“Se le risorse sono scarse, scegliere chi curare”. Ecco la bozza del Piano Pandemico 2021-2023

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AGI

Nuova stretta dal 16 su movida e spostamenti

AGI- Il Covid non allenta la presa sull’Italia e tra giovedì e venerdì il governo varerà il nuovo dpcm che entrerà in vigore il 16 gennaio all’insegna del rigore: si va verso una stretta sulla movida, la conferma del divieto di spostamenti tra regioni e una revisione delle fasce. “C’è una fase di recrudescenza in tutti i Paesi europei, i dati più brutti vengono da Inghilterra e Irlanda, le misure restano fondamentali”, ha spiegato il ministro della Salute, Roberto Speranza. “A Natale abbiamo preso misure robuste, nei giorni precedenti a Natale c’è stata una fase di rilassamento”, ha sottolineato, “lavoreremo per fare un passo in avanti sul terreno delle misure restrittive, le misure già vigenti verranno confermate”.  Dopo gli episodi di assembramenti e feste illegali, si pensa al divieto dell’asporto dai bar a partire dalle 18. Il divieto di spostamento tra regioni sarà esteso alle zone gialle, come durante le feste di Natale. Non è esclusa l’introduzione di una zona bianca senza restrizioni per chi raggiunge un Rt sotto 0,5 (al momento una chimera per quasi tutte le regioni). Se ne è parlato nella riunione del premier Giuseppe Conte con i capi delegazione della maggioranza e domani queste ipotesi saranno presentate alle Regioni nel vertice con il ministro Francesco Boccia. I governatori si preparano a contestare l’idea, ribadita da Speranza, di far scattare automaticamente la zona rossa nel caso si superasse il limite dei 250 contagiati per 100 mila abitanti. Con i dati attuali il Veneto finirebbe in rosso e l’Emilia-Romagna rischierebbe di scivolarci. Quello che appare certo è che si va verso una proroga della chiusura degli impianti da sci, che al momento dovrebbero riaprire il 18 gennaio. “Scuole chiuse e impianti di sci aperti? Mi pare complicato”, ha confermato Speranza.

AGI

In Arabia Saudita una città senza strade né auto, MbS lancia ‘The Line’

AGI – In Arabia Saudita, il Paese che è il più grande esportatore al mondo di petrolio, il principe ereditario, Mohamed bin Salman, ha annunciato la creazione di una città ecologica con “zero automobili, zero strade, zero emissioni di CO2”. Il progetto urbanistico si chiama The Line e sarà situato nella futuristica città di Neom, la mega città futuristica che sarà costruita nel deserto e sul Mar Rosso, 33 volte più grande di New York City.
The Line, ha assicurato Bin Salman, sara’ “una rivoluzione nella vita urbana” del Regno, senza auto ne’ strade e immersa nella natura. “Dobbiamo trasformare il concetto di citta’ convenzionale in una citta’ futuristica”, ha spiegato il principe, assicurando che il progetto sara’ la ‘pietra angolare’ degli obiettivi all’interno di Vision 2030, il progetto di sviluppo globale del Paese lanciato dal governo saudita per diversificare la propria economia quasi completamente dipendente dal petrolio. 
The Line sarà “una cintura di 170 km di future comunità iperconnesse dove vivrà un milione di abitanti e che conserverà il 95% della natura all’interno di Neom”. “Non ci saranno auto, niente strade e zero emissioni di anidride carbonica”, ha assicurato il potente principe, leader de facto della più grande economia del mondo arabo, regolarmente in cima alle classifiche tra i Paesi più inquinanti del mondo. “Dobbiamo trasformare le città in città del futuro”, ha aggiunto, promettendo una “rivoluzione di civiltà”.
Il “progetto più ambizioso al mondo”
Il discorso del principe, trasmesso in tv, è stata la promessa di un cambio di passo: “Nelle città considerate le più avanzate al mondo, le persone trascorrono anni della loro vita in movimento. Entro il 2050 la durata degli spostamenti giornalieri raddoppierà. Entro il 2050, un miliardo di persone dovrà trasferirsi a causa dell’aumento delle emissioni di CO2 e dell’innalzamento del livello del mare. Il 90% delle persone respira aria inquinata”. “Perche’ dovremmo sacrificare la natura per il bene dello sviluppo? Perche’ sette milioni di persone dovrebbero morire ogni anno a causa dell’inquinamento? Perche’ dovremmo perdere un milione di persone ogni anno a causa di incidenti stradali? E perché dovremmo accettare di sprecare anni della nostra vita viaggiando?”.
The Line sarà “una risposta diretta ad alcune delle sfide più urgenti che l’umanità deve affrontare oggi, come le infrastrutture ereditate, l’inquinamento, il traffico e la congestione umana”. Neom, che sarà finanziata dallo Stato con 500 miliardi di dollari ed è descritto dai sauditi come “il progetto più ambizioso al mondo”, coprirà un’area di 26.500 chilometri quadrati, vicino al Mar Rosso e al Golfo di Aqaba.
La città pedonale avrà servizi come scuole o centri sanitari, oltre a spazi verdi, ma anche trasporti pubblici ad alta velocità e nessuno spostamento dovrebbe durare più di 20 minuti. Utilizzerà tecnologie di intelligenza artificiale e “apparecchiature a basse emissioni di carbonio, alimentate al 100% da energia rinnovabile”. La costruzione di “THE LINE” inizierà nel primo trimestre del 2021 e sarà finanziata dal Saudi Public Investment Fund, il principale strumento della politica di diversificazione economica del Paese. Secondo la nota di presentazione di Neom, il progetto, che sarà completato entro il 2025, creerà 380mila posti di lavoro e il suo contributo al Pil è stimato a 180 miliardi di riyal (oltre 39 miliardi di euro) entro il 2030.

AGI

“La dad non funziona più” dice Lucia Azzolina. E c’è anche un altro problema

AGI – “Gli studenti hanno bisogno di sfogare la loro socialità. Tanto vale che lo facciano all’interno della loro classe”. La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina in un intervento a “Tutti in classe” su Rai Radio 1 ammette di essere “molto preoccupata. A marzo scorso – ricorda – sono stata io a volere la didattica a distanza che però è uno strumento che va bene per qualche settimana o per qualche mese. È evidente che non può più funzionare. I ragazzi sono arrabbiati e disorientati ed io sono preoccupata come ministro per il deflagrare della dispersione scolastica”.
La maturità?
“Il ministro sta lavorando, Abbiamo chiesto agli studenti, come l’anno scorso, di farci delle proposte perché è giusto che siano coinvolti: l’anno scorso ci hanno presentato proposte ragionevoli e di buon senso”. La ministra Azzolina assicura che “una decisione la prenderemo a breve: i ragazzi vivono una situazione di incertezza assoluta ci sono date che slittano come in una tela di Penelope, hanno bisogno di avere certezze e a breve le avranno”.
“Sappiamo tutti che il rischio ‘zero’ non esiste, a scuola come in nessun altro ambito. Ma all’interno delle scuole il rischio è molto basso, ci sono tanti studi italiani ed europei che ce lo confermano”, ha ribadito la ministra dell’Istruzione.
“Il governo ha lavorato molto e bene – ha ricordato la ministra – sono stati messi in campo i prefetti con i quali sono stati definiti piani territoriali, provincia per provincia, per orari e trasporti: le scuole sono pronte per ripartire, ma sono le Regioni ad avere la possibilità di riaprirle o meno. Io chiedo a tutti di trattare la scuola non in maniera diversa rispetto a come vengono trattate le attività produttive. Le scuole non producono incassi, ma i costi sono lo stesso altissimi: il messaggio deturpante per cui nelle regioni ‘gialle’ oggi è tutto aperto fuorché le scuole lascia profonde cicatrici”.
“Io non voglio fare alcuna polemica con nessun presidente di Regione ma restano i fatti e i fatti vanno raccontati. Il 23 dicembre – ha ricordato Azzolina – è stata stipulata un’intesa all’unanimità con le Regioni che hanno garantito che le superiori sarebbero ripartite con una presenza tra il 50 e il 75%. è stato fatto un lavoro enorme, coinvolgendo i prefetti su orari e bus, ed anche alcune Regioni come la Toscana hanno lavorato bene. Oggi è difficile per gli studenti capire perché non si riapre: hanno ragione, capisco le loro frustrazioni e le loro difficoltà. La scuola è un diritto costituzionale, se a me l’avessero tolta probabilmente non sarei qui”.
“Il concorso straordinario riprenderà, circa il 75% delle prove è stato svolto e il ministero ha predisposto tutti gli aspetti informatici che consentiranno ai commissari, lavorando da remoto, di iniziare a correggere le prove svolte. “Al più presto – ha spiegato – appena lo permetterà la situazione sanitaria, termineremo le prove di quel concorso, ci mancano 4 giorni per finire. Poi partirà il concorso ordinario”.

Adnkronos

Trump, Cacciari: “Twitter decide chi può parlare, è scandaloso”

“Continuerà a parlare sui giornali, alle televisioni, è evidente che continuerà a parlare. Mica sto piangendo sulle sorti di Trump. È una questione di principio”. Così a Repubblica, Massimo Cacciari, sulla decisione di Twitter e di Facebook di chiudere il profilo di Donald Trump. “Ha dell’incredibile che un’impresa economica la cui logica è volta al profitto, come è giusto che sia, possa decidere chi parla e chi no. Non è più neanche un sintomo. È una manifestazione di una crisi radicale dell’idea democratica e che alcuni democratici non lo capiscono vuol dire che siamo ormai alla frutta”, aggiunge.  “Adesso i mezzi con cui uno fa politica, piacciano o non piacciano, sono questi – afferma il filosofo -, io ho smesso anche per questo motivo, non esiste per me. Il mezzo fa il messaggio, il mezzo è il messaggio, come sappiamo da qualche secolo. Che un politico, costretto per svolgere il suo mestiere a usare questi mezzi, possa averne accesso in base a decisioni del capitalista che detiene il potere assoluto su questi mezzi stessi, a me pare inaudito”. “Dovrebbe esserci un’autorità politica costituita sulla base di procedimenti di legge, come quella per la privacy, un’autorità che sulla base di principi della Costituzione dica Trump non può parlare. Benissimo, allora io applaudo. Poi è evidente che Trump non dovrebbe parlare, che un politico non deve essere messo nelle condizioni di incitare all’odio, alla violenza: ma chi lo decide? Quello che fino al giorno prima era il suo sostenitore? Che non si capisca lo scandalo di questa cosa vuol dire che ormai siamo proprio pronti a tutto. Lo diceva anche Lacan: volete un padrone? Lo avrete”, prosegue.

Adnkronos

Farà sempre più freddo, cosa ci aspetta

La settimana appena iniziata sarà caratterizzata non solo dalle ultime piogge e temporali, ma anche da venti gelidi che soffieranno su tutte le regioni a causa dell’avanzare dell’anticiclone. L’instabilità atmosferica interesserà principalmente Sicilia e Calabria. Il team de iLMeteo.it avvisa che oggi, lunedì, precipitazioni interesseranno la Sardegna e a carattere sparso il basso Tirreno e l’Appennino centrale. Da martedì soffieranno venti freddi di Maestrale via via più intensi che addosseranno le precipitazioni sulle coste settentrionali della Sicilia e sulla Calabria (specie tirrenica) con temporali e nevicate sopra i 1000 metri. Sul resto d’Italia la presenza anticiclonica garantirà giornate soleggiate. Le temperature subiranno un importante diminuzione nei valori notturni che scenderanno fino a -5/-6°C sulla Pianura Padana, valori sottozero anche al Centro come a Roma, Firenze e Perugia. Di giorno invece, grazie al maggior soleggiamento, i valori tenderanno temporaneamente a salire al Nord. Da venerdì 15 e soprattutto sabato 16 la scena meteorologica subirà un altro importante cambiamento. Cominceranno a soffiare venti via via più freddi provenienti dai Balcani e ancor prima dalla Siberia. Temperature in ulteriore e sensibile diminuzione su tutta Italia con valori sotto la media anche di 10°C. Oggi – Al nord: cielo poco nuvoloso su molte regioni. Al centro: più instabile in Sardegna. Al sud: occasionali precipitazioni sparse. Domani – Al nord: bel tempo. Al centro: piovaschi in Molise, sole altrove. Al sud: maltempo su Sicilia e Calabria (specie tirreniche), più stabile altrove. Mercoledì 13 – Al nord: sereno o poco nuvoloso, neve sui confini alpini. Al centro: bel tempo. Al sud: qualche piovasco sul basso Tirreno. Da venerdì clima via via più freddo ovunque.