manovra,-draghi:-“non-si-rende-necessario-alcun-nuovo-passaggio-o-esame-in-cdm”

(Teleborsa) – La manovra non passerà di nuovo in Consiglio dei ministri ma, dopo i ritocchi effettuati sotto il pressing dei partiti dai tecnici del ministero dell’Economia, può essere inviata al Senato, dove era attesa il 20 ottobre. Rimane, comunque, aperto il dialogo su come indirizzare il lavoro. È questa la decisione presa oggi dal presidente del Consiglio Mario Draghi che dopo aver raggiunto faticosamente un’intesa ha scelto di non riaprire il confronto all’interno della maggioranza.

“Il disegno di legge di Bilancio è stato approvato formalmente dal Consiglio dei Ministri nella riunione di giovedì 28 ottobre. Per questo motivo non si rende necessario alcun nuovo passaggio o esame in Cdm”, hanno fatto sapere nel pomeriggio fonti di Palazzo Chigi. I tempi per l’esame del testo da parte del Senato si fanno, intanto, sempre più stretti e a Palazzo Madama cresce l’insofferenza per la lentezza dell’esecutivo.

Tra i nodi più controversi figurano cuneo fiscale, ammortizzatori, reddito di cittadinanza e le concessioni sui balneari. I ritocchi apportati al testo hanno toccato temi sensibili politicamente, come i bonus edilizi, il reddito di cittadinanza e Opzione donna. Sul fronte del Reddito di cittadinanza oggi è arrivata la conferma che non scatterà un decalage automatico ma l’assegno subirà una prima decurtazione al rifiuto della prima offerta di lavoro e lo stop alla seconda. Sul fronte pensionistico non sarà innalzata l’età pensionabile per beneficiare di Opzione donna, ma saranno mantenuti gli attuali parametri: 58 anni per le lavoratrici dipendenti e 59 per le autonome. Tra i ritocchi anche il ripristino del meccanismo dello sconto in fattura e della cessione del credito per i bonus edilizi.

Sul tavolo anche la modifica del tetto Isee di 25mila euro per i proprietari di abitazioni unifamiliari per poter accedere al superbonus 110% chiesta dal Movimento cinque stelle.

Previste, infine, anche modifiche al bonus affitti per i giovani under 31, con la revisione delle soglie minime e massime della detrazione, e l’aumento dei fondi a disposizione dei comuni per gli asili nido.