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Omicron in Francia: indennità per gli infermieri, si telelavora e si va a scuola. L’articolo di Enrico Martial

 

Il 28 dicembre, il governo francese ha annunciato una indennità di 100 euro, a partire dallo stipendio di fine gennaio, per i circa 24mila infermieri impegnati nelle rianimazioni e con i pazienti in condizione critica, come anticipazione di una revisione delle condizioni salariali e di lavoro già oggetto di uno studio che sarà presentato nei prossimi giorni. Ad aprile 2021 al personale paramedico generale era stato attribuito un aumento di 183 euro mensili ed erano stati stanziati 740 milioni di euro per la revisione delle tabelle salariali.

In Francia, dove non si aspetta l’Epifania e si faranno vacanze scolastiche invernali di due settimane, dal 3 gennaio si torna a lezione normalmente, mentre i dipendenti pubblici e privati, ad esclusione dei lavori che non lo consentono, andranno in telelavoro per tre settimane per tre giorni alla settimana, se non quattro quando possibile.

Il Capodanno è salvo, niente restrizioni specifiche ma appelli alla responsabilità: ridurre gli assembramenti e le grandi feste, mantenere le precauzioni sanitarie. Le nuove misure sono state annunciate dal primo ministro Jean Castex e dal ministro della salute Olivier Véran la sera di lunedì 27 dicembre, in conferenza stampa.

L’esercizio del governo è di equilibrio (di equilibrismo, dice Le Monde) tra misure restrittive e mantenimento delle attività lavorative e delle libertà di movimento, di fronte a una popolazione che andrà sia al voto per le presidenziali e che è già piuttosto snervata rispetto al governo attuale come lo è tradizionalmente verso ogni governo nazionale.

Vengono imposti limiti solo alle grandi riunioni, – con un massimo di 2.000 persone al chiuso e 5.000 all’aperto – impedendo quindi i grandi concerti ma non gli incontri politici, che saranno comunque consentiti.

Le misure diventano più specifiche: saranno vietate le consumazioni di bibite o cibo sui mezzi di trasporto, anche a lunga percorrenza, per ridurre l’effetto aerosol senza mascherine, che saranno viceversa obbligatorie nei centri storici cittadini, in concertazione tra prefetti locali e sindaci. Non sarà possibile consumare al banco (in Francia è meno frequente che in Italia) ma soltanto da seduti.

Le discoteche e i club sono già stati chiusi dal 6 dicembre scorso e probabilmente non riapriranno come previsto il 6 gennaio prossimo. Sono attese infatti altre decisioni, anche sulla durata della quarantena, che potrebbe essere ridotta. Dal 28 dicembre, sarà possibile ottenere la terza dose dai tre mesi dall’ultima iniezione di vaccino. Il termine è stato accorciato in modo progressivo e rapido dinanzi al susseguirsi di dati che vengono considerati allarmanti sulla variante Omicron, che potrebbe indurre il raggiungimento dei 250mila casi al giorno sin dall’inizio di gennaio, secondo il ministro Véran.

A differenza dell’Italia, che decide con atti governativi, il parlamento francese dovrà esaminare, si suppone entro il 15 gennaio prossimo, il progetto di legge che modifica il green pass francese in modo analogo al nostro super green pass, limitandolo alla sola condizione vaccinale (da “pass sanitario” a “pass vaccinale”), escludendo quindi come elemento di validazione l’esecuzione di un test negativo.