“Si chiamerà Lisa o Isabel”, dice la campionessa di tuffi. Che per amore del marito e della loro famiglia (che si ingrandisce) ha archiviato il sogno delle Olimpiadi. Con un solo rimpianto. Come racconta in esclusiva a Oggi

Tania Cagnotto incinta mostra il suo bel pancione e, con il marito Stefano Parolin, si prepara all’arrivo della loro seconda bimba. Nell’intervista esclusiva al settimanale Oggi, la campionessa di tuffi annuncia l’addio definitivo al trampolino, racconta come sta passando le ultime settimane prima del parto (previsto a fine febbraio), le reazioni della primogenita Maya e molto altro – FOTO ESCLUSIVE | VIDEO

Tania Cagnotto si mette a nudo su Playboy – LEGGI | FOTO | VIDEO

“IN CASA COMANDA MAYA” – A che punto siete con il toto-nomi per la vostra seconda figlia? «Per adesso sembrerebbe Lisa, o Isabel. Però per Maya è già “Lisa” e molto probabilmente si chiamerà così». Mentre lo racconta, al pensiero della primogenita Maya che “comanda” in casa, Tania Cagnotto scoppia in una bella risata. La campionessa di tuffi, argento in coppia con Francesca Dallapè e bronzo nel singolo alle Olimpiadi di Rio del 2016, è spontanea, allegra, e razionale quando ce n’è bisogno. E se il sogno di Tokyo 2021 è sfumato, ora si gode le ultime settimane di tranquillità che la separano dal parto, previsto per fine febbraio. «Queste, al mattino, sono le tre ore che posso dedicare a me stessa e alla casa, perché Maya è dalla Tagesmutter (un mini-asilo casalingo che accoglie un numero ristretto di bambini, ndr), mentre mio marito Stefano (Parolin, ndr) è al lavoro. Maya è già super emozionata, abbraccia la pancia, dice che farà tutto per la sorellina. Ma mi aspetto momenti di crisi e gelosia», spiega Tania. Che arriva da un 2020 intenso: prima, la corsa per cercare la qualificazione alle Olimpiadi, poi, dopo lo stop causato dalla pandemia e la scoperta della gravidanza, il nuovo ritiro dal trampolino.

Tania Cagnotto, ma che bel pancione! – ESCLUSIVO

Come sta vivendo la gravidanza in questo particolare momento? «Abbiamo finito la seconda cameretta, ora vorrei passare in tranquillità queste ultime settimane. Per fortuna siamo sempre stati bene. Però adesso Maya ha 3 anni (li ha compiuti il 23 gennaio, ndr) e ha esigenze maggiori rispetto al primo lockdown: è una persona “di contatto” e mi dispiace dirle continuamente di stare a distanza dagli altri bambini. Le ho spiegato che c’è questo virus cattivo e bisogna stare attenti. Ormai dice perfino: “La mamma si è fatta il tampone ed è negativa…”. I bambini di questa era stanno vivendo cose che mai avrei pensato».

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E tra poco arriverà la seconda bimba. Come ha reagito quando ha scoperto di essere incinta? «Ho sempre avuto il desiderio di un secondo figlio a poca distanza da Maya. Quando hanno comunicato che i Giochi sarebbero stati posticipati, con Francesca Dallapè ci chiedevamo se avremmo potuto aspettare ancora per proseguire verso il nostro obiettivo. È stata una sorpresa, non pensavo succedesse così velocemente. La nuova vita che ho in grembo ha preso la decisione per me e ora sono molto contenta. Mi ha fatto capire che cosa dovevo fare, credo sia stato un segno. Se le Olimpiadi si fossero tenute nel 2020, sarebbe stato perfetto, ma alla mia età non potevo aspettare un altro anno con il dubbio che si svolgano veramente».

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Come si è sentita quando ha comunicato a Dallapè che l’idea di Tokyo era da abbandonare? «Lei ne era al corrente e durante il lockdown abbiamo messo sul piatto tutte le opzioni. All’inizio pensavamo di poter resistere solo per tre mesi, poi, quando hanno fatto slittare i Giochi al 2021, lei si è sentita pronta per proseguire, ma non ha più insistito per convincermi a continuare come aveva fatto dopo Rio de Janeiro. Con lo stop del lockdown avevamo perso tutta la forma fisica ricostruita in un anno e mezzo di lavoro, è stato difficile da digerire».

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Con Francesca, per anni ha condiviso gare, trasferte, esperienze. Come affronta questo distacco? «Mi manca il vederci quotidianamente e infatti ci sentiamo tanto per telefono. Però eravamo così abituate a raccontarci tutto mentre facevamo stretching o in spogliatoio, che adesso è stranissimo trovarsi in un bar, com’è successo prima delle ultime restrizioni, e chiacchierare mentre beviamo un caffè. Ora per forza di cose (Francesca è di Trento, ndr) ci sentiamo solo al telefono. E le nostre bimbe, Maya e Ludovica, sono legatissime: dobbiamo fare le videochiamate con Facetime perché vogliono vedersi e parlarsi! Sono carinissime insieme e mi piacerebbe coltivare l’amicizia anche per le piccole».

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Se, come accadde dopo aver avuto Maya, tra qualche mese cambiasse di nuovo idea e tornasse ad allenarsi? «Non sarà così, il mio è un addio definitivo al trampolino. Questa volta non ce la farei, dovrei allenarmi per le Olimpiadi successive, insomma ancora quattro anni di sacrifici, e con due figlie… Almeno come atleta, l’addio è definitivo».

Quindi ha dei progetti nell’ambito dei tuffi? «Sì, mi piacerebbe. E un po’ ci sto già lavorando. Vorrei creare una squadra di tuffi qui a Bolzano. Non per fare a tutti costi l’allenatrice, ma per aiutare a migliorare questo sport, per avere più risorse e spazi d’acqua. Mio papà Giorgio mi darà qualche consiglio».

Ha già partecipato a un talent show di ballo, Dance Dance Dance, ha commentato le gare di tuffi. Dopo la gravidanza le piacerebbe tornare in tv? «Almeno per un anno sarò fuori combattimento e poi non mi piace fare troppe cose insieme. A maggior ragione, questa volta mi concentrerò a fare la mamma e a pensare al progetto per i tuffi. Poi perché no, in futuro potrei tornare a commentare le gare».

Otto anni fa posò per la cover di Playboy Italia. Lo rifarebbe? «Era il 2013, arrivavo dalla delusione delle Olimpiadi di Londra (quarta nel sincro con Dallapè e nel singolo, ndr). Avevo cambiato management e mi proposero quella cover: è stata una cosa carina. Era il momento giusto, ora non necessariamente la rifarei».

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A parte i tuffi, c’è qualcosa in cui si sente forte e che sa fare bene? «Con Maya ho fatto tanti viaggi in autonomia, senza tate e senza aiuti: ne vado molto orgogliosa».

È una mamma apprensiva? «Credo di essere una mamma abbastanza normale. Però sono attenta, non lascio andare in giro Maya senza cappellino, se fa freddo. E preferisco stare all’aperto il più possibile, in spazi isolati, per evitare il coronavirus: ho il terrore di dover fare la quarantena».

Dai video che pubblica su Instagram, sembra che Maya abbia già imparato molto da lei. «Deve essere una questione di genetica perché non l’ho mai portata in piscina più di quanto facciano altre mamme. Avrà visto al massimo due mie gare, eppure con l’acqua ha un grande feeling: si tuffa subito ed è la persona più felice al mondo. Poi, nel primo lockdown, mi imitava mentre facevo ginnastica on line».

Pensa che potrà avere un futuro in piscina? «Non lo so. Per i bambini è un bello sport, perché è divertimento puro. Ma dedicarsi ai tuffi seriamente è un’altra cosa. Ci sarà tempo per capirlo».

Che bambina è Maya? «È solare, dolce e affettuosa, ma anche testarda. La precisione l’ha presa da me: quando torniamo a casa mette via bene le scarpine e magari dice al suo papà di fare lo stesso… Da Stefano ha preso la competitività nelle sfide».

E Stefano che papà è? «È un papà molto dolce e innamorato».

Che cosa vorreste insegnare a Maya e alla bambina che verrà? «Puntiamo sui valori. Vogliamo rimanere molto uniti: se hai una famiglia solida alle spalle, la gran parte del lavoro è fatta. E poi vogliamo essere genitori attenti ma non appiccicosi: l’importante è che le nostre figlie si fidino di noi e ci vedano come pilastri».

Il suo segreto per essere felici? «È importante accontentare le passioni di entrambi, se poi coincidono è ancora più facile. Bisogna volersi bene e soprattutto… avere la fortuna di incontrare la persona giusta».

Alice Corti