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Nave Russa Adriatico

Mosca insiste con la sua presenza marittima nel Mar Mediterraneo. Una nave militare russa avrebbe avvicinato la portaerei americana a propulsione nucleare George H. W. Bush e il cacciatorpediniere della Marina Militare italiana Andrea Doria nel mare Adriatico. Tutti i dettagli

Di nuovo navi russe nel Mare Adriatico.

Secondo quanto ha riscontrato il sito Itamilradar, che effettua monitoraggio sui movimenti militari in Italia e sul Mar Mediterraneo, il 20 dicembre almeno due unità della Marina russa sono entrate nell’Adriatico meridionale forse per seguire e monitorare i movimenti della portaerei nucleare George H. W. Bush, che si trovava nell’Adriatico insieme al cacciatorpediniere Andrea Doria della Marina Militare Italiana.

La nave russa non ha spento i transponder, quindi è rimasta visibile sui radar civili per tutta la sua permanenza in zona.

Nel frattempo, il 21 dicembre il cacciatorpediniere della Marina Militare Italiana si è distaccato dalla portaerei George H.W. Bush, dopo aver operato con il Carrier Strike Group per tutto il mese, ha reso noto la Marina statunitense.

LA FOTO DEI SATELLITI

Da una foto satellitare scattata il 20 dicembre, il Combat Strike Group Bush, composto dalla portaerei CVW7 George H.W. Bush, dal Destroyer Squadron (Desron) 26, dall’Information Warfare Commander e dall’incrociatore di classe Ticonderoga USS Leyte Gulf (CG 55), dal cacciatorpediniere ITS Andrea Doria ( D 553) e -forse- una fregata classe Bergamini (ITS Carabiniere?), sembrerebbe essere pedinato ad una distanza relativamente breve di circa 4,5 km da una nave che potrebbe essere una nave della Marina Militare Russa (probabilmente una Corvetta Classe Steregushchiy), segnala Itamilradar.

LA NAVE MILITARE RUSSA AKADEMIK PASHIN NEL MARE ADRIATICO

Secondo il sito specializzato c’è sicuramente anche un’altra nave russa nel Mare Adriatico, ed è la petroliera Akademik Pashin.

In realtà qualificata come nave cisterna, la “Akademik Pashin” è un’unità militare utilizzata da Mosca per lo spionaggio. Ipotesi avvalorata dal fatto che nell’aprile 2020 la nave è apparsa al largo della costa di Cherbourg, in Francia, nello stesso momento in cui il nuovo sottomarino nucleare francese Suffren era impegnato in esercitazioni.

“La sua spedizione è cominciata la scorsa settimana dal porto siriano di Tartous, il nido della Marina russa nel Mediterraneo. Da ieri opera nel Canale di Otranto: prima si è fermata sul cavo sottomarino OteGlobe, una connessione in fibra ottica che unisce Bari alla Grecia. Poi si è mossa verso il tubo sommerso del Tap”, segnala Repubblica.

In funzione dal 2020, il Tap trasporta il gas naturale in Italia dall’Azerbaigian attraverso la Turchia e la Grecia e attraverso l’Albania e il Mare Adriatico. “Non è chiaro quale tipo di sicurezza marittima sia prevista per il gasdotto, se presente. Non vi è alcuna indicazione che la nave spia russa che solcava le acque tra l’Italia e l’Albania fosse impegnata in un tentativo di sabotare il gasdotto, non si può escludere che stesse conducendo una ricognizione” scrive oggi il New York Sun.

LA SOSTA NEL CANALE D’OTRANTO

Come riporta il Corriere del Giorno (quotidiano di Taranto), il 22 dicembre “la petroliera russa ha stazionato nel Canale d’Otranto per circa tre ore e mezzo, dalle ore 9.08 alle 13.36. Alle ore 19 è arrivato un secondo aggiornamento, con la nave che esce dal Canale d’Otranto per dirigersi verso sud. In serata, la petroliera si trovava in Grecia al largo dell’isola di Corfù”.

Un controllo delle coordinate della nave sul sito Web di Marine Traffic venerdì mostra che la nave russa stava navigando a sud-est dal Mar Ionio a circa 12 nodi all’ora.

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