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MotoGP WEEK. Dal Covid-19 e la politica degli scarti, alla vicenda Marquez

MotoGP WEEK. Dal Covid-19 e la politica degli scarti, alla vicenda Marquez

Jonathan Rea, in una intervista rilasciata al nostro Carlo Baldi ha detto: “Per quanto riguarda il Covid-19, ritengo che sarebbe necessario introdurre la regola secondo la quale ogni pilota possa cancellare il suo peggior risultato stagionale; questo consentirebbe a un pilota che ha contratto il virus di ridurre i danni. Ritengo che Dorna dovrebbe pensare a qualcosa del genere”.

Se ne è parlato tante volte ultimamente e, personalmente, sono perfettamente d’accordo: credo che il Covid1-9 imponga di reintrodurre gli scarti, come avveniva in passato, fino al 1977, con una parentesi anche nel 1991. Da lì in poi non si è più sentita l’esigenza e va anche detto che a parte qualche rarissima eccezione, le statistiche dicono che lo scarto di uno o due punteggi non cambia l’esito finale della classifica. Come conferma anche il mondiale 2020. 

Vediamo nel dettaglio, considerando un solo scarto visto che si sono disputate 14 gare (15 per Moto2 e Moto3). In MotoGP la classifica non sarebbe minimamente cambiata, perché tutti i piloti hanno fatto almeno uno zero. Ma anche in Moto2 e in Moto3 la classifica non sarebbe mutata introducendo uno scarto. Quindi, non serve a nulla? In realtà potrebbe servire, perché se si pensa a togliere il peggiore risultato per uno zero dovuto al Covid, allora serve, eccome: Tony Arbolino, per esempio, sarebbe campione del mondo.

Ma si può introdurre uno o più scarti solo per assenza causa Covid? E’ chiaro che sarebbe un’anomalia e una strada difficilmente percorribile, perché un rivale potrebbe contestare il fatto che il tal pilota assente per Covid non avrebbe seguito il protocollo di sicurezza imposto dalla Dorna. Complicato, quindi, da gestire uno scarto specifico, ma credo comunque che sarebbe opportuno introdurre nuovamente la regola che permette di eliminare i due peggiori risultati della stagione. Voi cosa ne pensate?

La Honda aspetta Marquez

Le foto postate sui social da Marc Marquez mentre si “allena” in palestra non tolgono i dubbi, ma, anzi, purtroppo li aumentano; in ogni caso, sembra evidente che la Honda ha fatto la sua scelta: si va avanti con Stefan Bradl. Almeno per il momento, questa è la situazione. Del resto, il team manager Alberto Puig lo aveva fatto intendere chiaramente quando, a novembre, aveva confermato il tedesco nel ruolo di collaudatore: “Sarà Bradl il nostro test rider e, nel caso, sarà sempre lui a sostituire un pilota se fosse necessario”. Un concetto ribadito anche da Santi Hernandez, il bravissimo capo tecnico di Marquez, in una trasmissione radiofonica spagnola.

Non sappiamo se Marc ci sarà – ha detto Hernandez – noi siamo preparati alla guerra e speriamo di farla con lui. Siamo pronti e carichi. Se non andasse così, mettere in sella Andrea Dovizioso non sarebbe normale: sarebbe più logico proseguire con Stefan Bradl, che ha esperienza e velocità, ha trovato il feeling con la moto, ha capito cosa occorre fare e la sta migliorando”.

Insomma, la strategia è chiara: se l’otto volte campione del mondo fosse costretto, malauguratamente, a rimanere a casa a continuare la riabilitazione oltre l’inizio della stagione, la HRC continuerà con Bradl. E Dovizioso continuerà a fare motocross

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