riforma-fiscale,-con-la-nuova-struttura-di-aliquote-sparisce-anche-il-bonus-renzi

Anche il bonus Renzi – partito da 80 euro e arrivato a 100 euro durante il Conte 2 fino ad essere esteso a tutti i redditi inferiori ai 40mila euro – è stato assorbito dal nuovo disegno di aliquota su cui sta lavorando il Governo nel quadro della riforma fiscale. A Palazzo Chigi infatti si è fatta larga l’opzione di tagliare le aliquote Irpef relegando la soluzione legata all’ampliamento di sconti e detrazioni ad un ruolo secondario, soprattutto quello di correggere eventuali distorsioni o problemi che potrebbero emergere con la riduzione e revisione delle attuali aliquote Irpef.

La Banca d’Italia è stata molto chiara sulla questione, esprimendo attraverso il Capo servizio struttura economica, Fabrizio Balassone, la sua preferenza per un mix di interventi. “Poiché i redditi da lavoro dipendente rappresentano poco più della metà del reddito complessivo dichiarato – ha spiegato ieri durante un’audizione in Senato Balassone – l’obiettivo di ridurre il cuneo fiscale che grava su di essi sarebbe più efficacemente raggiungibile con la revisione di detrazioni e trattamento integrativo – cioè l’ex bonus Irpef – piuttosto che con la sola riduzione delle aliquote che favorirebbe anche i redditi diversi da quelli da lavoro dipendente”.

Nel frattempo è stato raggiunto l’accordo politico sulla riforma: gli scaglioni dell’imposta sul reddito delle persone fisiche scendono da 5 a 4, così come le aliquote. La fascia di reddito più bassa, fino a 15mila, resta invariata al 23%, quella 15-28mila scende dal 27% al 25%, quella 28-50mila va dal 38% al 35%, mentre oltre i 50mila si passa direttamente al 43%. Viene cancellata, quindi, l’aliquota del 41%. Sulla no tax area si valutano piccole modifiche. Anche le detrazioni verranno ‘riprofilate’ e questo, viene riferito, porterà a un vantaggio anche per i redditi sopra i 50mila euro, penalizzati (quelli da 50 a 75mila) dalle nuove aliquote. Attualmente si paga il 23% fino a 15mila euro, il 27% da 15 a 28mila, il 38% da 28mila a 55mila, il 41% da 55 a 75mila e il 43% oltre i 75mila.

Confermato quindi l’addio al bonus Renzi. Le novità dovranno ora essere tradotte in un emendamento al Ddl di Bilancio dove è stato inserito un fondo da 8 miliardi.

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