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Rocco Siffredi ha recentemente vinto il premio due AVN Awards, una sorta di Oscar del Porno. Uno come miglior interprete maschile straniero e uno come miglior scena a due. Una grande soddisfazione per il porno attore che, a 57 anni, può dirsi più che soddisfatto della carriera che ha alle spalle. Il sesso resta la sua grande passione, non lo mette in dubbio. Ma l’età di un uomo maturo e non più un ragazzino lo porta a ristabilire i suoi parametri sul set e le sue priorità nella vita privata.

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Rocco Siffredi non teme l’età

Contattato telefonicamente dal Corriere della Sera, Rocco Siffredi risponde dal suo ufficio di Budapest, dove ormai vive da 25 anni. Racconta la soddisfazione per i riconoscimenti ottenuti, ma non tralascia il fatto che a 57 anni si senta ben diverso da quando ha iniziato a fare questo mestiere. “Tanti mi chiedono ma come fai ancora a fare queste performance… La verità è che non vorrei mai arrivare a dire che non ce la faccio più… D’altra parte da qualche anno mi guardo allo specchio e mi dico: ma che ci fai tu con le ventenni… Non mi sento più a mio agio davanti al corpo di una ragazza…”. Siffredi spiega di aver sofferto sin da ragazzo di problemi fisici importanti, sorti dopo un brutto incidente in moto: “Sul set passava tutto, il porno era il mi antidolorifico naturale”. 

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La moglie Rózsa, amante e complice

A stargli accanto nella vita fuori dal set è stata la moglie Rózsa Tassi, ex modella ed ex attrice pornografica ungherese naturalizzata italiana: “Ho avuto una compagna super intelligente”, spiega al Corriere, “si chiama Rozsa e non ha mai cercato di farmi cambiare idea. Abbiamo fatto la strada insieme”. Dal loro matrimonio sono nati i figli Lorenzo e Leonardo Tano, ai quali l’attore non ha mai nascosto o giustificato il suo mestiere: “L’importante è non far finta, non giustificarsi […]. I miei figli dicono che sono fortunato a fare quel che mi piace nella vita…”. 

I dolori del passato di Rocco Siffredi

Ci sono luci e ombre nella vita di Rocco Siffredi, che dalla sua infanzia si porta dietro episodi dolorosi. “Dall’età di sei anni ho vissuto con una mamma impazzita dal dolore. Quando mi rompeva la roba addosso, pensavo che da qualche parte quel dolore doveva pur sfogarlo”. La loro famiglia infatti è stata segnata dalla morte improvvisa del fratello Claudio, soffocato nel sonno per una crisi epilettica all’età di 12 anni: “Ero all’ultimo anno dell’asilo, quando un giorno vengo prelevato da una signora che non conosco, mi porta a casa e sento gridare… Era mia madre. Mi ricordo mio padre che arriva con la vespetta e il cappellino da cantoniere, guarda in alto verso il balcone con uno sguardo che non potrò dimenticare: aveva capito subito”. 

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