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Roma, 11 mar – Giuseppe Conte era pronto a un “bagno di democrazia per la sua nomina di presidente e intanto resta a secco: per il nuovo statuto M5S vota meno di un quinto degli iscritti. Non è stato raggiunto il quorum costitutivo per validare in prima convocazione il voto sul nuovo statuto. Nello specifico, hanno votato 34.040 iscritti, comunica il M5S sul suo blog.

Conte a secco: niente quorum per il nuovo statuto M5S

Si mette male per Conte, visto l’esito del voto per il nuovo statuto M5S. Dopo la consultazione di ieri, in cui non si è raggiunto il quorum, oggi ci sarà la seconda convocazione dalle 8 alle 22. L’assemblea telematica degli iscritti del Movimento 5 Stelle – chiamata a rivotare le modifiche allo Statuto approvate nell’estate 2021 e sospese in via cautelare dal tribunale di Napoli il 7 febbraio scorso – si è tenuta sulla piattaforma SkyVote. Tutto da rifare, dunque.

Il M5S sfida ancora l’ordinanza del tribunale di Napoli

Nello specifico, il primo punto all’ordine del giorno recita “ripetizione della deliberazione assembleare adottata in date 2/3 agosto 2021”. Quella con la “proposta di modifica dello Statuto e contestuale revoca della deliberazione assembleare del 17 febbraio 2021”. “Ai fini della sua conferma/convalida”. Alla votazione sono di nuovo ammessi soltanto gli iscritti da più di sei mesi. Decisione che sfida ancora una volta l’ordinanza che aveva considerato illegittima questa limitazione. Perché disposta “in assenza di un regolamento adottato dal Comitato di garanzia, su proposta del Comitato direttivo”. Come richiedeva il vecchio statuto.

Nel dettaglio, l’assemblea oggi dovrà esprimersi anche sulle modifiche allo Statuto in tema di democrazia interna richieste dalla Commissione di garanzia degli statuti – un organo composto da cinque magistrati con sede alla Camera – per poter iscrivere il M5s al registro dei partiti politici, passaggio necessario per l’accesso ai rimborsi elettorali del 2xmille, deliberato dalla base lo scorso novembre.

Borrè: “Conte si aspettava un bagno di democrazia e ha ricevuto la doccia fredda della realtà”

In merito coglie la palla al balzo Lorenzo Borrè, legale dei dissidenti grillini. “Conte si aspettava un bagno di democrazia e ha ricevuto la doccia fredda da parte della realtà, avendo votato meno di un quinto degli iscritti”. Così l’avvocato che ha presentato il ricorso contro lo statuto M5S a nome di alcuni iscritti 5 Stelle. “Quella che molti commentatori politici hanno ritenuto una sfida al tribunale di Napoli – sottolinea Borrè – evidentemente non è piaciuta alla stragrande maggioranza degli associati. I quali probabilmente non credono che la democrazia si affermi con petizioni antidemocratiche, quali quelle che riservano ad uno solo di loro la possibilità di guidare il partito“.

Un partito finito in mano alle carte bollate e un aspirante leader distaccato dalla realtà

Per l’avvocato, “l’aver definito cavilli questioni attinenti principi di rilevanza costituzionale segna un cambio di paradigma indigesto ai più. L’11 le modifiche saranno sicuramente approvate, ma considerati i vizi che le minano e ne predicono l’annullamento, mi domando: che senso ha tutto questo?”. Al di là della guerra a colpi di carte bollate, che dà il polso di che brutta fine abbia fatto ciò che resta del M5S, il dato politico è che Conte, aspirante leader, continua a vivere in un film tutto suo. Le sue roboanti e un po’ spaccone dichiarazioni sul plebiscito che gli riserveranno gli iscritti sono durate il tempo di un mancato quorum, appunto. E infatti l’ex avvocato del popolo stamane tace.

Adolfo Spezzaferro

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