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Scenario preoccupante per gli automobilisti italiani ed europei che devono dire addio a benzina e diesel in men che non si dica

Nel corso del 2022 si è parlato particolarmente dell’innalzamento dei costi che riguardando anche il settore dei carburanti che hanno raggiunto picchi di costi mai raggiunti prima d’ora. Nonostante un recente ridimensionamento, l’allarme continua ad essere elevato.

Benzina e Diesel 23112022 inews24.it
(@Photo by engin akyurt on Unsplash)

Nei primi mesi del 2022 c’è stato lo scoppio della guerra tra Ucraina e Russia che sembrava potersi risolvere in un nulla, ma che invece porta tutt’oggi strascichi ed insieme ad essa c’è stato il clamoroso aumento dei prezzi per i principali carburanti, così di conseguenza per tutta una serie di utenze, spese quotidiane e molto altro che hanno portato ad una vera e propria crisi caratterizzata dall’inflazione. Il fenomeno della speculazione non ha fatto altro che mettere in moto e accelerare ancor di più un processo che è in seno già da mesi.

In vista di una necessaria transizione energetica, l’Unione Europea ha deciso di anticipare  le tempistiche per una svolta Green della mobilità: l’obiettivo è quello di abbattere definitivamente le emissioni di CO2 con lo scopo di slegarsi da paesi come la Russia, leader in termini di stoccaggio dei carburanti. Cosa comporta ciò? Che entro il 2035 in tutto il continente sarà ufficiale lo stop alla produzione di auto a benzina e diesel.

Benzina e Diesel aboliti: l’Unione Europea investa per soluzioni ecosostenibili

Auto elettrica (generica) - Foto di Ansa Foto
Auto elettrica (generica) – Foto di Ansa Foto

Da parte dell’Unione Europa c’è l’impegno, entro il 2035, di investire sempre più risorse per lo sviluppo di automobili ad indizione elettrica. L’obiettivo entro la data prevista sarà quello di garantire una grande offerte, ai cittadini, di auto elettriche e di auto con alimentazione ibrida così da poter accantonare definitivamente i vecchi mezzi inquinanti e dipendenti dai carburanti esteri.

Indubbiamente una rivoluzione che va fatto, ma che al contempo preoccupa i tanti cittadini dell’Unione Europea. Non solo cittadini comuni, ma anche molte industrie del settore guardano con scetticismo a tale manovra, consapevoli delle difficoltà che presenta una riconversione quasi immediata della produzione.