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Le proposte di matrimonio al ristorante raccontate dagli chef. Tra tanti sì e qualche no



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I ristoranti, con piatti seducenti e vista mozzafiato, sono spesso il luogo ideale per dichiarare il proprio amore. Ecco 15 posti che sono stati scelti per fare la fatidica domanda (e come è andata)

Succedono cose belle a tavola: serate spensierate tra amici, riunioni famigliari, riconciliazioni, trattati di pace (tra una semplice coppia ma anche tra Paesi belligeranti) e dichiarazioni d’amore.


A qualcuno potrà semprare un cliché, ma chiedere la mano al tavolo di un ristorante è tuttora un gesto molto diffuso che rivela, inoltre, quanto «il dichiarante» sia disposto a donarsi, in termini di impegno e di rischio «brutta figura» in pubblico in caso di rifiuto. Succede qualche volta: anche in questo romantico frangente il lieto fine non è garantito.

Molti chef ricordano con piacere questi momenti di grande amore e di emozione: «Durante un San Valentino, un nostro cliente ha prenotato l’intera Sala Vigne del nostro locale», raccontano per esempio i fratelli Cerea, titolari del ristorante tristellato Da Vittorio (Bergamo),«facendola allestire con tavoli da 2 o da 4 come se fosse una normale serata di servizio, mentre i commensali erano attori e cantanti che hanno dato vita a un flashmob per cantare la canzone preferita della futura sposa».

E ci sono chef che vivono l’avvenimento dall’inizio alla fine, come Paolo Griffa, executive chef del Petit Royal a Courmayeur: Noi abbiamo la Tour Royale, che risale al 1400, utilizzata solo per occasioni speciali, e le richieste di matrimonio rientrano proprio tra queste. C’è un solo tavolo e tutta la cena viene fatta in showcooking, tra  mille candele ad illuminare la stanza. La richiesta di matrimonio arriva verso al fine, quando dopo aver passato tutta la serata con gli ospiti si è diventati un pò complici: è un momento emozionante anche per noi che assistiamo, perche comunque vada abbiamo contribuito all’esito della serata».

La scelta del luogo e dellla vista è importante: raffinati locali in città, come Berton a Milano o All’Oro a Roma, dove gli anelli sono stati nascosti nel dessert, o con viste straordinarie, come Il Tino, a Fiumicino, con vetrata sul fiume dove si rispecchia la luna, al Terra the Magic Place, tra le cime innevate dell’Alto Adige, con passeggiata all’alba per visitare i misteriosi Omini di Pietra, alla Sponda dell’hotel Le Sirenuse di Positano, con straordinaria veduta del mare e il suono del mandolino.


Un must per la fatidica domanda è anche la romantica veduta della laguna veneziana: per esempio al Gritti Palace, con l’anello nascosto nel cubetto di ghiaccio di un cocktail, o approfittando di una delle proposte speciali organizzate dall’Hotel Cipriani, con cene che si tengono su una delle altane dell’hotel, nei giardini fronte laguna e con vista su San Marco: qui una volta è stato anche recuperato dai sommozzatori un prezioso anello di fidanzamento che era caduto in acqua (Guarda nella gallery in alto tutte le proposte di matrimonio, fatte in 15 diverse location, e i piatti scelti per l’occasione).

Ma non sempre la freccia di Cupido va a segno, alcuni chef hanno assistito anche a qualche clamoroso no. Come al celebre Del Cambio a Torino, dove si sono dichiarati amore molti personaggi famosi: lo chef Matteo Baronetto ricorda anche un rifiuto: dopo la dichiarazione, la mancata sposa ha lasciato in fretta il locale senza finire la cena, seguita dal fidanzato respinto che l’ha rincorsa senza pagare il conto, salatissimo a livello emotivo (ma saldato il giorno dopo). Un clamoroso no, tra tanti sì, è anche nella memoria dello chef bistellato Max Mascia del San Domenico di Imola: a fine cena il dessert è stato servito nelle celebri cantine – una cheese cake eseguita su richiesta – e a quel punto il fidanzato ha estratto l’anello, ricevendo un solenne rifiuto. La scelta del dolce non era stata apprezzata perché, a detta della mancata fidanzata: «non era lei quella a cui piaceva la cheesecake»…


Prendere nota: anche un po’ di memoria aiuta nell’impresa.

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