Salgono i contagi e si va verso altre strette. Nuovo parametro per il cambio di colore?

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Corre il Coronavirus, corrono le chiusure. Fermi però i ristori, in particolare per ristoranti e bar che ancora una volta abbasseranno la saracinesca. Cinque regioni (Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Sicilia e Veneto) sono già in fascia arancione a partire dall’11 gennaio. Ma il 16 gennai è in arrivo il nuovo dcpm e, con l’indice di diffusione del virus che per la prima volta dopo sei settimane torna superiore all’1 a livello nazionale, 12 regioni a rischio alto e 13 Regioni che hanno un tasso di occupazione dei posti in terapia intensiva e nelle aree mediche sopra la soglia critica, le misure andranno verso una nuova stretta.

Zona rossa con 250 casi ogni 100mila abitanti

In particolare, tra le novità: se l’incidenza settimanale dei casi sarà superiore a 250 ogni 100mila abitanti scatterà in automatico la zona rossa (Veneto ed Emilia Romagna le regioni al momento più a rischio). È la proposta, avanzata dall’Istituto superiore di Sanità, e condivisa dal Cts che dovrà essere concordata con le Regioni.

19.978 i nuovi casi - in salita e nuove norme Cambia il parametro per i colori?

19.978 i nuovi casi

Mix tra vecchio dcpm e le misure di Natale

Per il resto, dovrebbe rimanere quanto già previsto dall’attuale Dpcm (coprifuoco dalle 22 alle 5, chiusura di palestre, piscine ecc.) con in più alcune delle misure introdotte per il periodo natalizio tra cui il divieto degli spostamenti tra Regioni (quindi anche quelle in fascia gialla), l’estensione del week end in arancione anche nelle zone gialle (come è accaduto il 9 e il 10 gennaio), che comporta la chiusura di bar e ristoranti e l’impossibilità di recarsi fuori del comune di residenza.

Ristoranti e bar chiusi alla sera in zona gialla

Sembrerebbe confermata la scelta di mantenere anche nelle regioni gialle la chiusura dei ristoranti e bar alle 18, consentendo dopo questo orario soltanto l’asporto di cibi e bevande e la consegna a domicilio.

È invece ancora aperta la discussione se confermare o meno la possibilità di muoversi una sola volta al giorno in massimo due persone per andare a trovare parenti e amici, nell’ambito della regione se gialla, solo in ambito comunale se arancione o rossa.

Un’eccezione, con l’apertura di palestre, piscine, cinema e teatri, potrebbe essere fatta per le “zone bianche” da istituire – è ancora una soluzione allo studio – in quelle aree del Paese con Rt sotto lo 0,5.

Zona rossa con 250 casi ogni 100mila abitanti

C’è poi però da vedere se passerà la proposta di cambiare i parametri di classificazione rendendoli più stringenti formulata dall’Istituto superiore della Sanità e condivisa dal Cts.

Se così fosse, in base all’ultimo monitoraggio, l’unica regione che andrebbe automaticamente in zona rossa sarebbe il Veneto, che ieri aveva un’incidenza a sette giorni di 454,31 casi per 100mila abitanti. A rischio anche l’Emilia-Romagna, con un’incidenza a 242,44. In tutto sono cinque ad oggi le regioni o province autonome che superano i 200 casi ogni 100mila abitanti: oltre a Veneto ed Emilia Romagna, ci sono la provincia di Bolzano (231,36), il Friuli Venezia Giulia (205,39) e le Marche (201). In ogni caso, nessuna regione è sotto la soglia dei 50 casi ogni 100mila abitanti. L’incidenza più bassa si registra in Toscana, con 78,95 casi ogni 100mila abitanti.

19.978 i nuovi casi

L’epidemia fanno sapere gli esperti, è purtroppo «in una fase delicata che sembra preludere un nuovo rapido aumento di casi nelle prossime settimane, qualora non venissero definite ed implementate rigorosamente misure di mitigazione più stringenti». «Vanno mantenute le misure» in atto invitando il governo a «rafforzare» le restrizioni.

A conferma di ciò arrivano i dati: i nuovi casi oggi sono 19.978 con 172.119 tamponi effettuati, ovvero 31.852 in più di ieri quando erano stati 140.267. Il tasso di positività, ieri al 12,5%, è oggi al 11,6%.

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