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Se non arriverai alla fine di questo video potrebbe dipendere dal tuo QI. E ti spiego il perché, alla fine del video

Se non arriverai alla fine di questo video potrebbe dipendere dal tuo QI. E ti spiego il perché, alla fine del video. Non possiamo misurare la “stupidità”, ma l’intelligenza sì.  È il noto test QI: Quoziente Intellettivo. Dal 1930 fino al 1984 circa, il QI della popolazione è cresciuto in modo lineare in tutto il mondo industrializzato, salendo di 4 punti ogni decennio.

Ma a partire dagli anni ’90 si è cominciata a rilevare una tendenza inversa: il quoziente intellettivo ha cominciato a diminuire, con una media di 7 punti per ogni generazione. Cause del tracollo? Tra le tante ipotesi, come inquinamento ambientale, stili di vita scorretti e sistemi educativi poco performanti, ce n’è una che lo lega strettamente alle nuove tecnologie.

Il nostro cervello non è un computer. Se viene bombardato di continuo da centinaia di informazioni, rischia di perdere la capacità di selezionare gli stimoli e concentrarsi solo su quelli importanti. Noi non siamo programmati per un multitasking tecnologico. Il cervello non è in grado di processare più attività allo stesso momento, e quindi, se ne svolgiamo troppe in contemporanea, diventa meno produttivo.

Secondo il ricercatore Daniel Levitin, quando cerchiamo di concentrarci su più di un compito per portarlo a termine, da un e-mail non letta ad una notifica di Whatsapp o anche dal collega che ci chiama, il nostro QI si abbassa notevolmente. Ma c’è anche chi sostiene che le nuove tecnologie non possono aver influito così tanto sulla nostra intelligenza, e ritiene che, solo aggiornando i test per il calcolo del QI, si potrà giungere a nuove e più valide conclusioni.

Nel frattempo però posso dirti che, se sei riuscito ad arrivare fino in fondo a questo video,  senza interruzioni o distrazioni, il tuo QI “potrebbe” non averne risentito.

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