sarà necessario aspettare almeno 12 mesi per mettere le mani sopra un MacBook Air o addirittura un MacBook Retina 12 (uscito di produzione tre anni fa, più piccolo e sottile dell’attuale MacBook Air). C’è invece chi, come il solito Ming-Chi Kuo, il nome più prestigioso di questa generazione di aruspici della mela morsicata, sostiene che arriverà invece un MacBook Pro 13,3 pollici e un iMac 24 pollici. Cioè esattamente tutto il contrario di quello che ci potremmo aspettare (incluso un MacBook Pro 14 pollici). Un possibile indizio di un iMac ridisegnato viene dalle immagini presenti nelle versioni preliminari del nuovo sistema operativo per Mac, che stanno cominciando a circolare.

Le meraviglie di macOS 10.16

Quello che sappiamo di sicuro (o quasi) è che Apple, come tutti gli anni, rinfrescherà i suoi sistemi operativi, a partire da quello per Maccompresi anche quello per iPhone (che potrebbe cambiare di nuovo nome da iOS a iPhoneOS) e iPadOS, oltre a tvOS e watchOS per gli altri device dell’azienda.

Quello che ci aspetta con macOS 10.16 “Big Sur” (questo dovrebbe essere il nuovo nome ispirato alle località turistiche della California, come i predecessori) è una nuova app Messaggi, allineata alle versioni per iPhone e iPad dotata di citazioni dei partecipanti alle chat con lo schema “@nome”. E un numero sempre crescente di app per iPad “portate” su Mac grazie alla tecnologia Catalyst, che dovrebbe fare un salto in avanti notevole (la app degli sviluppatori su Mac è realizzata con Catalyst). Si sa poco altro, ma è probabile che Catalina, l’attuale versione di macOS che ha mostrato di avere un bel po’ di bug, andrà incontro più che altro a un ciclo di affinamento e miglioramento, come capita sovente con i sistemi operativi di Apple, che alternano fasi di lancio di novità a fasi di consolidamento e ripulitura degli angoli meno rifiniti.

Se iOS cambia nome

C’è il rumor che iOS, il sistema operativo degli iPhone, tornerà a chiamarsi come all’origine, cioè iPhoneOS (si era differenziato perché era diventato il sistema operativo anche degli iPad, che però poi sono diventati titolari della loro versione del sistema operativo, iPadOS). A prescindere da come si chiamerà, su iOS arriveranno le notifiche personalizzabili e una schermata di inizio completamente rivoluzionata, molto più simile come logica a quella di Android anche se graficamente sempre legata al “family feeling” di casa Apple.

Quindi, Widgets nella home e possibilità di organizzare le app a lista, per vederne molte di più. E poi ci saranno numerose novità legate alla Realtà Aumentata e alla Realtà Virtuale, in una sigla la XR. La nuova piattaforma, nome in codice “Gobi”, servirà per aprire finalmente la strada (nelle speranze di Tim Cook, che ci crede molto) alle applicazioni commerciali della XR. Arriveranno anche browser e client email di terze parti indipendenti e che potranno essere usati come default, e poi la funzione CarKey per usare iPhone e Apple Watch come chiave per aprire l’automobile (qualcosa di simile a quello che Tesla fa già da anni).

Verranno potenziati il Portachiavi per la gestione sempre più sicura e strutturata delle password di accesso ai siti e servizi di terzi, l’integrazione dell’App Store dentro le Mappe, le Clips che permetteranno di usare alcune funzioni delle app senza doverle scaricare completamente, supporto della Apple Pencil sui siti web (in comune con iPad o anche con iPhone?) e varie altre funzioni che gli utenti potranno utilizzare solo dopo l’estate quando arriveranno i nuovi telefoni. Oppure, come d’abitudine, nelle versioni in beta pubblica a partire da luglio-agosto.

iPad sempre più computer

All’iPad Pro manca solo la parola per essere un computer fatto e finito, grazie a tastiera, trackpad e penna. O forse, manca un sistema operativo all’altezza di un hardware da sogno. Ecco che Apple ci prova con una versione di iPadOS 14 che dovrebbe aggiungere varie funzionalità specifiche per il mondo iPad. Miglior supporto per mouse e trackpad (magari anche quelli di prima generazione della stessa Apple attualmente mal supportati?), maggior funzionalità di realtà aumentata, adesso che sui nuovi iPad c’è anche un sensore Lidar che dovrebbe far capolino anche sugli iPhone. Nuova app per i podcast, nuove funzionalità di gestione delle finestre e dei contesti, per semplificare e “svecchiare” un po’ la modalità di interazione adesso che l’iPad è usato sempre più con un mouse o un puntatore e tastiera.

Orologi per tutti i polsi e tutte le nazioni

Apple avrebbe scoperto che i suoi Apple Watch vanno anche tra i bambini e dovrebbero arrivare funzionalità dedicate ai più piccoli, oltre a nuovi quadranti, nuove funzionalità per la salute (che sarebbero già presenti anche sulle ultime generazioni, come il misuratore di ossigenazione del sangue, l’allarme per gli attacchi di panico e il monitor per la regolarità dei cicli di sonno, che però non sono stati ancora implementati correttamente nel software e certificati dagli enti competenti. Arriveranno anche tipi di quadranti inediti (ma Apple non pare intenzionata a dare la possibilità a terzi di creare e vendere i propri) a partire da un cronografo basato su Gps e accelerometro, e al quadrante “internazionale” con le bandiere di tutto il mondo. Chissà come faranno con quella di Taiwan, visti i divieti della Cina continentale di riconoscere Taipei. Anche qui, non sono attesi annunci di nuovi orologi alla Wwdc, mentre probabilmente arriveranno in autunno.

Una Apple Tv sempre più piccola

Apple sta scommettendo sulla televisione con il suo servizio di streaming che fa un po’ di sovrapposizione però tra abbonamento e vendita/noleggio. C’è chi si aspetta un bundle che comprenda altri servizicome ad esempio Apple Arcade (un anno di giochi in abbonamento) e Apple Musica (un anno di musica in abbonamento), tutti “all-you-can-eat” ma in versione più simile al bundle che fa Amazon con il suo Prime. La Wwdc potrebbe essere un posto come un altro per un annuncio del genere. Invece, la Apple Tv, che più avanti dovrebbe essere ridisegnata, avrà una modalità generale “kids”, gestione del tempo di utilizzo, e la possibilità di collegarla direttamente a uno o due (o più) HomePod, gli speaker costosi ma dalla qualità sonora superiore di Apple che non sono mai arrivati in Italia che presto potrebbero essere rinnovati. C’è la possibilità residua che un hardware concettualmente simile a quello della Apple TV possa essere fornito agli sviluppatori come base per testare le app sulla nuova famiglia di Mac basati su processori Arm.

Apple Hosts Its Worldwide Developers Conference

Hardware? No grazie, siamo sviluppatori

Tradizionalmente di hardware presentato alla Wwdc ce n’è sempre stato poco e, quando è successo, si trattava di prodotti Pro. Per questo i rumors fanno pensare un nuovo iMac che potrebbe utilizzare i processori Arm e, per una mezza generazione, quelli Intel. Se dovesse arrivare la versione interinale con Intel, avrebbe per la prima volta il chip di sicurezza e accelerazione T2, un look and feel più simile agli attuali iPad Pro (che si dice dovrebbe inspirare anche gli iPhone 12) e svecchiare gli iMac il cui design risale al 2012. Processori Intel, Gpu Navi di Amd e drive solo ssd (addio lentissimo ibrido “Fusion”, non ci mancherai). Altre possibili uscite, che però difficilmente arriveranno alla Wwdc: AirPods Studio (cuffie magnetiche componibili con padiglioni che coprono le orecchie), nuovo telecomando di Apple Tv fatto apposta per giocare, HomePod mini, le mitologiche Apple AirTags (piccoli dongle integrati con la realtà aumentata e connessioni radio per non perdere più niente). E infine Apple AirPower, annunciato nel 2017 e mai portato sugli scaffali (venne cancellato ufficialmente nel 2018), è un sistema di ricarica a induzione per più apparecchi Apple che permette di bilanciare la carica e ottimizzarla per iPhone, AirPods e Apple Watch (quest’ultimo è stato il problema nella finalizzazione della tecnologia). Potrebbe essere la One More Thing di questo keynote WWDC 2020? Certamente non gli Apple Glass. Anche se…

Una conferenza tutta online

Come farà Apple a gestire la sua prima conferenza tutta online? Se lo chiedono in molti, anche perché l’evento organizzato dalla casa di Cupertino è importante (coinvolge una fetta enorme del mercato delle app per smartphone e tablet) e fa da riferimento per tanti altri eventi del settore che invece sono stati semplicemente cancellati o non sono andati affatto bene. Apple ha programmato i laboratori per sviluppatori con incontri 1-a-1 in remoto, 100 sessioni con introduzioni di varie tecnologie, mentre l’Apple Design Award è stato spostato al 29 giugno anziché durante la settimana. Mancherà però la grigliata nel nuovo campus di Cupertino con tutti gli sviluppatori che hanno comprato il biglietto e sono stati sorteggiati, più un crescente numero di giovani membri delle varie Academy. Un evento indimenticabile per chi in passato ha partecipato ma che quest’anno, come per tante altre cose, non si potrà tenere.