Parla Luisa Ranieri, poliziotta in tv: “Sono sexy e autorevole, ma mio marito Luca Zingaretti… è inarrivabile!” – ESCLUSIVO

Lolita Lobosco nella nuova fiction di Rai 1, mamma e moglie felice nel privato: l’attrice 47enne si racconta in un’intervista esclusiva al settimanale Oggi. Da non perdere…

Luisa Ranieri in tv è Lolita Lobosco, vicequestore in servizio a Bari. “Sono sexy e autorevole”, dice nell’intervista esclusiva a Oggi. E se il pensiero va al marito Luca Zingaretti (e al suo commissario Montalbano), lei precisa: “Lui è inarrivabile. Tra noi non c’è rivalità. È sempre il mio ragazzo e mi corteggia con rose rosse”. L’attrice 47enne racconta il il suo ruolo nella nuova fiction di Rai 1… e molto altro. E tu, ricordi com’era? – FOTO IERI E OGGI | VIDEO 1 | VIDEO 2 | VIDEO 3

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INDAGINI E TACCO 12 – Si sono innamorati di Lolita lui e lei. Cioè, Luca Zingaretti e Luisa Ranieri, marito e moglie dal 2012, due figlie, Emma, di 9 anni, Bianca, di 5, e molti successi professionali. Le indagini di Lolita Lobosco, prodotta da Zingaretti con Angelo Barbagallo e Rai Fiction, è la nuova serie tv della domenica sera di Rai 1 (al debutto ha già registrato ottimi ascolti). La serie, in quattro puntate, si ispira ai romanzi di Gabriella Genisi: Lolita, vicequestore a Bari, indaga su delitti, misteri e vite complicate, sempre su tacco 12. E l’attore, amatissimo Commissario Montalbano, l’ha scoperta e apprezzata proprio nei libri pubblicati da Sonzogno e Marsilio.

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Quando suo marito ha acquistato i diritti, con la casa di produzione Zocotoco, si è subito vista nei panni di Lolita? «Non subito. Ma leggendo i libri sono stata folgorata da questo personaggio, che ha una voce-pensiero struggente: è complesso, ha empatia verso il mondo femminile. È una donna autonoma, intuitiva…».

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E sexy… Le piace il suo stile: tacchi a spillo e moda animalier? «Certo, Lolita è anche sexy. È un personaggio molto contemporaneo. Sul lavoro è autorevole, ma non rinuncia alla sua avvenenza. Io però sono più da scarpe da ginnastica».

E durante l’intervista, nella sua casa romana, indossa jeans, pullover grigio, scarpe da ginnastica verdi, mentre voci bambine e quella paterna fanno famiglia. A proposito, una volta aveva la passione per le scarpe… «Mi sono data una regolata. Ora le compro meno, ho pure cominciato a regalarle, ma resto una collezionista».

Ne avrà un centinaio di paia… «Di più, ne ho di tutti i tipi: col tacco, ballerine, sportive».

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La sua Lolita può dare ordini al commissario Montalbano, è vicequestore e più alta in grado. È capitato, magari per gioco? «Ma no. Montalbano è inarrivabile. Ha fatto sempre ascolti da grandi eventi, come il Festival di Sanremo, la Nazionale, i Mondiali di calcio. Certo, se avessi un successo vicino a quello di Luca ne sarei onorata. Ma la competizione tra noi non esiste. Lolita e Montalbano non hanno nulla che li lega, raccontano mondi distanti. Forse l’unico tratto comune è che entrambe le serie sono ambientate al Sud».

La sfida familiare, nello stesso campo, suggestiona. Dispiaciuta che l’epopea di Montalbano finisca? L’ultimo episodio, Il metodo Catalanotti, è previsto l’8 marzo. «Luca non ha paura della sfida. E magari di Montalbano è meglio parlare con lui».

Che mondo femminile c’è attorno a Lolita, tra la madre, la sorella, l’amica magistrato? «I conflitti con la madre e la sorella non mancano. Lei è un tipo ligio alle regole, ma in famiglia c’è chi lambisce i limiti della legalità. E suo padre, che diceva di fare il pescatore, era contrabbandiere. Lolita è una grande madre, si occupa di tutti. Ha accettato di trasferirsi dal Nord e di tornare a casa per fare i conti col passato. Ha scarsa fiducia nel genere maschile, tradita dal padre, teme il tradimento. Ha un fidanzato più giovane…».

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Anche lei, dopo la separazione dei suoi genitori, ha vissuto l’abbandono del padre. Ha fatto pace con quel passato? «Non ho recuperato la relazione paterna, però sicuramente le ferite col tempo si richiudono. In questo aiutano i figli: danno la possibilità di non ripetere quegli errori che ti hanno fatto soffrire».

Lei e Luca vi siete conosciuti nel 2005, sul set della miniserie Cefalonia: come ha capito che era arrivato il grande amore? «Non subito. Da parte mia, c’era un atteggiamento professionale, poi ci siamo scoperti a vicenda. Io ero appena uscita da una storia, lui era separato da poco».

La corteggiava con rose bianche. «I fiori Luca continua a regalarmeli: rose rosse, adesso».

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Il matrimonio che ricordi porta… «Vedo la chiusura di un cerchio, il dirsi per sempre. Sperando che lo sia».

A novembre, Luca compie 60 anni: ha già pensato al regalo? «Ma è presto… Per me Luca ha sempre 40 anni, è sempre il mio ragazzo. Pensando a lui, non ho il senso del tempo che è passato e che passa».

Come siete messi a gelosia? «Ci fidiamo. Lui non mi dà motivi di essere gelosa. E neppure io ne do a lui».

Un pensiero per il Paese: si sente di dire forza Draghi… «Mario Draghi non mi dispiace. C’è bisogno di un buon governo per l’Italia in questo periodo di crisi. C’è bisogno di costruire, non di sfasciare».

Emma e Bianca guardano lei in tv e Il commissario Montalbano? «Emma sì, Bianca è ancora piccola. Ma sono fan».

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E, come è successo alla coppia Ranieri-Zingaretti, di sicuro ci innamoreremo anche noi, da telespettatori, di Lolita e delle sue indagini, come abbiamo fatto con quelle di Imma Tataranni – Sostituto Procuratore e di Mina Settembre (ESCLUSIVO). Le signore in giallo piacciono sempre di più.

Maria Giuseppina Buonanno

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