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Bloccare le frodi e spendere bene i soldi che ci sono. Questa la condizione posta dal presidente del Consiglio Mario Draghi per mantenere in vita il Superbonus e gli altri bonus edilizi. Una linea che ha portato ieri all’approvazione da parte del Consiglio dei ministri di un decreto-legge che introduce misure urgenti per il contrasto alle frodi nel settore delle agevolazioni fiscali ed economiche.

CONTROLLI PREVENTIVI – Il decreto mira a evitare le frodi relative alle detrazioni e cessioni di crediti per lavori edilizi ed estende l’obbligo del visto di conformità, previsto ora per la cessione del credito o lo sconto in fattura, anche nel caso in cui il “Superbonus al 110%” venga utilizzato dal beneficiario in detrazione nella propria dichiarazione dei redditi, tranne nei casi in cui la dichiarazione stessa sia presentata direttamente dal contribuente o tramite il sostituto d’imposta. L’obbligo per il visto di conformità viene inoltre esteso anche in caso di cessione del credito o sconto in fattura relativi alle detrazioni fiscali per lavori edilizi diversi da quelli che danno diritto al Superbonus al 110%.

STOP ALLO SCONTO IN CASO DI PROFILI DI RISCHIO – L’Agenzia delle Entrate, inoltre, può sospendere fino a 30 giorni l’efficacia delle comunicazioni su cessioni del credito o su sconti in fattura inviate alla stessa Agenzia che presentano particolari profili di rischio, ai fini del relativo controllo preventivo. Viene disciplinata, razionalizzata e potenziata l’attività di accertamento e di recupero da parte dell’Agenzia delle Entrate, relativamente alle detrazioni e cessioni dei crediti per lavori edilizi ed ai contributi a fondo perduto previsti dall’articolo 25 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (cosiddetto decreto Rilancio).

LA DENUNCIA DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE – È di pochi giorni fa la denuncia arrivata dal direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini che, in un’intervista al Sole 24 Ore, ha tracciato il bilancio a un anno dalla piena operatività della piattaforma per la cessione del crediti e dello sconto in fattura. In un anno sulla piattaforma si sono messi in moto scambi per circa 19,3 miliardi di euro di cui 6,5 miliardi per cessioni e sconti in fattura legati ad interventi del Superbonus al 110% (Ecobonus e Sismabonus), e i restanti 12,7 miliardi per tutti gli altri sconti edilizi, per un totale di circa 2 milioni e mazzo di operazioni comunicate all’Agenzia delle Entrate. A fronte di questi consistenti movimenti finanziari l’Agenzia delle Entrate ha intercettato numerosi cessioni di crediti inesistenti soprattutto riferiti a interventi edilizi non effettuati. “In altri casi – ha spiegato Ruffini – abbiamo rilevato la cessione di crediti inesistenti riferiti a lavori fittiziamente realizzati addirittura in favore di persone inconsapevoli, che si sono ritrovate nel loro cassetto fiscale fatture relative a opere mai eseguite”. Questi crediti fittizi che possono poi essere oggetto di movimentazioni e alla fine ceduti a intermediari finanziari e quindi monetizzati. “Si tratta di operazioni raffinate – ha proseguito Ruffini – che richiedono un certo know how e attuate attraverso strutturate organizzazioni fraudolento”. Il rischio è che questi crediti vengano acquistati mediante l’impiego di capitali di origine illecita per reinserirli nel circuito legale. Di fronte a queste operazioni l’Agenzia delle Entrate si è attivata. “Abbiamo intercettato sul nascere numerose cessioni di crediti caratterizzati da evidenti elementi di frode. In particolare – ha fatto sapere il direttore dell’Agenzia delle Entrate – sono stati individuati circa 800 milioni di euro di crediti dei quali risulta pressoché certa l’inesistenza. Purtroppo la legge prevede che il recupero del credito venga fatto nei confronti del primo cedente e quindi del cittadino che commissiona gli interventi e non presso l’intermediario finanziario che ha messo in atto l’operazione. Proprio per questo  è bene prestare attenzione a quello che si firma quando vengono proposte tali operazioni”.

CESSIONI PROROGATE IN MANOVRA – Con le precauzioni introdotte dal decreto anti-frodi, in manovra vengono, dunque, rifinanziate per tre anni, fino al 2024, la cessione del credito e lo sconto in fattura in favore di Sismabonus, Ecobonus (tra cui gli infissi), bonus facciate e le colonnine di ricarica. Confermati anche la proroga della cessione del credito e dello sconto in fattura per il Superbonus al 110%, che vengono in questo caso prorogati fino al 31 dicembre 2025. La detrazione relativa al Superbonus però comincerà a calare dopo il 2023: sarà del 70% per le spese sostenute nell’anno 2024 e del 65% per quelle sostenute nel 2025. Resta, per ora, il limite per le villette unifamiliari già approvato in Cdm: solo i proprietari con un Isee sotto i 25mila euro potranno accedere al super-sconto.

STOP AL CARO PREZZI – Per contrastare il rialzo dei prezzi degli interventi e le fatture gonfiate nasceranno dei listini di riferimento ad hoc.

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