“Qualsiasi lavoro pur di poter vivere dignitosamente e pagare i miei debiti”, Fabio e la richiesta di aiuto

“qualsiasi-lavoro-pur-di-poter-vivere-dignitosamente-e-pagare-i-miei-debiti”,-fabio-e-la-richiesta-di-aiuto

Di seguito pubblichiamo una delle numerose testimonianze che ogni giorno riceviamo da persone abbandonate dal governo. (Alla fine della lettera si riporta l’indirizzo della mail per chiunque volesse contattare Fabio e aiutarlo).

Buongiorno Senatore  Gianluigi Paragone, intanto mi presento, sono Fabio. Sono nato nel lontano 1961 nelle Marche. Ho vissuto come piccolissimo imprenditore nel settore bar e ristorazione, in Trentino, dal 1998 al 2018. Adesso sono rientrato nelle Marche, la mia terra, dove sono costretto a farmi mantenere dai miei genitori ultraottantenni e io rovinato e messo sul lastrico dalle banche, le quali sono amiche di tutti i tipi di governi, facendosi fare leggi sempre a loro favore, ma molto meno amiche di chi lavora 14 ore al giorno.

La mia, è una lunga storia che ha inizio nel 2006 quando prendo in gestione un locale a Trento, si tratta di un bar/ristorante inserito dentro un centro commerciale. Nel contratto di affitto di azienda vi era l’opzione di acquisto dopo i primi due anni.  Infatti dopo i primi due anni accetto di acquistare mura, attrezzature e avviamento, per la cifra astronomica di 755.000 euro. Apparentemente erano tantissimi soldi, ma valutando la rata mensile del mutuo era molto più bassa dell’affitto. In quel periodo si lavorava bene, tanto che eravamo noi due soci (io e mia sorella in società SNC) più altri 4 dipendenti e, nonostante la rata che fosse di circa 3.900 euro, riuscivamo a stare dietro a tutte le spese, non tenendo conto del ‘culo’ che ci facevamo io e mia sorella essendo sempre presenti al lavoro.

Solo che non avevamo previsto la crisi. A  partire dal 2009 vediamo il fatturato calare e iniziamo a fare fatica a stare dietro a tutte le spese. Il lavoro cala sempre di più, per cui si passa a ridurre prima un dipendente, poi due, poi tre e noi soci 14 ore al giorno tutti i giorni. Si richiede una prima moratoria del mutuo che viene concessa per un anno, però si continua a pagare mensilmente gli interessi. Finito il periodo di moratoria la rata subisce un aumento, in quanto la quota capitale non pagata per quell’anno si è spalmata sulle rate restanti.  Con grande fatica si va avanti ancora per un po’ di tempo fin quando sull’orlo della disperazione, mai un giorno di pausa, mai ferie, si torna alla banca per chiedere una revisione del mutuo cercando di ottenere un allungamento del periodo di almeno altri 5 o 10 anni, cosa che non viene concessa. Unica soluzione che la banca ci propone è un’altra moratoria di 18 mesi. Intanto loro continuano a incassare la rata interessi e io mi ritrovo nuovamente un aumento della rata sempre per il fatto che la quota capitale viene spalmata sempre sulle rate successive. Infatti si arriva a pagare circa 4.400 euro di mutuo al mese. A questo punto per restare fedeli alla banca, non potendo ridurre ulteriormente il personale, ci siamo ridotti a saltare qualche f24: un mese l’IVA, un altro mese l’INPS, qualche rata IRPEF e via dicendo. In tutto questo siamo riusciti a mantenere fede allo stipendio dell’unica ragazza rimasta e dei fornitori, ma alla fine era difficile anche con la banca. Iniziano i ritardi nel pagamento della rata.

Cerco di vendere, ma alla cifra iniziale non era pensabile, in quanto il calo lavoro e la crisi generale ha fatto calare di molto sia il valore dei muri che dell’avviamento. Intanto il tempo passa, le difficoltà si sommano e la stanchezza non ti dico. Si arriva con fatica al 2018. Si fa avanti un imprenditore che mi fa una proposta, conoscendo la situazione, mi offre poco più di 100.000 euro e io accetto. Acquista l’attività. Mi dà il 30%  al rogito e il restante con rate mensili di 1500 euro e ci accordiamo per un affitto dei muri di 1.500 euro. Fine novembre 2018 affittiamo e rientriamo nelle marche.

Naturalmente quello che entra dalla quota mensile e dall’affitto dei muri sono 3.000 euro, ma questi non bastano per la rata del mutuo, cerco un altro locale e mi capita di entrare in una società che ha un bar nelle marche, la mia terra, addirittura vicino casa. 

Questo nuovo bar ci era stato presentato come la gallina dalle uova d’oro, entriamo in società io e mia sorella, spendiamo tutto il 30% della vendita dell’attività precedente, iniziamo a lavorare e vediamo un gran spreco di materiale, una gestione a dir poco bizzarra. Ogni giorno merce preparata e invenduta da buttare nel secchio. Chiediamo di migliorare perché si nota una gestione troppo superficiale e improvvisata. Niente da fare, ci viene risposto che si deve fare così se si vuole mantenere il cliente, prendere o lasciare, peggio mi sento… Altro che gallina dalle uova d’oro, ero io la gallina da spennare. Abbiamo impiegato 7 mesi per uscire da quella trappola e la mia situazione è ancora peggiorata, ho impiegato tutta la liquidità che avevo, sono riuscito a recuperare pochissimo e ho dovuto sospendere i pagamenti delle rate del mutuo. Da allora sono senza lavoro, col mutuo fermo da febbraio 2019, impossibilitato di pagare.  Debito con la banca di oltre 590.000 euro, debiti con lo stato. Lettere minatorie della banca, chiusura del conto, iscrizione al Crif, pignoramento di una delle due entrate da parte del tribunale richiesto dalla banca creditrice del  fido,  affitto che causa Covid arriva quando può. Niente ristori  in quanto io risulto immobiliarista avendo venduto la licenza e affittato i muri del locale. Arrivasse almeno l’affitto potrei pian piano pagare qualche arretrato, vivere, pagarmi le rate della macchina, invece no. Posso richiedere il credito di imposta del 60%. Ma io devo vivere ADESSO non col credito di imposta, il supermercato non mi dà nulla col credito di imposta, io e la mia socia abbiamo solo quella entrata. 

Per fortuna in questo periodo di Covid non sono arrivate le cartelle esattoriali, ma sono solo rimandate. Arriveranno anche quelle e con loro sicuramente arriverà anche il fermo amministrativo della macchina. Danno e beffa, come faccio a cercare lavoro se non posso muovermi? Il Covid, la crisi, ormai 60 anni alle porte, dove quando ti presenti per chiedere di lavorare ti ridono in faccia. Senza soldi io e mia sorella dobbiamo ancora vivere con qualche acconto di affitto del locale, quando arriva e la pensione di due ultra ottantenni  che sono i nostri genitori. È umiliante.

In questi giorni arriva la raccomandata della banca dove viene intimato il pagamento, entro 20 giorni, dell’intera somma del mutuo (oltre 600.000 euro). Un avvocato al quale mi sono rivolto per cercare di capire come fare mi dice che ci sono un paio di possibilità: la prima fare una proposta alla banca di messa in vendita del locale e chiedere di chiudere tutto con la vendita, ammesso che la banca accetti la proposta resterà da pagare la differenza tra la vendita dell’immobile e il debito. La seconda proposta è chiedere al tribunale l’annullamento del mutuo e chiedere alla banca un risarcimento danni in quanto tale finanziamento è stato concesso senza copertura finanziaria, al 100% della richiesta pari a 755.000 euro contro una stima del locale di 380.000 euro. Questa seconda sarebbe la strada migliore rispetto alla prima, in quanto la proposta della messa in vendita resta sempre una proposta e la banca potrebbe non accettare, se non fosse che per seguire la seconda via sono necessari circa 15.000 euro di spese.  Ancora una volta le leggi a favore dei potenti. Sono disperato, non ho un soldo, nemmeno per pagarmi la spesa quotidiana, nemmeno per permettermi un avvocato, tanto meno per pagare 15.000 euro in spese varie per avere giustizia di un inferno che ormai dura da troppo tempo. Vorrei poter andare avanti con la richiesta al tribunale dell’annullamento del mutuo e potrei restituire quello che serve quando sarà finito il ricorso.  Chi mi può aiutare?

Io sono disponibile a fare qualsiasi lavoro, pur di poter contribuire a pagare i miei debiti e risolvere con la banca, ma come fare se nessuno mi prende e mi restituisce la dignità di un lavoro? Io so fare il ristoratore e il barista, ma adesso col Covid non è tempo. Mi adatto a fare qualsiasi lavoro onesto, mi piace guidare quindi potrei fare l’autista di qualsiasi persona o cose, ma qualsiasi lavoro andrebbe bene. Chi mi può aiutare, vorrei ancora vivere e non dover…

Se qualcuno pensa di potermi aiutare lascio la mia mail per un primo contatto: fabiospe61@gmail.com

Grazie di tutto Fabio.

L’articolo “Qualsiasi lavoro pur di poter vivere dignitosamente e pagare i miei debiti”, Fabio e la richiesta di aiuto proviene da Il Paragone.