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Ecco in quali fasce di età stanno aumentando i casi e quanto rischiano di più i non vaccinati secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità (Iss)

 

L’Istituto superiore di sanità (Iss) segnala un netto aumento dell’incidenza settimanale a livello nazionale: 266 casi per 100.000 abitanti rispetto ai 195 della settimana precedente. Nelle ultime 24 ore in Italia sono stati registrati 126.888 nuovi casi (mercoledì erano 98.020), con un tasso di positività dell’11,03% (mercoledì 9,5%).

L’incidenza è in aumento in tutte le fasce di età, in particolare nella popolazione sotto i 50 anni. Scende, infatti, rispetto alla scorsa settimana l’età mediana dei soggetti che hanno contratto l’infezione da 40 a 39 anni.

Ecco dunque i dati più rilevanti che emergono dall’ultimo report Iss.

AUMENTANO I RICOVERI TRA I NON VACCINATI

Negli ultimi 30 giorni, afferma l’Iss, in Italia si è osservata una maggiore incidenza di casi nella popolazione non vaccinata.

Mettendo a confronto i dati del rapporto della scorsa settimana con quest’ultimo si osserva che tra i non vaccinati i nuovi casi sono passati da 114.674 a 140.677; le ospedalizzazioni da 5.081 a 5.944, i ricoveri in terapia intensiva da 747 a 887 e i decessi da 722 a 839.

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CHI È CHE SI VACCINA MENO

Al 24 dicembre gli italiani dai 12 anni in su che non hanno fatto nemmeno una dose di vaccino erano 5,673 milioni. I non vaccinati si concentrano nelle fasce di età 40-49 e 50-59 ma, in proporzione sono molti di più tra gli adolescenti di età compresa tra i 12 e i 19 anni (854.716, cioè il 18,47%).

QUANTO RISCHIANO I NON VACCINATI

Secondo il rischio relativo calcolato dall’Iss, le probabilità di essere ospedalizzati per i non vaccinati vanno da 5,8 a 12,6 volte rispetto ai vaccinati, quelle di essere ricoverati in terapia intensiva da 11,8 a 20,6 e quelle di morire da 7,5 a 14,6.

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PREOCCUPAZIONE I PIÙ PICCOLI

Nella popolazione in età scolare l’incidenza si mantiene elevata, specialmente nella fascia di età 6-11, dove si osserva all’incirca il 50% dei casi diagnosticati nella popolazione 0-19. Oltre ad aumentare i contagi tra chi è in età scolare, gli esperti lanciano l’allarme per quanto riguarda i neonati.

“I più piccoli hanno bisogno di essere protetti perché il Covid-19 sta diventando una malattia pediatrica” ha detto al Sole24Ore Andrea Campana, responsabile del Centro Covid dell’ospedale Bambino Gesù di Palidoro (Roma) che, parlando della situazione dei posti letto del suo centro, ha sottolineato come “la metà sono bambini sotto i tre mesi”.

AUMENTANO I CASI TRA GLI UNDER 18

La conferma che chi non è coperto dall’immunizzazione (come gran parte degli under 18) è più a rischio arriva anche dalla Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso), secondo cui nella settimana dal 21 al 28 dicembre i pazienti Covid under 18 anni sono aumentati del 46% e il numero dei bambini ricoverati, è passato da 45 a 66 (di cui 3 in terapia intensiva).

“Tra i piccoli degenti – si legge nel report Fiaso – il 56% ha tra 0 e 4 anni, mentre la restante parte del 44% ha tra 5 e 18 anni. Nessuno dei minori sopra i 5 anni era stato vaccinato con ciclo completo”.

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Fonte: Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso)

DRASTICO CALO EFFICACIA VACCINO

Dopo 150 giorni dal completamento del ciclo vaccinale, l’Iss afferma che “l’efficacia del vaccino nel prevenire la malattia, sia nella forma sintomatica che asintomatica, scende dal 71,5% al 30,1%”.

Rimane, tuttavia, elevata l’efficacia vaccinale nel prevenire casi di malattia severa: nei vaccinati con ciclo completo da meno di 5 mesi è al 92,7%, mentre cala all’82,2% nei vaccinati che hanno completato il ciclo vaccinale da oltre 150 giorni.

…QUINDI BOOSTER

L’efficacia nel prevenire diagnosi e casi di malattia severa sale rispettivamente al 71,0% e al 94,0% nei soggetti vaccinati con dose booster. Per questo motivo anche la circolare diffusa oggi dal ministero della Salute ribadisce l’importanza del richiamo.