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Pixel 7 in prova: è questo il telefono Android da comprare oggi

È più bello e si usa che è un piacere. Google ha apportato piccole ma azzeccate modifiche al suo telefono di gamma medio-alta e non chiede un euro di più rispetto al prezzo della generazione precedente.

di  Sergio Donato – 18/11/2022 07:110

Da tutte le persone a cui abbiamo chiesto: “Sai che Google fa anche i telefoni?” abbiamo ricevuto sempre un’unica risposta: “No.” Eppure Google è arrivata alla settima generazione di Pixel, eppure i Pixel hanno espresso mediamente un’ottima esperienza Android, eppure i Pixel non sono conosciuti.

Con la gamma Pixel 7, dopo essersi allenati con la sesta iterazione, in Google sembra vogliano dare ai propri telefoni una vetrina tutta nuova, e lo si capisce dall’aspetto, che ha perso un po’ della sua identità nerd per coltivare una personalità più attenta al design.

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Il Pixel 7 ha tantissimo in comune con colui che lo ha preceduto, eppure è un telefono più bello da maneggiare. Noi lo abbiamo provato nella versione colore “verde cedro”, che è meno verde e meno cedro di quanto il nome faccia intendere. Il telaio è in alluminio con una satinatura dorata (ma non sgarbata) che gli dona la giusta lucentezza, e le sezioni del telaio per le antenne seguono la colorazione sul retro.

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Davanti e dietro è protetto dal Gorilla Glass Victus, mentre il Pixel 6 sul retro aveva il più vecchio Glass 6. È un telefono complessivamente più piccolo: 155,6 x 73,2 x 8,7 mm contro i 158,6 x 74,8 x 8,9 mm del Pixel 6. È pesa meno: 197 g contro 207 g.

Anche lo schermo scende da 6,4” a 6,3”, eppure non si nota perché gli angoli sono più stondati e abbracciano meglio il bordo nero che sarebbe completamente uniforme se non fosse per il mento un po’ più spesso rispetto alla parte superiore.

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Il Pixel 7 resta comunque fedele a uno schermo OLED FHD+ da 1080 x 2400 pixel che però questa volta ha 1.400 nits di picco: visto all’esterno, il display non ha offerto il fianco alle giornate di sole e si è sempre visto benissimo. Ci sono i 90 Hz di frequenza di aggiornamento e supporta HDR10+.

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Davanti c’è però un’altra novità importante: la fotocamera che da 8 MP passa a 10,8 MP e da 24 mm a 21 mm equivalenti. Rispetto al Pixel 6 ora registra video anche in 4K a 30/60p.

Dietro, le fotocamere sono rimaste esattamente le stesse del Pixel 6, compreso il sensore antiflicker: quindi la principale con sensore da 50 MP grande 1/1.31″, f/1.9, 25 mm, pixel da 1.2 µm, stabilizzata otticamente; e la ultra grandangolare con sensore da 12 MP grande 1/2.9″, f/2.2, 114˚ di angolo di campo e pixel da 1.25µm.

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Cambia solo l’oblò ovale che circonda le ottiche e che dà al telefono un aspetto ancora più distintivo, grazie anche alla colorazione del telaio intorno che segue quella dei bordi. È inoltre sparita la colorazione pendant della sezione sopra lo spessore orizzontale: scelta che riteniamo azzeccata perché rende il telefono più sobrio.

Il Pixel 7 è un telefono che non stressa l’utente

Raccontare l’uso di Pixel 7 è piuttosto semplice perché il telefono si è sempre comportato in modo eccellente; grazie anche al nuovo processore Tensor G2, che non si è distinto tanto per una velocità maggiore immediatamente visibile e fine a se stessa, ma per gli incrementi che ha portato nei calcoli in cui serve la nuova TPU, ovvero il motore per i modelli di machine learning: quindi soprattutto nelle funzioni di imaging di cui parleremo più avanti.

L’alta visibilità dello schermo all’esterno è stata molto apprezzata, così come è migliorata la sensibilità del sensore delle impronte (che nel Pixel 6 ha dovuto attendere un aggiornamento).

Nel Pixel 7 è tornato anche allo sblocco col viso. Al buio è inservibile perché, a differenza di altri telefoni, non illumina artificialmente lo schermo per riconoscere il viso in condizioni di scarsa luminosità, e non ha una TrueDepth camera come il Face ID di Apple che crea una mappa di profondità del volto. Però di giorno e con sufficiente luce ambientale funziona bene.

Rispetto al Pixel 6, la batteria del Pixel 7 è scesa da 4600 mAh a 4300 mAh, tuttavia non abbiamo avuto modo di preoccuparcene perché l’autonomia del telefono è davvero molto buona e spesso ci ha portati al giorno dopo con, in media, il 30% di carica. Ci riserviamo di approfondire i risultati con il nostro specifico test batteria, dato che i Pixel, a causa della particolare ottimizzazione energetica sono poco disposti ad accettarlo.

Nella confezione non c’è un caricatore (solo il cavo USB-C/USB-C e il solito adattatore USB-A>USB-C), e con un nostro Anker da 65 W al nitruro di gallio il telefono si è caricato dal 10% al 56% in 30 minuti. Supporta la ricarica rapida da 30 W con specifiche PD 3.0. Ha la ricarica wireless da 20 W e può a sua volta caricare senza fili un altro dispositivo, come degli auricolari Bluetooth.

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La ricezione e la navigazione in LTE è stata sempre molto buona, e anche in questo caso faremo lo specifico test. Nessun problema dall’audio delle chiamate: abbiamo e ci hanno sempre ascoltato bene. Ottimo l’allineamento della capsula con il condotto uditivo che permette di prendersi delle libertà di posizionamento senza perdere in qualità di ascolto.

L’audio dagli altoparlanti stereo è il tallone di Achille del Pixel 7. Nulla di inascoltabile, ma il suono ha frequenze medie troppo granulose che rovinano il manifestarsi delle alte e le basse soprattutto quando c’è abbondanza di strumenti. Ne viene fuori un suono molto piatto non consigliabile per l’ascolto prolungato della musica.

Quello che Google racconta poco ma che funziona molto bene

Il Pixel 7 porta in dote tante piccole novità che non sono immediatamente percepibili per chi compra il telefono, anche perché Google non è bravissima a pubblicizzarle.

Le novità della parte di imaging le tratteremo più avanti nella recensione, e per il momento parliamo della dettatura vocale dei messaggi di testo che, tra gli altri, ora accetta comandi come “invia”, “interrompi” e “cancella” che agiscono direttamente sul testo trascritto. Funziona nell’app Messaggi, ma anche in WhatsApp, Telegram, Messenger, quindi in tutte le app di messaggistica in cui si può usare la trascrizione del testo.

Si possono anche dettare delle emoji, come per “emoji del cuore”, emoji della faccina che piange” o “emoji del pollice in su”.

Con queste funzioni (e senza abilitare il Voice Access dal menu Accessibilità per controllare il telefono con la voce) siamo stati in grado di scrivere un messaggio in WhatsApp su una chat già aperta usano solo comandi vocali. Questi i passaggi:

  • Ok Google, apri WhatsApp
  • Ok Google, digita
  • Ciao come stai (ha riconosciuto il tono di domanda e ha inserito la punteggiatura trasformando la frase in “Ciao, come stai?”)
  • Emoji di una faccina innamorata (ha aggiunto l’emoji descritta)
  • Invia (ha inviato il messaggio)

La punteggiatura non viene sempre azzeccata ma funziona bene sulle frasi semplici come quella dell’esempio.

Queste funzioni fanno parte della tastiera Gboard ma, anche se la versione dell’app è la stessa, nei Pixel 6 italiani non sono attive. Non dipende dal processore Tensor G2, ma da una scelta politica di aggiornamenti “feature drop” di Google, dato che in inglese queste possibilità erano incluse nei Pixel 6 già al lancio del 2021.

Tramite voce si possono anche interrompere attività del telefono, come per esempio il comando vocale “interrompi” per fermare la sveglia. La stessa capacità è già attiva anche sui Pixel 6. In Italia però non è ancora possibile accettare una chiamata con questo sistema.

Con un prossimo aggiornamento “feature drop” (già disponibile nella Android 13 QPR1 Beta 3), nella serie 7 sarà attivata la Clear Calling, cioè la possibilità di cancellare i suoni ambientali nella voce di un chiamante. Funzionerà grazie a un algoritmo IA sfruttando la TPU del Tensor G2 e sarà attiva solo per le chiamate “tradizionali” via rete cellulare, quindi non tramite VOIP.

Rimanendo nel campo dell’audio, il Registratore vocale di Google ora può accelerare la riproduzione del suono registrato fino a 3x o rallentarla di 0,5x. Resta sempre disponibile e molto apprezzata la trascrizione istantanea del registrato con la ricerca delle parole all’interno dell’audio: una funzione splendida per raccogliere dichiarazioni scritte di quanto detto da qualcuno mentre parlava. Lo abbiamo usato anche per il lavoro in DDAY.it.

Il Pixel 7 scatta foto “cariche”

Per parlare delle capacità di imaging del Pixel 7 partiamo da quelle “passive”, cioè dalla nuova possibilità di correggere la sfocatura anche sulle foto non scattate direttamente dal telefono. Una volta entrati nella sezione Modifica di Google Foto la dicitura indicata è Elimina sfocatura, appare solo per le foto sfocate, e la funzione applica una nuova nitidezza a tutta la foto, non solo al viso, come invece accade per Viso nitido quando si scatta una nuova foto che risulta mossa nella zona del volto. Funziona sufficientemente bene, sebbene spesso sia visibile l’intervento artificiale del filtro.

Pixel 7 può anche aiutare nello scatto di un selfie guidando gli utenti ipovedenti con la funzione Inquadratura guidata disponibile solo se si attiva TalkBack, cioè la lettura dello schermo da parte del sistema che consente di utilizzare il telefono senza dover guardare il display.

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A questo punto se si apre l’app Fotocamera e si passa alla camera frontale, il Pixel 7 riconosce che davanti all’obiettivo c’è un viso e guida l’utente con indicazioni vocali in italiano e con il feedback aptico per centrare il volto sullo schermo. Quindi parte il conto alla rovescia automatico per lo scatto del selfie.

Le fotocamere posteriori del Pixel 7 sono rimaste le stesse del predecessore e possiamo dire che di giorno le capacità fotografiche e video sono pressocché immutate.

Abbiamo però notato un intervento maggiore della fotografia computazionale che in alcuni casi satura davvero troppo i colori. Il cielo blu che si vede in queste foto è innaturale se visto sullo schermo del Pixel 7: era un bel cielo, ma non aveva una tinta così carica.

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0,7x

Le foto del Pixel 7 sono belle, ma a volte meno realistiche del Pixel 6, soprattutto se le si guarda sullo schermo del telefono con la curva di tonalità Colori Adattivi. È come se Google abbia voluto spingere su una fotografia tarata su tinte più vivaci per restituire a tutti i costi l’”effetto wow”, che quasi sicuramente attira più utenti, ma che nel tempo livella verso il basso la cultura dell’immagine.

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1x

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1x

Il 2x digitale ottenuto dalla fotocamera principale si difende molto bene e consente di ottenere scatti molto buoni. Come ci è già capitato con altri telefoni, spesso è stata la “focale” più usata nei nostri scatti.

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2x digitale

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2x digitale

Abbiamo notato però che se si spinge sullo zoom e si arriva dalle parti del 5x digitale (il massimo è 8x), può succedere che la fotografia computazionale modifichi il suo intervento e offra colori diversi: più sulle tinte del verde. Il cielo che si vede nell’ultima foto non era di quel colore; in ogni caso dipende molto dal soggetto fotografato e bisogna dire che mediamente gli scatti sono molto buoni anche se zoomati digitalmente.

Va da sé che più il soggetto da fotografare è lontano, più lo zoom digitale lo trasformerà in un “dipinto a olio” dovendosi inventare informazioni partendo da un pugno di pixel. L’8x è comunque indicato solo per situazioni di emergenza.

Il Pixel 7 non è un telefono da macro perché a differenza del fratello maggiore non ha una funzione specifica sfruttabile dalla camera ultra grandangolare, e soprattutto perché la lente della camera principale soffre ancora di una visibile diffrazione ai bordi fotografando soggetti ravvicinati.

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1x

Considerando questa fragilità, le macro risultano meno impastate se si fotografano soggetti nella profondità di campo in modo che ciò che si trova davanti o dietro il piano della messa a fuoco sia sfocato e aiuti a nascondere la debolezza della lente.

Le foto ritratto di Pixel 7 confermano le doti del predecessore e inizialmente caricano un po’ troppo sullo sfocato alle spalle del soggetto. Per fortuna si può regolare successivamente editando la foto ma facendole subire un ulteriore processo di compressione con il nuovo salvataggio.

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Modalità Ritratto – Sfocatura scelta successivamente da noi

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Modalità Ritratto – Sfocatura ridotta successivamente a zero

I capelli non sempre vengono scontornati bene, specie se sono ricci e si accetta lo sfondo troppo sfocato scelto dal Pixel, che rende più evidente la mancanza di precisione.

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Modalità Ritratto e intervento con gomma magica per correggere le imperfezioni del viso

Di notte ora si è padroni del tempo

L’elemento nuovo delle foto in notturna è la possibilità di scegliere manualmente la lunghezza in secondi del tempo di esposizione entro il limite massimo stabilito per uno specifico scatto in base all’illuminazione della scena.

È un’opzione che può servire, impostandola nel valore più basso, per mantenere ben fermo un soggetto in movimento di notte; o nel valore più alto, per raccogliere il massimo della luce disponibile.

Bisogna però stare attenti al cambio della tonatlità e della temperatura colore che il Pixel opera al variare del tempo di esposizione. In queste due foto, il tempo di esposizione del primo scatto è stato deciso dal Pixel, mentre nella seconda lo abbiamo impostato a 2 secondi.

La prima foto ha raccolto più luce, ma la seconda ha rispettato meglio i colori reali, soprattutto quello dell’illuminazione artificiale della parte superiore della chiesa.

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1x – Tempo di esposizione impostato manualmente a 2 secondi

La ultra grandangolare anche questa volta non è il punto forte delle foto notturne del Pixel. In questo caso abbiamo disattivato completamente il tempo di esposizione portandolo a OFF nel primo scatto. Ne è conseguita un’immagine poco definita e inutilizzabile e di fatto non in modalità notturna. Molto meglio invece il secondo scatto con la scelta demandata completamente al Pixel, anche se si sono ripresentati i limiti di dettaglio della 0,7x negli scatti notturni visti anche sui Pixel 6.

La 2x digitale invece è tornata a casa con bei risultati, anche quando c’è stata un’illuminazione artitificiale appena sufficiente come in questo scatto. La scena sembra ricca di luce, ma in realtà non ce n’era moltissima.

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Il video dei Pixel si arricchisce della modalità Cinema

A differenza del predecessore, il Pixel 7 può registrare in 4K fino a 60p con tutte le fotocamere a sua disposizione, compresa la frontale. Ora può anche acquisire video in HDR (anche con la selfiecam) ma solo a 30p. La qualità di registrazione è sempre stata molto buona in tutte le condizioni.

La funzione più innovativa per i video del Pixel 7 è però la possibilità di acquisire filmati con la modalità Cinema (solo a 1080p/24p), ovvero con una simulazione in tempo reale di una profondità di campo più ridotta, tale per cui lo sfondo e gli elementi davanti al soggetto possono risultare più sfocati rispetto alla stessa ripresa effettuata senza modalità Cinema.

In questo video dell’interfaccia in uso, vi facciamo vedere come il Pixel 7 interpreti differentemente la profondità di campo con e senza la modalità Cinema rispetto a due soggetti messi a fuoco a distanze molto diverse dall’obiettivo.

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I risultati sono pressoché uguali e spiega perché è meglio usare questa funzione su soggetti distanti almeno un metro dal telefono e su uno sfondo molto lontano: come mostriamo nel video successivo.

In quest’altro video abbiamo infatti provato a mettere in difficoltà la modalità Cinema, che ha dovuto capire quando la profondità di campo si sarebbe ridotta mentre andavano incontro al soggetto. Già che c’eravamo gli abbiamo dato in pasto un controluce e poi siamo tornati ad allontanarci. Abbiamo rigirato anche la scena in modalità normale (1080p/30p) cercando di ripetere lo stesso movimento di camera. Infine, abbiamo testato la modalità con un soggetto anomalo: un albero, con una recinzione dietro di esso.

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La modalità Cinema funziona abbastanza bene con soggetti (o telefono) fermi e ben contrastati rispetto allo sfondo. L’indecisione nel calcolo in tempo reale della sfocatura fa “respirare” un po’ lo sfondo in certe condizioni; lo si vede sia nella parte del filmato con l’opera d’arte sia in quella con l’albero, in cui la recinzione a volte si “perde” la modalità Cinema. C’è però da dire che in quel caso al Pixel 7 ha dovuto capire cosa lasciare nella profondità di campo; ovvero, l’albero, la recinzione, la fronda nell’angolo in alto a sinistra e due alberelli tra l’albero principale e la recinzione. Un compito non facilissimo.

Pixel 7

Pixel 7

prezzo di listino649 euro €

È il telefono di gamma medio-alta da acquistare oggi

Se oggi ci chiedessero consigli per l’acquisto di un telefono Android non top di gamma con un buon rapporto qualità/prezzo non avremmo dubbi: Pixel 7 è la scelta.

Il nuovo telefono di Google prende ciò che di buono aveva già espresso con il Pixel 6 e lo abbellisce con un design più attento allo stile. I materiali sono di ottima qualità ed è un telefono bello da usare.

Torna lo sblocco con il viso, il sensore d’impronte è più reattivo fin da subito e senza patch e ora il telefono “parla molto più l’italiano” di prima, offrendo la possibilità di dettare anche le emoji. In futuro arriverà anche la Clear Calling che abbatterà i rumori di fondo del chiamante.

Le fotocamere sono le stesse ma ora registrano tutte in 4K a 60p e c’è anche la ripresa in HDR. Infine, c’è la modalità Cinema: magari sarà usata solo due o tre volte e solo in contesti studiati, ma c’è, e in determinate situazioni dà in effetti quella profondità in più ai filmati.

Non bisogna inoltre dimenticare che il Pixel 7 riceverà cinque anni di aggiornamenti del sistema operativo Android, e che il suo prezzo non si è mosso da quello della precedente generazione: 649 euro di spesa per un telefono che offre e dà tanto.

E se si ha già il Pixel 6? Crediamo che le novità presentate dal Pixel 7, seppure apprezzate, non siano sufficienti a giustificare un cambio di telefono.

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Cosa ci piace

Qualità complessiva

Qualità fotografica

Visibilità dello schermo al sole

Cosa non ci piace

Audio dagli altoparlanti non adatto alla riproduzione musicale

Scatti a volte troppo saturi

Alcune funzioni non ben spiegate all’utente, che rischia di non usarle

© riproduzione riservata

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