lusso-e-banche-sotto-pressione,-piazza-affari-maglia-nera
Piazza Affari


);
restructure_brandheader();
}

jQuery(function($) {
$(window).on(‘resize’, restructure_brandheader);
$(window).on(‘scroll’, restructure_brandheader);
});

Lusso e banche zavorrano Piazza Affari che chiude in maglia nera, -0,97%, 27.521 punti, in un contesto europeo senza bussola. Si fanno sentire forse le preoccupazioni per l’aumento dei contagi da Covid in molti paesi, mentre l’Oms parla di un duro inverno che attende l’Europa, in questo momento al centro del ciclone pandemico. 

Francoforte argina le perdite e chiude in parità, sorretta dalla fiducia degli investitori tedeschi che risale a sorpresa nel mese di novembre (l’indice Zew passa a 31,7 punti a dai 22,3 punti di ottobre). Sono piatte Parigi e Madrid, mentre Amsterdam perde lo 0,3% e Londra segna -0,36%. 

A pesare negativamente nel pomeriggio contribuisce l’avvio stonato di Wall Street, dopo i massimi aggiornati ieri. Tesla è in pesante retromarcia per il secondo giorno di seguito, con la promessa dell’amministratore delegato Elon Musk di vendere il 10% delle sue azioni, seguendo il risultato di un sondaggio lanciato su Twitter; sale invece General Electric che si dividerà in tre società a partire dal 2023. Gli investitori vanno all’incasso alla Borsa di New York alla vigilia del dato sui prezzi al consumo di ottobre che diranno quanto è alta la febbre dell’inflazione. Per ora i prezzi alla produzione usciti oggi sono in linea con le attese, ma decisamente sostenuti: +0,6% rispetto a settembre, +8,6% rispetto a un anno fa, l’aumento maggiore mai visto da quando ci sono queste statistiche. 

In questo quadro l’indice del dollaro recupera le perdite e si muove in parità. L’euro tratta contro il biglietto verde in area 1,158.

I prezzi dei titoli del Tesoro Usa appaiono in rialzo, mentre i rendimenti sono in calo. Il tasso del decennale benchmark arretra del 3,5% circa e si muove intorno a 1,443%. Gli investitori soppesano i dati macro, ma fanno i conti anche con il possibile cambio delle guardia ai vertici della Fed e con l’allarme sulla crescita delle valutazioni degli asset più rischiosi, lanciato lunedì dalla banca centrale Usa. Nel rapporto sulla stabilità finanziaria, tra i pericoli indicati dalla Fed, ci sono le tensioni nel settore immobiliare cinese (a partire dal crac di Evergrande) che “pongono dei rischi per il sistema finanziario statunitense”. Attenzione inoltre alle monete digitali, che continuano a muoversi vicino ai massimi storici, in particolare Bitocoin ed Ethereum.

Tra le materie prime è piatto l’oro, mentre il petrolio viaggia in rialzo. Il Brent si apprezza dello 0,8% a 84 dollari al barile.

Tornando a Milano, in una settimana ricchissima di trimestrali per la piazza meneghina, i ribassi sono guidati da Moncler, -3,14%, penalizzata da un report di Goldman Sachs che taglia le stime delle vendite globali delle grandi firme a causa dei timori sulla domanda cinese e retrocede il titolo della regina dei piumini a “sell” da “neutral” (lo stesso per Hermes). 

Il clima non è favorevole neppure a Ferrari che perde il 2,12% dopo i nuovi massimi toccati recentemente. Scivolano Nexi -1,99% e Atlantia -1,98%.

Tra le banche il rosso è più acceso per Banco Bpm -1,97%, anche se Hsbc ha rivisto al rialzo il prezzo obiettivo a 3,5 euro. Lo stesso per Bper (-0,29%), a 2,8 euro.

Unicredit perde lo 0,84%%, dopo aver annunciato la cessione dell’intera partecipazione rimanente nella turca Yapi Kredi. L’operazione genererà un impatto negativo sul conto economico di circa 1,6 miliardi, ma sul capitale l’effetto sarà moderatamente positivo. “In vista del nuovo business plan che sarà presentato il 9 dicembre, l’operazione è coerente con la strategia di semplificazione della struttura del gruppo e di ottimizzazione dell’allocazione del capitale”, sottolinea Equita nel daily. Hsbc ha alzato la raccomandazione dell’istituto di Piazza Gae Aulenti a “buy” da “hold” con target a 14,2 da 13 euro.

Sono solo sei le blue chip in rialzo, a partire da Amplifon +1,95%, Saipem +1%  e Campari +0,87%.

Spunti sul risparmio gestito con Banca Generali +0,7% e Banca Mediolanum +0,09%, mentre Finecobank perde l’1,82% dopo la presentazione della trimestrale.

La chiusura è stabile per l’obbligazionario. Lo spread tra decennale italiano e tedesco segna 113 punti base, ma i tassi risultano in calo: +0,8% per il Btp, -0,33% per il Bund.

La Bce ha reso noto infine che nel corso dell’ultima settimana ha fatto acquisti per 15,62 miliardi di euro nell’ambito del suo programma di acquisti di emergenza pandemica (Pepp). Il dato è in netto rialzo rispetto agli 8,2 miliardi della settimana precedente.