oss-dell’assistenza-domiciliare-integrata-mandate-a-casa-per-“scadenza-della-clausola-sociale”-e’-polemica.

A Lucera, nell’entroterra foggiano, accade che sei Operatrici Socio Sanitarie siano state lasciate senza lavoro nel Servizio Assistenza Domiciliare Integrata gestito dal Piano di Zona (pubblico).

Della questione se n’è discusso nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale a Lucera, noto centro federiciano, dove il sindaco Giuseppe Pitta ha ricordato l’impegno della sua Amministrazione Comunale nel tentativo di risolvere la questione e dare man forte alle proteste delle 6 OSS.

Ma cosa è accaduto?

Le Operatrici Socio Sanitarie si sono ritrovate senza lavoro a seguito del cambio di gestione del Servizio dell’Assistenza Domiciliare Integrata e del Servizio Assistenza Domiciliare forniti dal Piano Sociale di Zona (il Comune lucerino è capofila).

In altre parole le 6 OSS non sono state assunte dal nuovo gestore, ovvero la Cooperativa “San Riccardo Pampuri” (nuovo gestore). Le stesse lavoravano per conto della Cooperativa “Solidarietà” (vecchio gestore) fino al 4 luglio 2022.

Nel passaggio delle consegne tra aziende è accaduto quello che nessuno si immaginava: trascorsi 15 giorni di interruzione del contratto le stesse, secondo la Cooperativa “San Riccardo Pampuri” hanno perso il diritto legato alla cosiddetta “clausola sociale”, ovvero al passaggio da una azienda all’altra per il medesimo servizio. A nulla sono servite le proteste e gli incontri in Prefettura.

Addio lavoro, almeno per ora, per Lucia D’Angelo, Lucia Albis, Agata Basile, Antonella Calabrese, Rossella Perna e Maria Rosaria Romano. Le 6 OSS non si arrendono e andranno avanti senza sosta fino a quando non vedranno rispettati i loro diritti.

Il punto di vista del legale delle 6 OSS.

“L’evoluzione della vicenda ha comportato una notevole lesione dei diritti individuali delle lavoratrici, le quali lamentano l’eccessivo utilizzo dello strumento dell’affidamento diretto da parte dell’Ente, pur in assenza dei presupposti per il ricorso allo stesso, la mancata vigilanza dell’Ente appaltante sulle modalità di assunzione delle stesse lavoratrici da parte della coop. Solidarietà, avvenuta in violazione di quanto previsto dal contratto collettivo nazionale del settore socio-sanitario assistenziale educativo e di inserimento lavorativo in materia di cambio di appalto e dalla Legge regionale della Puglia n. 25/2007, e che, pertanto, viene formalmente impugnata, oltre al mancato rispetto da parte della nuova società della normativa contrattuale collettiva in materia di cambio di appalto e della predetta legge regionale. Per questi motivi, chiedo l’annullamento in autotutela di tutta la procedura di affidamento diretto del servizio alla coop. San Riccardo Pampuri e, nelle more, l’immediata assunzione delle medesime” – si legge in una nota del legale Ivano Di Matto.

“In Prefettura la dirigenza della nuova azienda è stata irremovibile, ribadendo di avere rispettato la legge senza ritenere di sentirsi in obbligo verso le sei lavoratrici, eventualmente invitata a diventare socie stesse della cooperativa” – ha concluso il sindaco Pitta.