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Il 21 novembre si celebra la Giornata Mondiale del Panino Italiano. Del Panino Italiano si è cominciato a parlare non da molto e di conseguenza si è sperimentato sempre più in cucina. Tanto che i più famosi chef stellati sono arrivati a elaborarne delle versioni gourmet.

Il panino all’italiana

Ci capita spesso di andare al nostro bar di fiducia per prendere un caffè o cappuccino e stuzzicare qualcosa. Che sia mattino, ora di pranzo o pomeriggio il panino in versione grande o più piccola è sempre un grande classico per fermare la fame con qualcosa di sfizioso. Ecco che lo possiamo trovare in diverse versioni: classico, ripieno di prosciutto, crudo o cotto, o con la mortadella, con l’aggiunta di mozzarella o altri formaggi, di pomodoro e con una foglia di insalata, ripieno con la porchetta oppure nelle versioni più sofisticate, con salsa di gamberi, gamberetti, salmone, al tartufo e chi più ne ha più ne metta. Il panino all’italiana è diventato un cibo che ha conquistato tutto il mondo.

Con il suo pane fragrante o morbido, dalle versioni più semplici, ma golose, a quelle più elaborate e gourmet, il panino all’italiana soddisfa tutti i gusti e tutte le esigenze. Pratico, facile e veloce da preparare e da mangiare, ma molto più sano del classico fast food, e soprattutto economico, il panino italiano è per tutti.

Come e quando nasce il panino?

A livello storico il panino italiano nasce a inizio ‘900Alberto Cougnet è il primo a distinguere fra sandwich e panini “gravidi”, inserendo questi ultimi in un ricettario. All’epoca il sandwich era borghese e aristocratico (per antipasti, buffet, picnic, viaggi), mentre il panino, variato da città a città, era cibo per lavoratori e gente qualunque.

Il “sapere del pane”, come lo definisce lo storico Massimo Montanari, rappresentava nei suoi passaggi della coltivazione del grano, della raccolta delle spighe e della preparazione della farina. Nell’antica Roma consumare una pagnotta “bianca” significava essere un abitante della città, con tutti i diritti che questo status portava con sé. Ed è proprio qui, nella Città Eterna, che sembra essere nata l’usanza di consumare il pane con qualcos’altro in mezzo.