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citynews today

Redazione 25 novembre 2022 05:30

Ogni ora cinque donne sono state uccise da un partner intimo o da un familiare nel 2021. È questo il tragico e preoccupante bilancio emerso dall’ultimo rapporto sui femminicidi realizzato dalla Nazioni Unite, in vista della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, commemorata il 25 novembre. Il dato allarmante risalta ulteriormente se paragonato al totale delle vittime di omicidi registrato in tutto il mondo lo scorso anno: delle 81.100 persone uccise, 45.000 sono donne e ragazze – più della metà (56%) – che hanno perso la vita per mano del marito, partner o altro parente.

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Le cifre sono considerate “allarmanti” dall’UN Women e l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine, che ritengono che il numero reale di femminicidi sia molto più alto: almeno quattro morti su 10 nel 2021 non sono state conteggiate tra i femminicidi perché non c’erano dati sufficienti. I dati ufficiali sul femminicidio sono rimasti sostanzialmente invariati nell’ultimo decennio.

La situazione nel mondo

I numeri raccolti nel report delle Nazioni Unite testimoniano come i progressi nella prevenzione degli omicidi di donne e ragazze siano insufficienti in tutto il mondo. L’anno scorso, il numero più alto di femminicidi per mano di parenti è stato in Asia, con 17.800 morti. Tuttavia i dati mostrano che le donne e le ragazze in Africa sono più a rischio di essere uccise da familiari.

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A peggiorare la situazione è stata la pandemia di Covid-19, che ha costretto numerose donne alla quarantena domiciliare con il proprio maltrattante. L’inizio della pandemia nel 2020 ha coinciso con un aumento significativo di violenza e di femminicidi nell’America settentrionale e in Europa. Secondo i dati raccolti in 25 paesi di queste due aree, la maggior parte dei femminicidi è avvenuta per mano di membri della famiglia diversi da mariti e partner. 

Perché il 25 novembre?

La scelta del 25 novembre come giornata voluta per l’eliminazione della violenza contro le donne non è casuale. Più di 60anni fa, nel 25 novembre del 1960, la Repubblica Dominicana fu sconvolta da un brutale assassinio: tre sorelle, rivoluzionarie durante la dittatura di Rafael Leónidas Trujillo, una delle più dure dell’America Latina, furono torturate, massacrate, strangolate a causa della loro dissidenza. I corpi di Patria Mercedes, María Argentina Minerva e Antonia María Teresa Mirabal furono messi su un’automobile, che venne fatta precipitare da un dirupo per simulare un incidente.

Ma da quel giorno, le cose non sono migliorate per le donne di tutto il mondo. Anzi. Basti pensare alle bambine dell’India che quasi ogni giorno vengono stuprate e uccise, ma anche ad altre situazioni in diversi paesi dove la violenza domestica è ancora comunemente vista come una questione privata ‘familiare’. 

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La Giornata è stata istituita dall’Onu con la risoluzione 54/134 del 17 dicembre 1999. La matrice della violenza contro le donne può essere rintracciata ancor oggi nella disuguaglianza dei rapporti tra uomini e donne. E la stessa Dichiarazione adottata dall’Assemblea Generale Onu parla di violenza contro le donne come di “uno dei meccanismi sociali cruciali per mezzo dei quali le donne sono costrette in una posizione subordinata rispetto agli uomini”.