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Scuola, a 24 ore dalla riapertura il governo convoca il Cts: non sanno cosa fare

Ci risiamo. Il governo, con la sua solita lungimiranza, e con la sua capacità di muoversi per tempo, a 24 ore dalla teorica riapertura della scuola, convoca il Cts – d’urgenza – per stabilire se domani, 18 dicembre, gli alunni e gli insegnanti potranno tornare in classe oppure no. Il Comitato tecnico scientifico è stato convocato d’urgenza alle 11 di domenica 17. Il Decreto della Presidenza del consiglio dei ministri (Dpcm) entrato in vigore il 16 gennaio prevede la riapertura delle scuole superiori tra il 50% e il 75% nelle regioni in zona gialla o arancione, ma alcuni governatori vorrebbero tenere chiuso.

Come riporta il Corriere, “potrebbe essere quindi una lunga giornata per gli studenti che domani si preparano a tornare in classe, circa 400 mila. Se il Cts dovesse confermare che resta ‘un margine di flessibilità’ ai singoli presidenti di regione nell’adeguamento delle misure, è possibile che già oggi pomeriggio le 4 Regioni che avevano annunciato la riapertura per domani possano decidere un ulteriore rinvio. Si capirà nel pomeriggio che cosa decideranno i governatori, sulla base del parere del Cts”.

Improvvisazione totale, dunque, assenza di una strategia, di una visione, di programmaticità. Dilettanti allo sbaraglio. Col mondo della scuola che è tra i più colpiti da questa sciagura. “Secondo le norme contenute nel Dpcm, a partire da domani, 18 gennaio, su tutto il territorio nazionale tranne che nelle regioni o province autonome in zona rossa (ad oggi sono Lombardia, Sicilia, Provincia autonoma di Bolzano), le scuole secondarie di secondo grado svolgeranno l’attività didattica in presenza dal 50% al 75%, fatte salve le diverse disposizioni individuate da singole Regioni”.

La rimanente parte dell’attività si svolgerà a distanza. Nulla cambia per i servizi educativi per l’infanzia, per la scuola dell’infanzia, per la primaria e la scuola media, che continuano a svolgersi in presenza nelle regioni in zona gialla e arancione. Attualmente il rientro domani delle superiori è previsto solo nel Lazio, Molise, Piemonte (al 50%), Emilia-Romagna. Ad oggi, in base alle ordinanze regionali, dovrebbero rientrare il 25 gennaio, tra una settimana, gli studenti delle superiori in Umbria, in Campania (dove domani rientrano solo gli studenti fino alla terza primaria) e in Liguria e Puglia. Marche, Calabria, Basilicata, Sardegna, Veneto, Friuli Venezia Giulia hanno deciso il rientro l’1 febbraio.

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