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M5s rischio scissione, decine di parlamentari pronti a dire no alla fiducia. La nascita del governo Draghi non ha “calmato” i malumori nel Movimento 5 stelle. La squadra del nuovo premier e la mancata unione tra il Mise e l’Ambiente per il nuovo ministero per la Transizione ecologica voluto dal fondatore Beppe Grillo non hanno fatto altro che acuire le tensioni interne. Non pochi, appellandosi ad un articolo dello statuto, chiedono di ripetere il voto. In serata il deputato Giuseppe D’Ambrosio ha annunciato l’addio. Non solo: nel corso dell’assemblea dei senatori, tra l’altro, tanti hanno annunciato che non supporteranno l’ex dirigente della Bce.

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M5s rischio scissione, schiera di parlamentari pronti a dire no alla fiducia: l’appello di Grillo

Alle 21.30 il vertice dei deputati grillini. “Il momento che stiamo attraversando è difficilissimo. C’è delusione, frustrazione ed incertezza e comprendo le ragioni di tutti. Ma il momento impone di mantenere la calma”, scrive il capogruppo M5s a palazzo Madama, Ettore Licheri, ai senatori. “So che è dura per tutti figuratevi per me, ma sforziamoci di mantenere i nervi saldi e lavorare per il bene del Movimento. Non c’è niente di irreversibile e per tutto c’è sempre una soluzione. Se restiamo uniti senza litigare la troveremo”. Ago della bilancia ancora una volta Beppe Grillo, che ha invitato i suoi a guardare al futuro, a superare le divergenze per il bene del paese. “13 febbraio 2021. Vi ricorderete questa data. Perché da oggi si deve scegliere. O di qua, o di là. È di una transizione cerebrale di cui abbiamo bisogno”, ha scritto il fondatore sul suo blog. Tuttavia, sarebbero tanti i bocconi da mandare giù: dal Sud finito nelle mani dell’azzurra Mara Carfagna alla scelta del fisico Roberto Cingolani a capo della Transizione ecologica, ministro che secondo i vertici del M5S è stato voluto proprio da Beppe Grillo.

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Crimi: «Da Lega e Fi sicuramente non mi aspettavo che proponessero Gandhi o Martin Luther King»

“Questo è un governo nato con i partiti ‘alla cieca’. Questo è il governo di Draghi e del Quirinale. Abbiamo anche Forza Italia e Lega, possiamo dire quello che vogliamo ma lo sapevamo che ci sarebbero stati loro ministri. Italia Viva ne è uscita a pezzi. Aveva 2 ministri ed esce solo con Bonetti”. Queste le parole, riportate dall’Adnkronos, del capo politico M5S Vito Crimi agli eletti pentastellati durante l’assemblea: “Da Lega e Fi sicuramente io non mi aspettavo che proponessero Gandhi o Martin Luther King… questi sono i nomi”. A proposito della scelta dei ministri da parte del premier Crimi ha aggiunto: “Non ci sono state trattative sui ministeri. Ognuno può pensare quello che vuole, ma trattative con Draghi non ci sono state. Draghi è un uomo abituato a sapere che un suo sopracciglio alzato fa girare i miliardi. Un senso di riservatezza a cui non eravamo abituati”. Leggi anche l’articolo —> M5s sul piede di guerra: “Nuova consultazione su Rousseau o voteremo no a Draghi”


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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di “UrbanPost”. Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in “Lettere Moderne” e nel 2017 in “Filologia Moderna” all’Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di “Laureato Eccellente” per il suo percorso di studi. Cofondatrice di “Voci di Fondo”, ha scritto, tra i tanti, con giornali quali “Prima Pagina Online”, “Newsly”, “SuccedeOggi” e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.















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