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La delega fiscale compatta il centrodestra. I cinque emendamenti (stralcio della riforma del catasto, mantenimento e ampliamento della mini flat tax, rateizzazione acconti e riduzione della ritenuta d’acconto sul lavoro autonomo, costituzionalizzazione dello Statuto del contribuente, e parere vincolante delle commissioni ai decreti attuativi) sono stati sposati dall’intera coalizione. “E, di questi tempi, non è un dato politico banale”. Dall’altra parte della cornetta c’è il senatore del Carroccio, responsabile nazionale del dipartimento Economia, Alberto Bagnai.

Bagnai, forse in questa fase il centrodestra è più coeso sulla delega fiscale che sul nome da spendere nella partita del Quirinale.

Le vicende del Colle le seguo poco, ma è sicuramente vero che il centrodestra si è compattato su questi emendamenti che, per noi, rappresentano una priorità. O per lo meno crediamo la rappresentino per quella considerevole porzione di Paese che ci ha sostenuti.

Qual è, in definitiva, l’obiettivo della mini flat-tax?

L’obiettivo della mini flat tax è quello di emersione del sommerso e di semplificazione della vita a un sacco di persone. La legge delega non recepito alcuni risultati raggiunti in Parlamento a giugno, come l’accordo sulla mini flat tax, e ha inserito elementi divisivi, che il Parlamento aveva espunto. Coi nostri emendamenti cerchiamo di ripristinare la situazione, per agevolare il percorso della riforma partendo da quanto ci unisce.

Perché stralciare in toto la riforma sul Catasto?

Partiamo dal presupposto che l’Italia è un Paese di piccola proprietà immobiliare diffusa e, in questo senso, l’investimento sul ‘mattone’ è una importante forma di investimento del risparmio. Il senso dello stralcio, dunque, è funzionale a evitare un inasprimento della tassazione sul patrimonio, che determinerebbe un crollo del valori immobiliari, come fu nel 2012. Inoltre, specie in momenti come quello che stiamo vivendo, gran parte della ripresa economica dipende proprio dal settore immobiliare.

E’ possibile però che sul questa legge ci possano essere frizioni nell’esecutivo.

Non sarei così drastico. Innanzitutto per la forma che questa legge ha: si tratta di una legge delega di iniziativa governativa, che segue l’iter delle leggi ordinarie. Dopo il passaggio alla Camera, è previsto il passaggio al Senato, poi forse un terzo passaggio alla Camera, poi ci sarà la redazione dei decreti delegati, poi ci sarà il parere delle Commissioni parlamentari. In questa fase non mi pare che sussistano i presupposti per creare frizioni.

Il centrosinistra come si comporterà?

Credo che ci possa essere qualcuno disposto a convergere sui nostri emendamenti. Le questioni più rilevanti per il Governo sono comunque altre, dalla gestione della pandemia a quella della crisi energetica. Sarei francamente sorpreso, visto la premessa da cui è nato questo esecutivo (ovvero quella di non alzare le tasse agli italiani), se qualcuno il centrosinistra alzasse barricate sulla delega fiscale.