Spiriti nelle tenebre, un bel filmone d’avventura come quelli di una volta

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Giorgio Carbone

Giorgio Carbone

Nato a Tortona (Al) il 19 dicembre 1941. Laureato in giurisprudenza a Pavia. Giornalista dal 1971. Per 45 anni coniugato all’attrice Ida Meda. Due figli. Critico cinematografico (titolare) per “La Notte” dal 1971 al 1995. Per “Libero” dal 2000 a oggi. Autore di tre dizionari: Dizionario dei film (dal 1978 al 1990); Tutti i film (dal 1991 al 1999); Dizionario della tv (1993).

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SPIRITI DELLE TENEBRE


La 7 ore 21.15


con Michael Douglas, Val Kilmer, Brian Mc Cardie. Regia di Stephen Hopkins. Produzione  USA  1996.  Durata:  1 ora e 55 minuti

LA TRAMA. In Sudafrica  la costruzione di una ferrovia alla fine dell’800 è ostacolata, anzi rovinata dalle razzie di una coppia di ferocissimi leoni che fanno strage degli operai. L’ingegnere a capo dei lavori  si rivolge a un famoso cacciatore. Insieme riusciranno ad aver ragione delle belve. Ma il cacciatore ci rimetterà la pelle.

PERCHE’ VEDERLO. Perché è un bel filmone d’avventura come quelli di una volta, basato su una storia vera raccontata in precedenza nel libro  “I divoratori  di uomini di Tsavo”. La regia di Stephen Hopkins (“La mummia”) è robusta come si conviene. La sceneggiatura di William Goldman (“Il leone d’inverno”) avvincente. Michael Douglas all’epoca aveva un tale carisma da potersi permettere di entrare  in scena dopo 40 minuti. E di uscirne  un quarto d’ora prima del finale.