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(Teleborsa) – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è arrivato a Malaga per il 14mo simposio Cotec Europa, una organizzazione che si occupa di innovazione e ricerca. Sono presenti il Re Felipe di Spagna e il Capo dello Stato portoghese, Marcelo Rebelo de Sousa.


“In occasione del nostro precedente incontro a Napoli, nel 2019, abbiamo discusso su come la digitalizzazione possa migliorare l’efficacia dei servizi che lo Stato assicura ai cittadini. È un tema la cui attualità merita di essere riletta alla luce dell’esperienza della pandemia. A distanza di due anni, infatti, il contesto in cui ci troviamo ad elaborare le nostre riflessioni è radicalmente mutato: la doppia emergenza, sanitaria ed economico-sociale, ha messo in evidenza l’importanza del ruolo dello Stato, e non meramente dal punto di vista regolatorio, nel governare la trasformazione digitale”, ha detto il Capo dello Stato.

“La pandemia ha messo in luce quanto la nostra società sia dipendente da infrastrutture critiche, il cui controllo assume un’importanza centrale. Ha evidenziato quanto incidano carenze e ritardi nei processi di digitalizzazione. Da esse dipendono non soltanto le nostre relazioni, la nostra competitività, ma anche la capacità di garantire ai nostri cittadini una cornice di sicurezza, premessa di uno sviluppo in linea con i nostri valori. La sovranità, la sovranità europea – una “nostra” sovranità – in campo tecnologico e digitale è in proposito determinante“.

Questa di una sovranità europea digitale è ormai, ha aggiunto il Presidente Sergio Mattarella, “un’esigenza che diventa ogni giorno più pressante. Pensiamo, ad esempio, a quanto incida sulla libertà del cittadino la tutela della privacy rispetto a tecniche sempre più invasive di “profilazione”. Al valore che ha la certezza della salvaguardia della dignità della persona di fronte a sistemi pubblici e privati di conservazione e impiego dei dati, a partire da quelli in materia sanitaria. In un’economia nella quale una buona fetta di valore aggiunto è fornita dalla quantità di dati che si riescono ad accumulare e scambiare, la modalità di gestione degli stessi diventa espressione diretta di un preciso impianto valoriale e di una nuova stagione di tutela dei diritti umani”.