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L’Italia si prepara ad affrontare con misure più rigide la quarta ondata che sta mettendo in ginocchio l’Europa. Dalla mezzanotte di ieri in Alto Adige 20 Comuni sono entrati in zona rossa per i troppi casi di Covid-19 e l’obiettivo del governo è evitare che questo accada in altre regioni d’Italia con ulteriori danni per l’economia. Le nuove misure – dal “super green pass alla vaccinazione obbligatoria per alcune categorie di lavoratori – saranno al centro della cabina di regia convocata oggi alle 11 dal presidente del Consiglio Mario Draghi. Subito dopo si terrà il Cdm che vedrà l’esame e il via libera al nuovo decreto. Sul tavolo sono, tuttavia, diversi i nodi ancora aperti. “È chiaro che una rimodulazione del Green Pass come durata e tipo è auspicabile. Aspettiamo la cabina di regia, sicuramente non viene toccato il lavoro” ha affermato il sottosegretario al Ministero della Salute, Pierpaolo Sileri.



SUPER GREEN PASS –
 Per salvaguardare l’economia il governo punta a introdurre un doppio binario per il green pass: un certificato che consente a chi si è immunizzato di continuare a usufruire di ogni attività sociale e ricreativa e un altro per chi ha scelto di non vaccinarsi, che permette solo l’accesso ai luoghi di lavoro e ai servizi essenziali. Una misura già utilizzata in Austria (dove da due giorni si è reso necessario il lockdown totale esteso a tutti) e in Germania (regola delle 2G). Sulle condizioni in cui scatta il super green pass la posizione non è però unanime. Ancora non ci sarebbe una decisione sui tempi per far scattare le nuove misure e se andranno legate o meno al cambiamento di fascia di colore La linea più dura prevede che le limitazioni per i non vaccinati – con il divieto di entrare in ristoranti, cinema, teatri, palestre, piscine, stadi, – siano operative già in zona bianca. L’ipotesi più probabile prevede, invece, che le misure scattino dalla zona gialla o arancione.

CONTROLLO FRONTIERE – Al vaglio dell’esecutivo la richiesta dei  presidenti delle regioni più esposte, dalla Liguria al Friuli Venezia Giulia fino al Veneto, di ripristinare i controlli alle frontiere, con i tamponi agli aeroporti e le verifiche su chi arriva dai paesi più in difficoltà, per arginare l’ondata di contagi, soprattutto dall’est Europa. Un’eventuale intervento in questo senso – secondo quanto riferiscono all’Ansa fonti ministeriali – potrebbe, tuttavia, essere attuato solo in seguito ad una decisione dell’Ue.

DURATA GREEN PASS  Tra i provvedimenti annunciati c’è anche la riduzione della durata del green pass da 12 a 9 mesi. Su questo il Comitato tecnico scientifico ha sottolineato come la valutazione potrà essere in futuro, eventualmente, rivista qualora emergano nuovi dati o siano pubblicati studi scientifici che orientino verso diversa conclusione.

OBBLIGO TERZA DOSE PER SANITARI – Sul tavolo anche l’obbligo della terza dose per i sanitari e il personale delle Rsa. Tra gli esperti si discute anche della possibilità che l’obbligo sia esteso ad altre categorie, in particolare quelle più esposte al contatto con il pubblico: forze di polizia, dipendenti della pubblica amministrazione, professori.

TAMPONI – Infine, dibattito aperto anche sulla validità della durata dei tamponi. Tra la comunità scientifica c’è chi sostiene che debba essere ridotta poiché i risultati non garantiscono il 100% di attendibilità: da 48 a 24 ore per i test antigenici e da 72 a 48 ore per quelli molecolari. Il Cts e ministero della Salute mettono inoltre in guardia sui tamponi antigenici in quanto la loro poca affidabilità costituisce il principale vulnus del green pass. “Il tampone molecolare a 48 ore ha validità. Ci sono invece dubbi su tamponi rapidi – ha affermato Sileri – perché il numero di falsi negativi può essere dubbio soprattutto per la variante”

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