Remuzzi: “Una sola dose per vaccinare più persone, rinviamo il richiamo”

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AGI

L’Fbi sapeva che ci sarebbe stata la “guerra” a Washington e informò la polizia

AGI – “L’Fbi ha condiviso con gli altri partner delle forze di sicurezza le molte informazioni di intelligence” ricevute in anticipo circa le possibili violenze a Washington. Lo ha reso noto Steven M. D’Antuono, dell’ufficio Fbi di Washington, in una conferenza stampa, confermando quanto rivelato dal Washington Post, ovvero che l’Fbi aveva diramato un rapporto in cui si avvertiva che alcuni estremisti si sarebbero recati nella capitale il 6 gennaio con piani “di guerra”. Un giorno prima dell’assalto della folla dei sostenitori di Donald Trump a Capitol Hill, l’ufficio del’Fbi in Virginia aveva diramato un avvertimento interno sull’intenzione di alcuni estremisti di recarsi a Washington per compiere violenze e “guerra” aveva anticipato il Washington Post dopo aver visionato il documento che contraddice le dichiarazioni ufficiali sul fatto che la Capitol Hill Police, responsabile della sicurezza dell’edificio sede del Congresso Usa, non avesse responsabilià nella falla di sicurezza che ha permesso l’assalto “imprevedibile”. Il rapporto rivelato dal Washington Post si basa su diversi messaggi che circolavano in rete e dipinge uno scenario preoccupante di piani pericolosi, per esempio che singoli individui che condividevano una mappa dei tunnel del complesso del Campidoglio. Un funzionario dell’Fbi ha spiegato che 45 minuti dopo aver intercettato le conversazioni online, l’ufficio di Norfolk diramò il rapporto condividendolo all’interno del Bureau. Le informazioni contenute nel rapporto furono esposte in un briefing ai funzionari Fbi a Washington, il giorno prima dell’attacco. “La brutalità che ha visto il popolo americano” il 6 gennaio a Capitol Hill, “non sarà tollerata dall’Fbi” ha ribadito D’Antuono che ha promesso un lavoro “h24” per stabilire cosa è successo in quei giorni e per consegnare alla giustizia i responsabili. “Sedizione” e “cospirazione” potrebbero essere tra le accuse di cui dovranno rispondere alcuni dei partecipanti all’attacco al Capitol Hill a Washington, del 6 gennaio scorso. A dirlo è Michel Sherwin, procuratore generale ad interim di Washington, in conferenza stampa. Sherwin ha detto di aspettarsi l’apertura di “centinaia” di casi penali in relazione alle violenze al Campidoglio da parte di sostenitori del presidente Donald Trump. Dal canto suo,  D’Antuono ha riferito che il Bureau “ha aperto” oltre 160 fascicoli finora. “È solo la punta dell’iceberg”, ha aggiunto Sherwin, “abbiamo già formulato le accuse per oltre 70 casi e sospetto che arriveranno a essere centinaia”. Mentre i primi arresti per le violenze a Washington erano legati ad accuse minori come il furto, Sherwin ha ora detto che si lavora per perseguire i responsabili di accuse “più significative” come “sedizione e cospirazione”, per cui si rischiano fino a 20 anni di detenzione.

AGI

Come agisce il vaccino di Moderna che ‘educa’ le difese

AGI – Come quello di Pfizer BioNTech, anche “mRNA1273”, il vaccino sviluppato da Moderna in collaborazione con il National Institute of Allergy and Infectious Diseases ‘(NIAID) diretto da Anthony Fauci, è a base di Rna. Si tratta di una tecnologia particolarmente innovativa che vede il suo debutto ufficiale proprio con i vaccini anti Sars-CoV2 e che è stata inserita tra quelle finaziabili dal Biomedical Advanced Research and Development Authority (Barda).
Il vaccino, le cui prime 47mila dosi sono arrivate oggi in Italia, contiene istruzioni genetiche per costruire una proteina del coronavirus, nota come spike. Quando viene iniettato nelle cellule, il vaccino fa sì che queste producano proteine che poi vengono rilasciate nel corpo e provocano una risposta dal sistema immunitario.
Nel corso delle sperimentazioni, che sono state condotte su un campione di 30.000 persone arruolate il 22 ottobre 2020 negli Stati Uniti, i ricercatori hanno somministrato due dosi di vaccino a distanza di 28 giorni l’una dall’altra. Il vaccino ha dimostrato di essere molto efficace nel contrastare le infezioni da Sars-CoV 2 (il 94,5 per cento) e di inibire ogni forma grave della malattia con un’efficacia del 100 per cento.
Lo sviluppo del vaccino ha visto coinvolti due distinti gruppi di ricerca: uno pubblico, presso l’NIAD, guidato da Kizzmekia Corbett che ha messo a punto la strategia e ha caratterizzato sotto il profilo molecolare il target verso il quale rivolgere il vaccino – la proteina Spike del virus -, e uno privato, presso la start-up biotecnologica Moderna guidato da Melissa Moore e con il contributo di Michelle Lynn Ann che ha permesso di mettere a punto gli algoritmi necessari per disegnare con precisione la molecola di Rna cuore del vaccino.
Le tappe della sperimentazione
I primi decisivi test, quelli cioè che hanno valutato la sicurezza del vaccino sono stati invece condotti sotto la supervisione di un’altra donna, Lisa A. Jackson del Kaiser Permanente Health research Center di Washington.

Il primo lotto clinico, finanziato dalla Coalition for Epidemic Preparedness Innovations, è stato completato il 7 febbraio 2020, meno di un mese dopo la pubblicazione delle sequenze genetiche del virus Sars-CoV 2 da parte dei ricercatori cinesi ed è stato spedito al National Institutes of Health (NIH) il 24 febbraio, 42 giorni dalla selezione della sequenza.
La prima dose di vaccino è stata somministrata il 16 marzo, 63 giorni dalla selezione della sequenza, al primo volontario che ha partecipato allo studio di fase 1 condotto da NIAID.
Quindi il 12 maggio la FDA ha concesso la designazione Fast Track del vaccino Moderna COVID-19 e il 29 maggio, è iniziato lo studio di fase II su pazienti due distinti coorti di pazienti: una con età tra i 18 e i 55 anni, (circa 300 persone) e una, sempre di 300 persone, di anziani con età pari o superiore ai 55 anni.
L’8 luglio, lo studio di fase 2 ha completato l’arruolamento.
I risultati delle sperimentazioni sono stati via via pubblicati sulla rivista peer review New England Journal of Medicine.
Il 30 novembre Moderna ha annunciato l’analisi di efficacia primaria dello studio di fase 3 del vaccino condotto su 196 casi. Lo stesso giorno ha anche reso noto di aver presentato istanza di autorizzazione all’uso di emergenza presso la FDA statunitense e un’autorizzazione all’immissione in commercio condizionale (CMA) presso l’Agenzia europea per i medicinali.
I test sugli adolescenti

Il 10 dicembre Moderna ha iniziato il reclutamento per la sperimentazione del vaccino anche per gli adolescenti con età compresa tra i 12 e i 18 anni. Il 18 dicembre la FDA ha autorizzato l’uso d’emergenza del vaccino Moderna Covid-19 in individui di età pari o superiore a 18 anni.
La scorsa settimana il via libera in Europa dell’Ema, e poi dell’Aifa nel nostro Paese. Il vaccino è stato ampiamente sostenuto dai fondi pubblici americani. In primo luogo dal programma Barda, che ha garantito una copertura di 955 milioni di dollari che sono andati a finanziare tutti i costi sostenuti per la sperimentazione a cui si aggiungono altri 1.525 milioni di dollari del governo federale per l’acquisto e la fornitura di 300 milioni di dosi di vaccino.

AGI

Un gattino intrappolato è sopravvissuto un mese mangiando zucchero

AGI – Brutta avventura, che però si è conclusa con un lieto fine, per un gattino rimasto intrappolato per circa un mese all’interno di un appartamento a Torino. Il micio era rimasto solo in casa dalla morte del suo padrone, deceduto nella sua abitazione nel quartiere Borgo Dora, a metà dicembre. In quell’occasione era stato recuperato solo uno dei due gatti che vivevano con l’anziano signore.
All’arrivo dei necrofori, il gatto più piccolo era scomparso, facendo così pensare che fosse scappato, spaventato dalla confusione creata dalle molte persone presenti. Rimasto invece in casa, durante le lunghe settimane di solitudine il micio è riuscito a sopravvivere grazie al suo ingegno: buttata a terra una zuccheriera, si è nutrito esclusivamente di zucchero.
Per dissetarsi, invece, avrebbe utilizzato la poca acqua che gocciolava dai rubinetti. Ieri alcuni vicini di casa dell’anziano deceduto, allarmati dai continui e strazianti lamenti provenienti dall’appartamento, hanno chiamato la Polizia Municipale. Gli agenti, con l’ausilio dei Vigili del Fuoco che sono intervenuti con un’autoscala, hanno scritto il lieto fine alla vicenda, recuperando il gattino. Il cucciolo è stato affidato alle cure dei veterinari che, nonostante il tanto tempo trascorso solo nella casa ormai disabitata, lo hanno trovato in buona salute.