Soldi ai medici che fanno più vaccini: siamo arrivati ai “premi sanitari”

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Una campagna martellante, quella iniziata dal governo sul fronte vaccinazione. All’insegna di slogan e minacce di obblighi in arrivo (o di pesanti penalizzazioni nella vita di tutti i giorni per chi non si sottoporrà al trattamento) ma mai accompagnata da un po’ di chiarezza: sulle sperimentazioni, innanzitutto, con i dati resi pubblici che restano ancora parziali. E sui contratti, onerosissimi, stipulati con i colossi di Big Pharma, le aziende farmaceutiche che già hanno fatto registrare incassi da record. Ora, ecco l’ennesima forzatura di quella che sta diventando ogni giorno di più una vera e propria dittatura sanitaria.

Soldi ai medici che fanno più vaccini: siamo arrivati ai "premi sanitari"

Dopo i confronti dei giorni scorsi, è stato infatti siglato in Lombardia l’accordo fra i medici di famiglia e la Regione per la somministrazione dei vaccini anti-Covid. I camici bianchi di base avranno un ruolo significativo nell’immunizzazione della popolazione generale a partire dalle prossime settimane, con la disponibilità del vaccino Moderna. Fra i punti salienti dell’intesa, udite udite, la possibilità di procedere con le somministrazioni non necessariamente negli studi medici, ma anche e soprattutto in strutture esterne in collaborazione con enti locali, Ats e cooperative della medicina generale presenti sul territorio, oltre alla previsione di un sistema di premi che scattano al raggiungimento di obiettivi di copertura.

Soldi ai medici che fanno più vaccini: siamo arrivati ai "premi sanitari"

In pratica, a partire dal momento in cui il medico assicura una copertura vaccinale pari al 20% degli assistiti (in particolare fragili e cronici), gli vengono riconosciute “delle aree di risultato economico”, una sorta di incentivi. Al momento non si conosce ancora ufficialmente la portata del “premio”, ma si parla di una cifra che dovrebbe attestarsi intorno ai 1.500 euro al raggiungimento del primo livello di risultato. È stato inoltre previsto un fondo regionale di 1,5 milioni di euro per aumentare del 20% le ore del personale di studio che si occuperà delle vaccinazioni e delle chiamate dei pazienti, ed è previsto in un secondo momento anche il recupero dei non responder, cioè di chi non ha risposto alla prima chiamata o è scettico, con un lavoro di counseling.

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Una sorta di corruzione neanche troppo mascherata, insomma: ai medici vengono promessi incentivi economici in cambio di un impegno nel portare avanti con determinazione la campagna di vaccinazione, convincendo anche i pazienti più scettici a sottoporsi al trattamento. Nella speranza che, come da tradizione, sia il richiamo del vil denaro a fare da motore all’operazione. E pazienza se anche tra i dottori in molti hanno espresso in questi giorni dubbi sulla reale efficacia del vaccino: per un pugno di dollari (pardon, di euro) si può anche chiudere un occhio.

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