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Paziente muore dopo decine di scariche diarroiche. Indagati Medici e Infermieri nel Leccese. Il 118 sconsigliò di ricoverarlo.

In otto, tra medici in servizio presso il pronto soccorso e in alcuni reparti e infermieri dell’ospedale di Scorrano, sotto inchiesta per la morte di Vincenzo Bongiorno, il 57enne di Lequile, deceduto il 30 marzo dopo aver accusato forti scariche diarroiche che per il 118 non necessitavano un ricovero. Lo riferiscono i colleghi del Corriere Salentino.

L’iscrizione nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo e responsabilità colposa per morte in ambito sanitario si deve ritenere un atto del tutto dovuto in vista dell’autopsia che il pm Alessandro Prontera conferirà martedì 4 aprile al medico legale Alberto Tortorella. E tutte le parti coinvolte, tra cui i familiari della vittima (moglie, figli e cognato assistito dall’avvocata Sabrina Conte), potranno nominare un proprio consulente, Ilaria De Fabrizio proprio per le persone offese.

La vicenda, raccontata in esclusiva su questo sito, racconta di presunte omissioni, negligenze e imperizie. L’uomo, sofferente e con problemi neurologici e cardiaci, era stato più volte visitato presso l’ospedale di Scorrano da dove, dopo una serie di esami, è stato dimesso nella giornata di 28 marzo. Nei giorni successivi avrebbe dovuto poi sottoporsi ad una serie di visite specialistiche ma in breve le sue condizioni di salute si sono aggravate. Prima una forte appetenza, poi difficoltà ad assorbire quel che mangiava e infine scariche di diarrea improvvise. Una volta contattato il 118 però non sarebbe stato disposto il ricovero ritardando di fatto i soccorsi al pensionato. E, solo dopo una serie di sollecitazioni, due ambulanze in rapida successione hanno raggiunto l’abitazione del cognato di Bongiorno dove l’uomo si era trasferito da qualche giorno per ricevere un’assistenza migliore.

Una volta giunto in ospedale il 57enne è morto dopo poche ore. E i suoi familiari hanno immediatamente presentato una denuncia “perché – dicono – è assurdo che un operatore del 118 possa decidere sulle sorti di un paziente autonomamente”. E la loro, come riferito, è una battaglia contro una sanità che non riesce, a volte, a venire incontro alle esigenze dell’utenza.

Ora i colleghi dovranno raccontare anche la loro versione dei fatti e fino al momento della sentenza noi li riterremo sempre innocenti, come giusto che sia.

L’articolo Scariche diarroiche: indagati Medici e Infermieri per omissione di soccorso. proviene da AssoCareNews.it – Quotidiano Sanitario Nazionale.