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In certi casi il diritto all’oblio purtroppo non esiste. In certi casi e soprattutto per certe professioni, quelle che hanno a che fare con lo spettacolo, la politica, lo sport. Quella certa foto, quel certo fatto saltano sempre fuori, anche a distanza di decenni e ricordano implacabilmente ciò che è accaduto nel passato anche se non ha più nulla a che fare con il presente.

Che si tratti di ieri o dell’altro ieri o del secolo scorso: non ha importanza. 

E nell’era dei social network il diritto all’oblio è quasi impossibile da esigere. Per anni è ciò che è accaduto a Rocco Casalino, 50 anni il 1° luglio. Nessuno ha mai dimenticato – e molti non gli hanno perdonato – il fatto di aver trascorso 92 giorni nella casa del Grande Fratello.

Rocco Casalino

Il portavoce del presidente del Consiglio Rocco Casalino lascia palazzo Chigi, Roma. (Ansa)

Rocco Casalino e le etichette “difficili da togliere”

Per scrollarsi di dosso l’etichetta di “ex gieffino”, nel suo cammino che l’ha portato dritto a Palazzo Chigi, ci ha messo anni: e forse non ci è ancora riuscito completamente. Per qualcuno è ancora fermo lì, davanti alle telecamere ad ascoltare la voce di Daria Bignardi o a sfogarsi dentro un confessionale rosso fuoco. 

Sotto, il video con alcuni momenti del GF, presi in giro da Mai dire gol

Quando nel 2012 si autocandidò per il M5S a consigliere regionale per la Regione Lombardia lo fece con un videomessaggio su Youtube.

«Sono Rocco Casalino, ingegnere elettronico e giornalista professionista», questo l’incipit, ma il finale già ci raccontava qualcosa a proposito del suo tentativo di lasciarsi alle spalle un’esperienza che ha finito per segnarlo. «Vi chiedo di giudicarmi per quello che sono realmente e di evitare i pregiudizi che mi accompagnano. È vero, ho partecipato a un reality, ma è stato tredici anni fa».

Rocco Casalino e il primo Grande Fratello

Dopo quei tre mesi di convivenza forzata a Cinecittà di cose ne ha fatte. Al termine del Grande Fratello – il primo, quello originale, con Marina la gatta, Pietro Taricone e la sua liaison a prova di telecamere con la futura vincitrice, Cristina Plevani – entra nella scuderia di Lele Mora.

Si muove come ospite e opinionista per gli studi televisivi e non perde occasione per litigare con Platinette e Solange. Conduce Buongiorno Lombardia su Telelombardia, diventa giornalista professionista e lavora a Versus, condotto da Lamberto Sposini e in onda su Telenorba. Lavora anche per un canale dedicato al gioco d’azzardo. A un certo punto, però, capisce che la sua via è un’altra. È la politica. 

Rocco Casalino con Donald trump

Rocco Casalino con Donald trump. (Instagram)

Quella famosa candidatura alle elezioni regionali della Lombardia la ritirò a causa di polemiche e contestazioni. L’anno dopo – è il 2013 – diviene il vice di Claudio Messora, responsabile della comunicazione del gruppo parlamentare del M5S al Senato.

La sua è un’ascesa continua, passo dopo passo. Prima responsabile per la comunicazione con i media al Senato, poi portavoce, infine coordinatore della comunicazione nazionale, regionale e comunale del Movimento 5 Stelle.

Rocco Casalino, spin doctor di Conte

È sempre più vicino al vertice, tanto da arrivare ad essere portavoce e capo dell’ufficio stampa del presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte, incarico che ricopre dal 2018 al 2021.

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Casalino e Giuseppe Conte. (Instagram)

Utilizzando un termine ormai ampiamente utilizzato anche alle nostre latitudini, diventa lo spin doctor del capo del Governo. È stato come vivere per tre anni su un ottovolante.

«Lui (Giuseppe Conte, ndr) lavorava ventitré ore al giorno e io non mi reggevo in piedi», avrebbe poi dichiarato a Propaganda Live. E non è stata un’esperienza semplice o esente da errori. La stampa – soprattutto quella ostile al M5S, naturalmente – non gli ha risparmiato nulla; lui ci ha messo del suo inciampando in gaffe anche clamorose.  

Le gaffe clamorose

Un esempio? Il 17 agosto 2018 a tre giorni dal crollo del Ponte Morandi ai giornalisti via Whatsapp disse via messaggio audio: «Basta, non mi stressate la vita. Io ho pure diritto a farmi magari un paio di giorni, che già mi è saltato Ferragosto, Santo Stefano, San Rocco, Santo Cristo. Mi chiamate come pazzi, anche io ho diritto a due giorni di vacanza».

Rocco Casalino

Rocco Casalino durante la conferenza stampa di fine anno con il presidente del Consiglio e l’Ordine dei Giornalisti, 2018. (Ansa)

La replica? «Mai voluto offendere», disse. «Sento di dover chiedere scusa per l’effetto prodotto da un mio audio privato finito sui giornali. Nelle mie parole non c’è mai stata la volontà di offendere le vittime di Genova. Offende, invece, l’uso strumentale che alcuni giornali stanno facendo di questa tragedia» 

Forse – e se ne potrebbe discutere all’infinito – era strumentale l’uso; di sicuro era stato come minimo incauto aver spedito il messaggio. 

Ancora una volta si riattiva l’incancellabile precedente del GF, una sorta di lettera scarlatta sul suo curriculum vitae. 

Gieffino una volta, gieffino per sempre 

Che fatica immane essere costretti continuamente a smentire, a correggere, avere continuamente a che fare con ciò che arrivò a definire «vere e proprie bufale sul mio conto. Con il solo obiettivo di colpirmi», come scrisse sul Blog delle Stelle, «infangarmi e mettere in dubbio la mia professionalità».

Dichiarazioni seguite all’indignazione generale suscitata dalle sue parole sull’«odore dei poveri» e sulle persone con sindrome di Down. Le aveva pronunciate in qualità di ospite-provocatore di un Corso di Giornalismo tenuto da Enrico Fedocci. Casalino in quell’occasione, questa la sua difesa, si era limitato a interpretare un personaggio – sgradevole, omofobo – ampiamente oltre i confini del politicamente scorretto.

Rocco Casalino

Il concorrente del Grande Fratello Rocco Casalino in una foto del 2000. (Ansa)

All’interno del M5S ha acquisito passo dopo passo un potere sempre più grande, arrivando a gestire il controllo delle apparizioni televisive dei parlamentari e, di riflesso, esercitando una notevole influenza sullo stesso mondo dell’informazione.

La presenza o meno di un politico pentastellato in uno studio televisivo passava dal suo insindacabile giudizio. Secondo alcuni, un potere gestito dettando condizioni vessatorie accettate malvolentieri – per usare un eufemismo – da autori e direttori dei talk show televisivi.  

Il libro di Rocco Casalino

Forse il Rocco Casalino più vero è emerso soprattutto dopo la pubblicazione della sua autobiografia, Il Portavoce – La mia storia. Se nella foto di copertina fa un po’ il verso al Kevin Spacey–Frank Underwood di House of Cards – «una scelta ironica per prendere in giro tutti i giornalisti che mi descrivevano come l’anima oscura», dirà a Corrado Formigli nel corso di una puntata di Piazza Pulita – dalle pagine del libro esce il ritratto di una persona che ha sofferto. E tanto. 

Rocco Casalino

Un padre violento, un’infanzia difficile trascorsa a Frankenthal, in Germania; gli insulti, le botte e il razzismo dei coetanei tedeschi; il ritorno in Puglia, a Ceglie Messapica; gli studi – è ingegnere elettronico – fino ad arrivare al Grande Fratello.  

Nel libro – che non è stato un successo editoriale – non si nasconde, anzi, si mette a nudo. Racconta, Rocco Casalino, racconta ogni cosa. Del padre che picchiava la madre e ne abusava davanti a lui e alla sorella; del bagno, ultimo rifugio perché era l’unica stanza che si poteva chiudere a chiave. Un padre a cui si è avvicinato quando era ormai alla fine della vita per sussurrargli parole dure e terribili, «Muori. Devi morire».

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Rocco con la madre e la sorella. (Instagram)

«Non mi ha regalato niente nessuno, questo è sicuro», ha spiegato. «E se sono orgoglioso di dove sono arrivato non è tanto per il ruolo che ricopro ma perché non dimentico mai da dove sono partito, cioè dalle condizioni più svantaggiate dell’universo».

Il film su Rocco Casalino

Intanto, la Kubla Khan, società di produzione cinematografica di Umberto Massa, ha comprato i diritti da Mondadori per trasformare l’autobiografia Il portavoce in un film. Si cerca un attore italiano «di grande qualità e con la stazza di Rocco»: l’ideale impossibile, poi sfumato, era Alessandro Borghi. Tra le piattaforme contattate per trasmettere il film, in pole position ci sono Sky e Prime.

In tv da Silvia Toffanin

Della sua “vita di sbieco”, invece, del suo essere «non desiderato, non voluto, non cercato» ha parlato con Silvia Toffanin a Verissimo.

«Sono sempre stato il primo della classe, ma dopo aver fatto il Grande Fratello è stato come se tutti quegli anni passati a studiare non contassero più», ha detto nel corso dell’intervista. Faticando in certi momenti a tenere sotto controllo le emozioni.

Troppo forti, le emozioni; troppo forti anche i ricordi. In più di un momento è stato costretto a fermarsi, a bere un sorso d’acqua, a chiedere una pausa. 

Un confronto impietoso tra il campo della politica, i doveri e i compiti istituzionali gestiti con cinismo e freddezza e la dimensione privata, intima, svelata forse mai del tutto prima della pubblicazione del libro.

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Da sinistra: Nunzia De Girolamo, Rocco Casalino e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro, Durante la cerimonia di giuramento del governo Conte, Roma, 5 settembre 2019. (Ansa)

Rocco Casalino parla del legame fortissimo che ha con la madre e la sorella, del GF «marchio d’infamia», della sua omosessualità, che – scrive – «era evidente a tutti tranne che a me»

Ha trovato la forza di dire “omosessuale” «ma faccio fatica anche adesso a dirlo, però è la verità. Sono omosessuale. Io ho fatto di tutto per essere etero, ma la natura è la natura. A un certo punto non puoi farci proprio nulla, devi semplicemente accettarlo».

Una esistenza piena di dolore, la sua; una storia che sembra quella di un film (che si farà, appena troveranno l’attore adatto). La sua vita di sbieco l’ha presa e trasformata in qualcos’altro. Chissà se, almeno oggi, è capace di sorridere quando qualcuno vedendolo per strada esclamerà: «ma quello è roccodelgrandefratello!».

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