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(Teleborsa) – Poco cambia nella mobilità post-Civid degli italiani che, fatta salva l’emergente passione per l’e-bike e la mobilità green, continuano a prediligere lo spostamento con l’auto “tradizionale”, anche se è “vecchiotta”, snobbando i trasporto pubblico e tornando ad intasare le strade delle grandi città. È la fotografia scattata da 18° Rapporto Audimob sulla mobilità degli italiani, presentata ad un convegno organizzato da Isfort, CNEL e MIMS – Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili.

“Le scelte di mobilità sono molto volatili. La vera questione è se nel 2022 ci sarà una domanda diversa di mobilità, anche a causa dello smart working che si consolida”, ha affermato il Ministro Enrico Giovannini, auspicando per il futuro un revamp del trasporto pubblico,

Tiziano Treu, presidente del CNEL, ha parlato di una “mobilità alternativa” e della necessità di “ripensare l’allocazione di servizi, raggiungibili facilmente, in specifiche porzioni di città e adottare misure di trasformazione dello spazio urbano”.

Per Carlo Carminucci, direttore ricerca Isfort, “lo scenario che rischia di delinearsi per il futuro può e deve essere contrastato, così come la tendenza attrattiva e insostenibile dell’auto (inquinamento, congestione, incidentalità) può e deve essere invertita”.

La rimonta delle auto elettriche

L’indagine, che considera le restrizioni alla mobilità e le tendenze determinate dallo smart working, evidenzia una indubbia crescita del parco dei mezzi elettrici: 83.463 auto (+57% rispetto a fine 2020, +267,2% rispetto al 2019), 18.635 ciclomotori (+12,3% rispetto a fine 2020), 12.471 scooter e moto (+32,7%), 8.352 quadricicli (+18,2%). In ascesa anche l’immatricolazione delle auto ibride, che supera il diesel e fa conquistare all’Italia il podio in Europa, pur confermando un ritardo per le auto ibride plug-in (PHEV) ed elettriche pure (BEV).

Parco auto ancora vecchio

Nonostante le velleità green degli italiani, il parco circolante è ancora vetusto, con oltre 12 milioni di auto, quasi un terzo del totale, che non superano lo standard emissivo Euro 3. Le alimentazioni a benzina e gasolio riguardano oltre 35 milioni di auto (quasi il 90% del totale), mentre le auto ibride sono appena 550mila e quelle elettriche poco più di 50mila. Da sottolineare tuttavia che nelle immatricolazioni 2020 la quota di auto elettriche ed ibride è stata pari a quasi il 20% del totale.

L’impennata delle e-bike

Una parte degli italiani ha scelto un mezzo più ecologico, incentivato anche dai bonus, ed ha acquistato una e-bike, il cui mercato ha di fatto registrato un boom. Secondo i dati Ancma, nel 2020, sono state vendute in Italia oltre 2 milioni di biciclette, di cui 280mila e-bike, che segnano una crescita del 17% rispetto al 2019 (+14% le bici tradizionali, +44% le bici elettriche). E nei primi sei mesi del 2021 sono state già vendute 157.000 e-bike (+12% rispetto allo stesso periodo del 2020).

Mobilità condivisa: TPL ai margini

Il 2020 è stato un anno di luci e ombre per la mobilità condivisa. La flotta complessiva di veicoli è cresciuta del 65% con un parco disponibile di 85mila mezzi, ma si tratta di un incremento quasi interamente imputabile ai monopattini elettrici (+35mila veicoli in un anno).

Gli italiani cittadini continuano a snobbare il trasporto pubblico locale e ad intasare le strade con le auto datate. Insomma, l’auto resta il mezzo preferito degli italiani e l’autobus entra in profonda crisi, dimezzando la propria quota modale (dal 10,8% al 5,4%) e perdendo oltre il 50% dei passeggeri. Una tendenza che secondo le previsioni Audimob è destinata a proseguire.

Complici di questa crisi sono le norme di distanziamento, la paura dei contagi e infine lo smart-working che ha di fatto ridisegnato la mobilità dei cittadini. Gli smart-workers si muovono molto di più a piedi o in bicicletta (il 34% contro il 22,6% di chi lavora in presenza), molto meno con i mezzi motorizzati, sia in auto (55,6% contro 68,9%), sia con il trasporto pubblico (2,9% contro 4,6%).