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Disfatta dei campioni d’Italia all’Olimpico dove la Lazio di Sarri sale in cattedra a suon di gol e con una prestazione sontuosa che vale il terzo posto

Il Milan non c’è più. La squadra dello Scudetto, solida, compatta e pronta ad affrontare faccia a faccia qualsiasi avversario, s’è persa durante la sosta del Mondiale, anche se pure prima, a dire il vero, aveva mostrato diverse lacune. I rossoneri in versione 2023 però sono davvero ai minimi termini, sia dal punto di vista fisico che mentale, tanto da mettere a rischio persino la qualificazione alla prossima Champions. Quella che invece fa sempre più gola alla Lazio di Sarri, autrice di una prestazione sontuosa: se è vero che il Milan ci ha messo del suo, lo è anche che i biancocelesti hanno giocato in modo pressoché perfetto, sovrastando gli avversari sotto tutti i punti di vista. Ora la lotta per secondo, terzo e quarto posto (il primo, a meno di cataclismi, è blindato dal Napoli, ormai a +12 sulla prima inseguitrice) è serratissima, con Milan, Lazio, Inter, Roma e Atalanta in soli 3 punti: può succedere qualsiasi cosa, insomma, anche che i campioni d’Italia in carica finiscano in Europa League.

Lazio – Milan 4-0, Sarri travolge Pioli e consegna mezzo Scudetto al Napoli

Il 4-0 finale (gol di Milinkovic-Savic, Zaccagni, Luis Alberto su rigore e Felipe Anderson) è giusto e rispecchia alla perfezione la differenza tra la due squadre. Sarri ha stravinto il confronto con Pioli, anzitutto con il dominio a centrocampo che ha consegnato al tridente biancoceleste un costante uno contro uno con la difesa del Milan. Il tecnico rossonero, nella conferenza stampa della vigilia, aveva ribadito l’impossibilità di cambiare sistema di gioco, ma alla luce dei risultati qualcosa andrà fatto: il 4-2-3-1 funziona se tutti si applicano al meglio, così invece diventa un’autostrada per gli avversari, come dimostrano gli undici gol subiti nelle ultime quattro partite, Supercoppa compresa. A sorridere di più, oltre alla Lazio che si ritrova in piena zona Champions, è sicuramente il Napoli, ormai lanciatissimo verso il suo terzo Scudetto. Certo, manca ancora un intero girone di ritorno e i punti a disposizione sono 57, ma il +12 sul Milan è davvero tanta roba: Spalletti faccia pure gli scongiuri, ma perdere questo campionato avrebbe davvero del clamoroso. Lo stato di forma delle milanesi, inoltre, non autorizza nemmeno a pensare a una rimonta, mentre Lazio, Roma e Atalanta, seppur in crescita, non sono strutturate per vincerle praticamente tutte.

Pioli, umore nero: “Parlo solo perché devo” – Maldini: “Momento difficile, ma non è tutto da buttare”

Umore nero in casa Milan, dove alle ferite di Supercoppa (ancora fresche) si aggiungono quelle dell’Olimpico. Sconfitta umiliante per Pioli, alle prese con la prima vera crisi dal 2019: il 4-0 di ieri, peraltro contro una Lazio priva di Immobile, ha ricordato il 5-0 rimediato a Bergamo del pre-Covid. Quello però era un Diavolo in balia degli eventi, mentre questo ha ancora lo Scudetto sul petto e, almeno fino al match con la Roma, sembrava in grado di poterlo difendere. Cosa sia successo dopo non si sa, quel che è certo però è che il tecnico dovrà trovare una soluzione in fretta, pena rischiare di uscire dalla zona Champions. “Parlo solo perché devo, perché altrimenti ci sarebbe solo da stare zitti e lavorare – il commento laconico di Pioli -. Ora dobbiamo tornare velocemente a Milanello a lavorare, è chiaro che non stiamo giocando al livello delle nostre possibilità. In questo momento ci sono tante cose che non funzionano, c’è l’aspetto mentale, ma anche tattico, perché basta guardare i primi due gol per vedere che ci sono delle situazioni che dovremmo leggere meglio. Se è il momento più basso della mia gestione? È sicuramente un momento delicato, è chiaro che dobbiamo fare molto meglio tutti”. “Siamo stati eliminati in Coppa Italia, abbiamo perso malamente in Supercoppa contro l’Inter e subito undici gol nelle ultime quattro partite – il resoconto amaro di Maldini -. È un momento delicato, ma l’anno scorso abbiamo vinto per il nostro spirito, lo dobbiamo ritrovare senza pensare che stiamo facendo dei disastri. Con tutto il rispetto per le critiche, siamo secondi in classifica da soli, dopo aver raggiunto la Champions e lo scudetto in due anni, la squadra è comunque dentro i suoi parametri”.

Il Milan vuole Zaniolo, ma la distanza con la Roma resta ampia

A dare una mano al tecnico potrebbe essere il mercato, alla luce dell’interessamento ormai pubblico per Zaniolo. Il giallorosso piaceva già in estate, ma le richieste della Roma impedirono qualsiasi trattativa: scenario differente da quello attuale, anche se Pinto non ha nessuna intenzione di svendere il suo gioiello. La distanza c’è sia sulla valutazione (il Milan offre 25, la Roma ne vuole almeno 10 in più) che sulla formula (Maldini propone il prestito con diritto di riscatto, Pinto pretende l’obbligo), però va considerata anche la volontà del giocatore, ormai deciso a lasciare la Capitale già a gennaio. “Non abbiamo particolari esigenze, ma vedremo se ci saranno delle opportunità” ha nicchiato Massara prima della partita, lasciando intendere che l’operazione, per quanto difficile, resta possibile. La Roma spera in un affondo del Tottenham, ma a dare una mano al Milan potrebbero essere proprio gli inglesi, vicinissimi a chiudere per Danjuma del Villarreal: l’attaccante olandese chiuderebbe ogni spazio per Zaniolo, con i rossoneri unici pretendenti.

Sarri esulta: “Un regalo al Napoli? No, a noi stessi”

Tornando alla partita è giusto dare spazio anche alla gioia di Sarri, sempre più “comandante” di questa Lazio: la sua mano si vede nettamente, così come l’unità di intenti di un gruppo granitico e deciso a giocarsi la Champions fino alla fine. “È stata una delle migliori partite da quando sono qui, se non la migliore, anche a se a livello di goduria preferisco il derby – il commento del tecnico biancoceleste -. Questo gruppo negli ultimi tempi mi ha dato una grande disponibilità al sacrificio per il lavoro di squadra, sorprendendomi in maniera forte. Speriamo che questa disponibilità continui, così da toglierci la pecca di lasciare punti in giro contro squadre sulla carta inferiori. La Champions? Non ci siamo mai esposti o nascosti, cerchiamo di fare il meglio e alla fine tireremo le somme. Sulla carta ci sono squadre più attrezzate di noi, ora l’importante è pensare alla prossima partita e non guardare troppo in là. Un regalo al Napoli? Se loro sono messi bene in classifica per me è motivo di soddisfazione, ma prima di tutto abbiamo fatto un regalo a noi stessi, volevamo dimostrare di essere cresciuti contro una squadra contro la quale l’anno scorso avevamo sempre perso”.