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Fonte:secoloditalia.it 31 dic 2020 di Redazione

“Sono giorni in cui convivono angoscia e speranza: la pandemia che stiamo affrontando mette a rischio le nostre esistenze”: ha cominciato così il suo discorso di fine anno il Capo dello Stato Sergio Mattarella.  “Vorremmo tornare a essere immersi in esperienze che ci sono consuete, vorremmo ospedali non in emergenza, scuole aperte, anziani non più isolati, fabbriche, teatri, ristoranti, negozi pienamente funzionanti, normali contatti con i Paesi a noi vicini, aspiriamo a riappropriarci della nostra vita”.

Mattarella: il virus ci ha colpiti per primi in Europa

Mattarella ha aggiunto che “il virus ci ha colpito prima di ogni altro Paese europeo”. Ha ricordato le immagini delle strade e delle piazze deserte,  il pensiero straziante di chi moriva senza avere accanto i propri cari.  L’estate – ha detto – ha portato con sé l’illusione dello scampato pericolo ma poi a settembre si è scatenata “la seconda offensiva del virus” che ha portato ancora vittime e dolore e l’impegno “generoso” degli addetti alla sanità.

Mattarella: io mi vaccinerò appena possibile

Quindi il capo dello Stato ha parlato del vaccino come “importante segnale di incoraggiamento” che è stato il risultato di una alleanza strategica di scienza e ricerca. “La scienza ci offre l’arma più forte prevalendo su ignoranza e pregiudizi, vaccinarsi è giusto e necessario, vaccinarsi è un dovere, di fronte a una malattia così contagiosa è necessario tutelare la propria salute ed è doveroso proteggere quella degli altri. Io – ha concluso – mi vaccinerò appena possibile”.

Il 2021 sia l’anno della ripresa e della sconfitta del virus

L’augurio di Mattarella è che il 2021 sia l’anno della della ripresa e della sconfitta del virus. Ha quindi accennato alla situazione politica invocando un tempo di “costruttori”. “Non si deve – ha affermato – perdere tempo nell’inseguire illusori vantaggi di parte”. Un riferimento al logorìo cui Renzi e la sua Italia Viva stanno sottoponendo il governo Conte.

Mattarella ha infine ricordato che il 2021 sarà l’anno di Dante e dei 160 anni dell’unità d’Italia, e anche l’anno del centenario della deposizione del Milite Ignoto al Vittoriano.  tappe – ha concluso – che rafforzano la memoria e la consapevolezza della nostra identità nazionale.

Discorso integrale Presidente della Repubblica Sergio Mattarella 

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