Macellazione rituale, nove europei su dieci contrari all’uccisione degli animali senza stordimento

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Redazione Il Fatto Alimentare

30 Ottobre 2020
Pianeta

carne macellazioneI cittadini europei sono contrari alla macellazione senza stordimento. Lo rivela un sondaggio realizzato su oltre 23 mila persone in 24 Paesi dell’Unione per conto dell’Eurogroup for Animals e con il sostegno dell’associazione Animal Equality, secondo cui nove partecipanti su dieci credono che dovrebbe essere obbligatorio rendere incoscienti gli animali prima dell’uccisione.

In Europa, infatti, la normativa vigente stabilisce che tutti gli animali allevati per l’alimentazione umana debbano essere storditi – con l’elettricità, il gas o una pistola stordente a proiettile captivo – prima di essere uccisi. Ma c’è un’eccezione: la macellazione rituale religiosa. In questo caso è consentita l’uccisione attraverso il taglio della gola e il dissanguamento senza prima rendere incoscienti gli animali, pratiche che possono causare grandi sofferenze.

Secondo il sondaggio, l’89% dei partecipanti ritiene che lo stordimento dovrebbe essere sempre obbligatorio prima della macellazione, mentre l’87% pensa che l’Unione europea dovrebbe richiedere che tutti gli animali siano resi incoscienti anche prima dell’uccisione per motivi religiosi. A tal proposito, l’80% degli europei crede che si debba finanziare la ricerca di pratiche alternative alla macellazione rituale che prevedano lo stordimento e siano accettate anche dai gruppi religiosi. Inoltre, il 93% dei cittadini sostiene che gli Stati membri dovrebbero essere in grado di adottare standard più elevati di benessere animale con misure aggiuntive rispetto alle normative europee.

I cittadini si sono espressi chiaramente a favore degli animali dicendo che dovrebbe essere obbligatorio renderli sempre incoscienti prima che vengano macellati. Ora è giunto il momento che l’Ue segua l’esempio e consenta agli Stati membri di adottare misure aggiuntive che garantiscano standard più elevati di benessere degli animali” afferma Alice Trombetta, direttrice di Animal Equality in Italia che da tempo ha lanciato una campagna per chiedere una maggiore tutela degli animali durante la macellazione, con cui sono già state raccolte oltre 200 mila firme.

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