L’Islam rischia di vincere nell’Occidente nichilista che ha perso la fede in Dio

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La strage di Nizza è una strage annunciata: vi proponiamo l’intervista che Magdi Cristiano Allam ci aveva concesso in occasione del Festival di CulturaIdentità lo scorso agosto ad Anangni. L’intervista è di Alfonso Piscitelli. (Redazione).

Mussulmano convertito al cristianesimo, toccato dal Vangelo e dalla teologia di Benedetto XVI, Magdi Allam coglie nella guerra mossa contro i simboli della storia europea e occidentale una netta analogia con la “iconoclastia” islamica. Il discorso di Allam continua a svilupparsi in un forte antagonismo nei confronti della fede di origine: il suo ultimo libro si intitola sinteticamente “Stop Islam”. Ma discutendo di Black Lives Matter, di arcivescovi che vogliono cancellare le immagini tradizionali di Gesù e di Democratici, non solo americani, che coltivano l’odio di sé, l’autore ci indica la vera falla della nostra civiltà: il nichilismo. “L’Islam – ci dice – rischia di vincere nell’Occidente nichilista che ha perso la fede in Dio e la fede in sé stesso presentandosi come elemento di certezza e di ordine”.

La furia iconoclasta dei BLM come era prevedibile ha preso di mira i simboli della cristianità, con San Michele paragonato al poliziotto di Minneapolis e l’accusa alle raffigurazioni di Cristo di essere troppo europee…

È l’Occidente che odia se stesso e vuole eliminare tutte le raffigurazioni del proprio

passato. Questo approccio ideologico è una evidente malattia, perché chi rifiuta le proprie radici come può immaginare di proiettarsi nel futuro? Peraltro scagliarsi contro le statue, i simboli del passato è esattamente ciò che fece Maometto a partire dal 630.

Ricorda anche un po’ il Terrore giacobino o la Cambogia di Pol Pot.

Con la differenza che la rivoluzione francese è finita, come pure quel regime comunista mentre l’Islam esiste ed è in mezzo a noi. Quando Maometto distrusse gli idoli della Mecca formalizzò l’iconoclastia, la distruzione delle statue all’interno dell’Islam, ma affermò anche il principio secondo cui la vera storia comincia dalla instaurazione dell’Islam e tutto il passato è condannato come “ignoranza-oscurantismo”: un approccio grave perché piaccia o meno noi siamo il frutto ciò di ciò che ci ha preceduto.

Però nel mondo islamico troviamo anche un archeologo siriano come Khaled el Assad, che appassionatamente difendeva i reperti antichi.

Noi dobbiamo distinguere tra le persone e la religione. Io stesso sono stato per gran parte della mia vita un mussulmano laico, che cioè credeva nell’Islam come riferimento di fede e di civiltà ma che anteponeva la ragione ed il cuore al sistema di credenze e precetti. Una condizione diffusa nell’Egitto della metà del Novecento, quando la logica prevaleva e gli estremisti islamici venivano emarginati. I mussulmani come persone possono essere moderati e ritengo che ci siano molti islamici moderati con i quali noi possiamo e dobbiamo dialogare, ma il sistema religioso ha le sue caratteristiche rigide

Anche l’arcivescovo di Canterbury ha approvato la campagna che mira ad eliminare le raffigurazioni di Gesù con tratti europei: “Le statue di Canterbury saranno riviste”, ha promesso.

L’arcivescovo di Canterbury ha fatto anche di peggio nel corso degli anni quando ha sostenuto che è giusto che elementi della Sharia vengano incorporati nella legislazione. La Gran Bretagna è forse il paese europeo più a rischio di islamizzazione: hanno legittimato la presenza di tribunali islamici, che hanno già

emesso decine di migliaia di sentenze basate sulla Sharia. In alcune amministrazioni con sindaco islamico hanno consentito che i consigli comunali siano aperti dal muezzin che recita versetti coranici… Questo è veramente preoccupante perché significa che siamo allo sbando più totale, perché non abbiamo un elemento di certezza. Ed è in questo caos e disorientamento che l’Islam potrebbe prevalere

come fattore di certezza e di ordine.

L’Islam potrebbe essere il vincitore nel clima nichilistico dell’Occidente?

Esatto, questo è il vero rischio, perché nell’Islam si preservano alcune certezze di base che in Occidente, dove per dire la famiglia naturale è diventata oggetto di criminalizzazione, si sono perse.

Però questo movimento contro i simboli del passato ha origine negli USA: per effetto delle tensioni razziali o forse anche per l’influsso della cultura protestante?

Trump però è evangelico, mentre Nancy Pelosi e il vescovo di New York che esprimono simpatia per le rivolte sono cattolici e anti-Trump. Non traccerei un nesso tra iconoclastia del presente e mondo evangelico. Pesa forse più l’approccio ideologico del Partito Democratico, che poi era il partito dei vecchi

schiavisti…

Per effetto di un senso di colpa per il passato?

È qualcosa di più grave del senso di colpa, quello che emerge nel rito dell’inginocchiarsi è un odio di sé in quanto bianchi. Possiamo dire che tutto questo è qualcosa di profondamente morboso, senza difendere minimamente razzismo e schiavitù. Peraltro schiavitù e razzismo sono fenomeni universali, la particolarità della civiltà europea è che la schiavitù la ha abolita… Quando si parla di schiavitù si parla soltanto degli Africani deportati nelle Americhe (otto milioni), ma non si parla di quelli che furono trasferiti nelle terre islamiche, che secondo alcuni storici ammontano a dodici milioni. E non dimentichiamo che fino al 1830 due milioni e mezzo di Europei sono stati tratti in schiavitù da Arabi e Turchi. Quella che viene condannata negli Stati Uniti è una schiavitù che non esiste più. L’ISIS ha riesumato la schiavitù, con le ragazze yazide vendute al mercato.

Ora c’è l’attacco ai simboli ma prima come dicevi c’era una dimenticanza latente di ciò che riguarda la nostra storia. Come si cura questa perdita di memoria e di identità? Come ricostruire sul Ground Zero di valori dell’Occidente?

Serve una formazione culturale che ci faccia recuperare la certezza e l’orgoglio di ciò che siamo sul piano della nostra identità, della nostra fede. Noi abbiamo bisogno di recuperare le nostre radici per essere rigeneratori della civiltà.

Benedetto XVI di fronte a queste convulse vicende avrebbe saputo trovare parole illuminanti…

Il concetto dell’Occidente che odia sé stesso è appunto un concetto espresso dall’allora cardinal Ratzinger in una lectio magistralis del 2004 al Senato quando ne era presidente il filosofo Marcello Pera. Quello che occorre è il recupero del sano amore per sé stessi, l’esortazione di Gesù è appunto “ama il prossimo tuo come te stesso”.

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