multe-milionarie-dall’antirust-per-edison,-tim-e-windtre:-pratiche-scorrette-e-informazioni-poco-chiare-agli-utenti
di Massimiliano Di Marco – 22/11/2022 14:460

Multe milionarie dall'Antirust per Edison, TIM e WindTre: pratiche scorrette e informazioni poco chiare agli utenti

Complessivamente, l’Antitrust ha emesso sanzioni per 9,8 milioni di euro alle tre società. TIM forniva informazioni incomplete sulla fibra, WindTre ha aumentato il costo del piano tariffario senza espresso consenso.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha emesso delle multe milionarie per Edison, TIM e WindTre.

Per Edison e TIM – che hanno ricevuto rispettivamente una sanzione di 3,8 e 1 milione di euro – si è trattato di informazioni poco chiare rispetto ad alcune offerte commerciali per gli utenti; per WindTre, multata per 5 milioni di euro, l’azione dell’AGCM concerne invece l’aumento del piano tariffario ad alcuni utenti, non adeguatamente comunicato.

Edison e TIM multate per informazioni poco chiare ai consumatori

Nel caso di Edison, le verifiche hanno riguardato, in particolare, l’offerta “Sweet”, la cui campagna promozionale, sia a mezzo televisivo sia a mezzo web, è durata da marzo ad aprile.

La società, si legge nel bollettino settimanale dell’AGCM, si è soffermata a parlare molto dello sconto del 40% applicato sulla componente energia e sui vari bonus previsti a seconda della tipologia di offerta (gas, luce oppure luce e gas), mancando invece di essere chiara sulle “varie componenti di prezzo (e in particolare circa l’esistenza dei costi di commercializzazione“, che risultavano “totalmente omesse” dai messaggi promozionali.

db690b edison

L’AGCM ha ravvisato la stessa situazione nella comunicazione pubblicitaria riguardante altre offerte di Edison, come Edison World ed Edison World Plus, con una forte enfasi su bonus e sconti, ma informazioni poco chiare su tutte le componenti del prezzo finale.

Nello stabilire l’entità della sanzione, l’AGCM ha anche evidenziato che nel mercato energetico “connotato da rilevanti asimmetrie informative tra operatori e utenti finali nonché dall’esistenza di una pluralità di offerte diverse (per caratteristiche e costi)” la mancanza di trasparenza e completezza delle informazioni assume “un rilievo centrale ai fini della valutazione della condotta posta in essere” da Edison.

In definitiva, per l’AGCM le informazioni fornite da Edison in questa circostanza “appaiono connotate da profili di ingannevolezza e omissività“.

In modo simile, per le offerte di rete fissa per la fibra Premium, Executive e Magnifica, TIM – secondo l’AGCM – ha omesso oppure fornito in modo non idoneo alcune informazioni riguardanti sia la limitata disponibilità geografica di tali offerte, accessibili solo in 11 città, sia le condizioni e le limitazioni tecniche per ottenere la velocità massima pubblicizzata.

Oltre alle segnalazioni dei consumatori, l’AGCM ne ha ricevuta una da Iliad, secondo cui anche l’indicazione dei prezzi mensili delle offerte coinvolte è stata “ingannevole e omissiva“.

ba59fb tim

In generale, la mancanza di trasparenza di “informazioni indispensabili“, per esempio quelle delle chiamate a consumo e altre di tipo tecnico, e il modo in cui TIM ha evidenziato principalmente “le caratteristiche, i vantaggi economici e tecnici/prestazionali” rendendo invece meno visibili tutte le altre informazioni compongono una pratica commerciale scorretta, sanzionata dall’AGCM con una multa di un milione di euro.

WindTre: 5 milioni di euro di multa, con l’aggravante di recidiva

Il caso di WindTre invece è diverso perché la società ha aumentato di almeno 2 euro il costo mensile del piano tariffario degli utenti a fronte dell’offerta di gigabyte aggiuntivi (in quota variabile a seconda del piano tariffario di partenza “senza che questi abbiano espresso alcun preventivo consenso al riguardo“, si legge nel bollettino dell’AGCM.

Ciò è accaduto ad alcuni utenti con SIM prepagata, che sono stati avvisati a mezzo SMS delle modifiche del contratto legato a “esigenza di mercato legate al crescente bisogno di traffico dati“. WindTre ha permesso agli utenti di recedere dal contratto senza penali né costi oppure di tenere l’offerta allo stato attuale.

Il punto principale, ha evidenziato l’AGCM, è che la condotta di WindTre è stata gestita come una modifica contrattuale unilaterale; inoltre, spettava agli utenti esprimere il dissenso rispetto alla modifica, altrimenti l’aumento del prezzo mensile sarebbe avvenuto automaticamente, ossia “un comportamento attivo“. L’AGCM lo ha definito un meccanismo di “silenzio assenso” anziché subordinato a una “esplicita libera manifestazione di volontà“, che, per di più, consente a WindTre di “avvantaggiarsi della mera distrazione o errore” dei clienti che potrebbero non aver letto il messaggio informativo o abbiano scritto male il testo previsto per rifiutare la variazione.

ad783b windtre

Secondo l’AGCM, inoltre, anche il motivo delle nuove esigenze di mercato relative a un crescente bisogno di dati “non risulta corroborato dalle statistiche prodotte dalla stessa società“, secondo cui il consumo di gigabyte mensile “fosse, invece, piuttosto stazionario“.

Anche per la gravità della violazione e il grado di diffusione della condotta – che ha coinvolto quasi 11 milioni di utenti – è stata decisa una sanzione di 5 milioni di euro, di cui 450 mila euro sono stati aggiunti alla multa base di 4,5 milioni di euro per recidiva.

© riproduzione riservata

Resta aggiornato sugli ultimi articoli di DDay.it

FonteAGCM

Mercato

Commenti

 segui per ricevere le notifiche dei nuovi commenti