omicidi-escort-a-roma,-caccia-al-killer-nella-chat-d'incontri:-verifiche-sulle-sue-tracce-di-dna

Il primo dei tre omicidi avvenuti ieri 17 novembre nel quartiere Prati di Roma sarebbe stato quello di Martha Castano Torres in arte Yessenia, la transessuale 65enne di origine colombiana trovata morta in un seminterrato di via Durazzo n.38. Sul corpo della donna sarebbero state trovate ferite provocate da un’arma da taglio di tipo «stiletto», secondo quanto emerso dal sopralluogo degli inquirenti, cioè un pugnale o una lama comunque di piccole dimensioni. L’ipotesi è che Yessenia sia stata uccisa durante il rapporto sessuale che si stava consumando con il cliente che l’ha uccisa. A 850 metri di distanza ci sono stati gli altri due omicidi delle due donne cinesi, di cui sono ancora ignote le generalità. Entrambe avevano ferite alla gola, al torace e alla schiena. L’aggressione sarebbe avvenuta inizialmente nell’appartamento, dove il killer si era appartato con una delle due. Quando l’altra che era in casa ha sentito le urla provenire dalla stanza, sarebbe intervenuta per bloccare l’aggressore. Avrebbe poi cercato di fuggire, fino a essere raggiunta dal killer che l’ha uccisa sul pianerottolo.


Dna, chat di incontri e l’ipotesi della premeditazione

I corpi delle due donne cinesi erano stati trovati ieri, 17 novembre, una sul pianerottolo e una all’interno della casa in cui si prostituivano. E la stanza della più giovane delle due è stata trovata a soqquadro e piena di schizzi di sangue. Cresce la convinzione per gli inquirenti che dietro i tre omicidi ci sia la mano di un serial killer che conosceva le sue vittime, forse un cliente abituale che frequentava le tre donne. Sono stati ispezionati anche tombini e cassonetti alla ricerca dell’arma del delitto, oltre che la raccolta di possibili immagini utili che possono arrivare dalle telecamere di videosorveglianza dei negozi della zona. Sotto esame ci saranno anche i tabulati dei cellulari delle vittime, in modo da ricostruire tutti gli incontri avvenuti nelle due case. Al vaglio ci sono eventuali tracce del Dna presenti sui corpi delle donne e nei luoghi dei delitti. Ma non solo. Martha Torres utilizzava una piattaforma online per incontrare i clienti e – in base agli appuntamenti delle chat – gli inquirenti sperano di risalire al killer. Si suppone che sia stato un omicidio premeditato. Al momento non ci sono tracce dell’arma e eventuali identikit forniti dai numerosi testimoni ascoltati. Intanto, la pm Antonella Pandolfi ha aperto per ora due fascicoli separati, entrambi per omicidio volontario aggravato. Domani, 19 novembre verrà conferito l’incarico per l’autopsia.


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