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Leonardo mette il turbo e si getta alle spalle un 2021 all’insegna della crescita e del ritorno alla remunerazione degli azionisti, proprio nei mesi in cui infuriava la pandemia. Il gruppo dell’aerospazio, guidato dal 2017 da Alessandro Profumo, ha messo a segno una serie di risultati che, nei mesi bui della pandemia, acquistano un significato tutto particolare. E non può stupire che lo stesso numero uno di Piazza Monte Grappa abbia definito l’anno appena appena trascorso “importante”.

Due i capisaldi del bilancio 2021. Tanto per cominciare un utile sprint, che ha abbondantemente sfondato il muro del mezzo miliardo, attestandosi a 587 milioni, con una crescita a tripla cifra, del 142%. Secondo, il ritorno al dividendo, dopo il digiuno dello scorso anno, con una cedola a 0,14 euro ad azione. Merito anche dei ricavi, saliti a quota 14,1 miliardi in crescita del 5% sul 2020.

Numeri decisamente migliori rispetto all’anno precedente, anche se inferiori rispetto al bilancio 2019 (ma allora non c’era la pandemia), chiuso con un utile netto di competenza di 821 milioni e 2,847 miliardi di indebitamento finanziario netto. Il miglioramento dei conti è dovuto alle attività nella difesa e nel settore governativo, tra le quali spicca la consegna al Kuwait dei jet Eurofighter, la cui seconda tranche è prevista proprio per la prossima primavera, e che hanno compensato la crisi delle aerostrutture, attutendo l’impatto sui flussi di cassa. Tornando al dividendo, se la proposta del board sarà approvata dall’assemblea degli azionisti il monte-dividendi complessivo sarà di 80,4 milioni di euro, di cui circa 24 milioni per il ministero dell’Economia, che possiede il 30,2% della società.

“In tempi caratterizzati da una crescente incertezza geopolitica, continuiamo a monitorare attentamente la situazione, allineandoci alle indicazioni dei governi dei Paesi in cui operiamo. Restiamo focalizzati sulla soddisfazione delle esigenze dei nostri clienti grazie ai solidi fondamenti di gruppo”, ha spiegato il ceo Profumo. “Il Focf (flusso di cassa operativo, ndr) 2021 è risultato al di sopra della guidance e doppio rispetto alle attese. Abbiamo ripreso il percorso di crescita con risultati al di sopra dei livelli pre-pandemici, a parte le aerostrutture per le quali è in corso il piano di ristrutturazione e rilancio”.

E il futuro? I numeri sembrano sorridere ancora al gruppo. Leonardo prevede infatti per il 2022 nuovi ordinativi per circa circa 15 miliardi, a conferma del buon posizionamento dei prodotti e soluzioni e della capacità di presidiare efficacemente i mercati chiave, a fronte di ricavi per 14,5-15 miliardi, in crescita rispetto al 2021 grazie all’apporto dei nuovi ordinativi. Non è finita. Anche la redditività è prevista in aumento, con un Ebitda di 1,1-1,2 miliardi.

Attenzione però alla guerra in Ucraina. La società sa bene che gli attuali equilibri geopolitici sono in pieno stravolgimento, eppure l’impatto sulle attività del gruppo non sarà negativo. Anzi. “In seguito dell’azione offensiva avviata dal governo russo nei confronti della nazione Ucraina, si palesano profondi cambiamenti nel contesto degli equilibri geopolitici ed economici mondiali”, recita un passaggio della nota che accompagna il bilancio.

Tuttavia “allo stato attuale Leonardo non risulta esposta in maniera significativa verso questi due Paesi. Nello specifico, l’esposizione patrimoniale al 31 dicembre 2021 verso l’Ucraina è nulla e l’esposizione patrimoniale netta nei confronti di operatori direttamente coinvolti dal regime sanzionatorio verso la Russia è pari a circa 30 milioni di euro. Il portafoglio ordini verso la Russia è di circa 25 milioni, mentre il portafoglio verso l’Ucraina è pari a circa 8 milioni di euro”.