Olanda: sequestrati panini al prosciutto ai viaggiatori dal Regno Unito

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AGI

Un gattino intrappolato è sopravvissuto un mese mangiando zucchero

AGI – Brutta avventura, che però si è conclusa con un lieto fine, per un gattino rimasto intrappolato per circa un mese all’interno di un appartamento a Torino. Il micio era rimasto solo in casa dalla morte del suo padrone, deceduto nella sua abitazione nel quartiere Borgo Dora, a metà dicembre. In quell’occasione era stato recuperato solo uno dei due gatti che vivevano con l’anziano signore.
All’arrivo dei necrofori, il gatto più piccolo era scomparso, facendo così pensare che fosse scappato, spaventato dalla confusione creata dalle molte persone presenti. Rimasto invece in casa, durante le lunghe settimane di solitudine il micio è riuscito a sopravvivere grazie al suo ingegno: buttata a terra una zuccheriera, si è nutrito esclusivamente di zucchero.
Per dissetarsi, invece, avrebbe utilizzato la poca acqua che gocciolava dai rubinetti. Ieri alcuni vicini di casa dell’anziano deceduto, allarmati dai continui e strazianti lamenti provenienti dall’appartamento, hanno chiamato la Polizia Municipale. Gli agenti, con l’ausilio dei Vigili del Fuoco che sono intervenuti con un’autoscala, hanno scritto il lieto fine alla vicenda, recuperando il gattino. Il cucciolo è stato affidato alle cure dei veterinari che, nonostante il tanto tempo trascorso solo nella casa ormai disabitata, lo hanno trovato in buona salute.

AGI

Un lupo è stato  impiccato a un albero nel Parco del Gargano

AGI – Ancora un caso di lupo ucciso e brutalizzato, questa volta è avvenuto nel Parco Nazionale del Gargano, nei pressi del Lago di Varano. L’animale è stato trovato impiccato ad un albero. La foto del lupo ucciso e impiccato ad un albero  ha indignato il popolo dei social ed ha riportato l’attenzione sul problema della presenza eccessiva della popolazione dei lupi nel foggiano e, in particolare, sul Gargano. Già alcuni mesi fa gli allevatori si erano lamentati a causa dei numerosi attacchi di lupi agli allevamenti. 
““Purtroppo – dichiara Marco Galaverni, direttore scientifico del Wwf Italia – non è il primo caso di accanimento nei confronti del lupo, la cui presenza sul territorio è sintomo di ecosistemi in salute oltre che essere garanzia del controllo della presenza di ungulati come i cinghiali. È necessario un salto culturale, perché questi atteggiamenti sono frutto di ignoranza e pregiudizi duri a morire. Come Wwf continueremo a lavorare sul doppio binario della coesistenza tra comunità umane e grandi carnivori e dell’informazione e sensibilizzazione, in particolare in quelle aree che insistono in territori dove il lupo è ritornato dopo decenni di assenza, come le aree suburbane e quelle costiere”.
“In un pianeta sconvolto da una grave crisi ecologica, di cui la pandemia è solo la punta dell’iceberg, ogni atto di crudeltà verso la natura e gli altri animali acquista una significato ancora più profondo – aggiunge Isabella Pratesi, direttore del programma di Conservazione del Wwf Italia – la transizione ecologica di cui abbiamo bisogno passa dalla consapevolezza di quanto importanti siano le foreste, i lupi, le balene, gli oceani. Ogni specie ogni habitat ha un ruolo cruciale per il pianeta e per le nostre esistenze. Dobbiamo combattere l’ignoranza per creare le condizioni del cambiamento, iniziando da chi pensa di farsi del bene uccidendo i lupi”.
L’episodio segue di poche ore quello avvenuto nel Cadore, dove un uomo – come mostrato sui social – ha inseguito in auto su una strada costeggiata da muri di neve alcuni lupi cercando di sfiancarli. 
Sul Gargano, secondo alcune stime, nel giro di una decina di anni, i lupi come i cinghiali sono raddoppiati mettendo a rischio non solo le produzioni agroalimentari, gli animali nelle stalle e l’idrogeologia del territorio, ma anche la vita stessa di agricoltori e automobilisti.
A dicembre scorso la Cia, la Confederazione italiana degli agricoltori, della provincia di Foggia  ha presentato un documento al presidente del Parco Nazionale del Gargano Pasquale Pazienza con alcune proposte per affrontare le tematiche relative ai danni subiti dalle aziende agricole e agro-zootecniche a causa della fauna selvatica, soprattutto dai lupi.
Nell’ultimo anno le aziende hanno presentato domande di risarcimento per un ammontare complessivo di circa 300mila euro. Un problema, quello della eccessiva presenza dei lupi Gargano in parte dovuto anche ai tanti cani inselvatichiti che si accoppiano con esemplari di lupi.
Certamente, come ribadiscono gli animalisti, uccidere e brutalizzare i lupi non è la soluzione del problema. Gli allevatori chiedono da tempo che nel Parco Nazionale del Gargano operi una “task forze” che ponga un freno al moltiplicarsi della fauna selvatica.
“In provincia di Foggia il problema del lupo esiste ma, il lupo potrebbe diventare anche una risorsa per il territorio”. Cosi Vincenzo Rizzi naturalista di Foggia. “Il lupo e la sua presenza sul nostro territorio – spiega  – non può essere visto solo dal punto negativo. L’intelligenza dell’uomo sta nel trasformare questa situazione di conflittualità in una situazione di sviluppo del territorio.  Bisognerebbe iniziare a pensare che queste specie, come il lupo, se gestite in maniera idonea possono diventare un’attrattiva per il turismo”. 
“Certamente – conclude Rizzi – la soluzione non è quella di uccidere il lupo. Quanto accaduto sul Gargano dimostra la pochezza culturali in cui viviamo e che c’è ancora molto da fare sul rapporto uomo-animale”.

AGI

Governo Conte II appeso a un filo, Italia viva pronta alla svolta

AGI – Le speranze di Giuseppe Conte e del suo esecutivo di andare avanti sono appese alle poche ore che mancano al Consiglio dei ministri sul Recovery Plan. Nella serata di ieri, palazzo Chigi ha fatto sapere di aver consegnato ai ministri il testo – ancora una bozza – del Piano nazionale di ripresa e resilienza e Bellanova, con i suoi compagni di partito, lo sta passando al setaccio.
“Saprò dire qualcosa di più quando avrò letto la bozza”, aggiunge la ministra che ricorda: “L’ultima che ho, tralasciando il bignamino di 13 pagine, risale al 7 dicembre”. Il lavoro dei pontieri è stato incessante nelle ultime settimane, si è cercato di evitare lo show down, ma la rottura fra Matteo Renzi e Giuseppe Conte, tuttavia, appare ormai insanabile e il via libera al documento del governo, che recepisce la quasi totalità delle richieste di Italia Viva, potrebbe non bastare.
“Non ci siamo proprio, latita il merito, latita il metodo”, sottolinea ancora Bellanova per la quale “il recovery è uno dei punti dirimenti. Ma non è l’unico. Son troppi i nodi irrisolti accumulati”. Fra i tanti, Bellanova cita il Mes, il Reddito di Cittadinanza  (“Vogliamo correggerlo o lo lasciamo così?”), lo sblocco dei cantieri, la delega ai servizi segreti e la comunicazione di Palazzo Chigi: “Il portavoce del premier minaccia di asfaltarci…Conte non può fare e disfare a suo comodo. Il punto non è personale, ma politico. Ci sono tavoli da cui a un certo punto bisogna alzarsi se si è di troppo”.
Le voci su un imminente rimpastone che porti dentro l’esecutivo i pesi massimi renziani, compresa Maria Elena Boschi, si susseguono. Ma si tratta solo di una delle ipotesi in campo nel caso la crisi dovesse materializzarsi. Su Twitter, tuttavia, Maria Elena Boschi risponde ai retroscena che la vogliono pronto a mettere piede nell’esecutivo, con una dleega ai Trasporti o – meno probabile – al Lavoro. “Anche oggi polemiche su di me. Italia Viva ha chiesto al Governo di prendere il Mes, non di prendere Meb. Come al solito i 5 stelle non leggono fino in fondo. O non capiscono. Servono soldi per la sanità, non poltrone per noi”.
Potrebbe essere, paradossalmente, proprio la battaglia per l’attivazione del Mes a convincere i renziani a rimanere, almeno per ora, nel governo. Lo lascia intendere il capogruppo renziano al Senato, Davide Faraone: “Non possiamo dover scegliere chi curare e chi no: se la linea guida del piano pandemico è questa allora continueremo a chiedere con forza il Mes. Non certo come condizione per uscire dalla maggioranza ma con la volontà di convincerla a utilizzare i 37 miliardi dei fondi europei che, lo ricordo, ci costano meno del Recovery”.
A prendere le distanze da quelli che chiama “giochi di palazzo” è il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, accreditato come possibile nuovo vicepremier dal toto ministri di queste ore: “Io il vicepremier l’ho già fatto, non è la panacea di tutti i mali. A noi non interessano i giochi di Palazzo, siamo vaccinati contro le crisi di governo”, afferma il titolare della Farnesina.